La questione sta in tre numeri: Italia 270mila, Spagna 600mila, Francia 2 milioni 500mila. Tre cifre che raccontano una disillusione e smontano un piccolo mito italiano: quello dell'avvento della iptv, ovvero la televisione distribuita attraverso il protocollo internet. Una tivù potenzialmente delle meraviglie [...] In Italia, dove la iptv é partita prima di tutti gli altri Pease europei (Fastweb é stato il pioniere nel 2000) gli abbonati sono meno della metà della Spagna [...]
"La iptv italiana rinuncia di fatto a proporsi come piattaforma concorrente e/o complementare a quelle esistenti, come satellite e terrestre, diventando sotanzialmente il redistributore dell'operatore pay dominante, cioé Sky", commenta Augusto Preta, amministratore delegato di ITMedia Consulting, centro specializzato nel monitoraggio dell'innovazione nei sistemi dei media europei. "Questo fattore, che caratterizza il modello italiano rispetto a quello francese, dove non a caso l'iptv gode di ottima salute, riduce evidentemente le capacità di attrattiva dell'offerta. In Italia l'iptv si sta adeguando, nella sostanza, a diventare una modalità distributiva ancillare a quella satellitare di Sky. In pratica gli operatori di iptv si sono trasformati in agenti di Sky, che gestisce il rapporto diretto con l'utenza, rinunciando a offrire servizi alternativi da parte di altri operatori a pagamento".

Prima, febbraio 2008
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