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L'evoluzione dei servizi TV over-the-top
Con l'intensificarsi della recessione, le principali case di produzione europee hanno iniziato a capire che internet e la crescente penetrazione della banda larga costituisce un'opportunità unica di includere porte ethernet o connessioni wireless USB direttamente nell'apparecchio televisivo, allo scopo di offrire agli utenti un'esperienza di contenuti IP-based e, in ultima analisi, creare nuove fonti di ricavi. Anche se i dispositivi di Connected TV sono in una fase iniziale, si stanno già sviluppando alcuni business model e i produttori stanno già rapidamente cercando di mettere in pratica modelli pubblicitari nuovi e più efficienti. Gli operatori di piattarma possono monetizzare la propria base clienti attraverso i propri servizi broadband. Grazie alla maggiore interattività permessa dai dispositivi di connessione, il consumo di televisione può aumentare e i broadcaster possono attrarre un maggior numero di utenti, trattenendoli per un periodo più lungo, mentre la pubblicità può trarre vantaggio dalla personalizzazione. Dall'altro lato i produttori europei, attraverso partnership con produttori di device, possono differenziare i propri dispositivi attraverso una serie di offerte, allo scopo di ottenere percentuali di ricavi maggiori . In altre parole, portare i contenuti nelle case digitali non è più un problema. ITMedia Consulting prevede che nei prossimi anni saranno lanciati servizi sempre più sofisticati e aumenteranno accordi tra content providers e produttori di televisori. I servizi over-the-top possono giocare un ruolo significativo nella proliferazione di Internet-connected TV. Grazie all'aumento dell'offerta video su web e ad un significativo miglioramento della qualità della distribuzione dell'online video, i content provider hanno ritenuto possibile la distribuzione video direttamente via TV. Il termine over-the-top è generalmente utilizzato per indicare la distribuzione di servizi video web-based tramite TV grazie ad una connessione a banda larga. Descrive servizi di intrattenimento che sono distribuiti "on top" tramite una rete a banda larga, ovvero bypassando i tradizionali service provider e aggregatori e distribuendo servizi su rete aperta. Perciò l'OTT è in grado di disintermediare varie parti della catena del valore esistente della pay-TV , deviando dall'abituale rotta di distribuzione televisiva. I contenuti live e on demand possono essere distribuiti in TV in streaming o download su reti IP non gestite.
Estratto da Turning Digital. Hybrid TV Drives the Transition from Broadcast to Broadband
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Audience e contatti: i risultati di TV e Internet a Maggio
Nei primi cinque mesi del 2010 l'audience televisiva è aumentata nell'1,6% rispetto allo stesso arco di tempo del 2009. Dopo un aprile in calo dello 0,4% rispetto allo stesso mese del 2009, a maggio l'audience torna a crescere del 6,1%, con un aumento di 500 mila spettatori.

Nella classifica dei soli canali digitali la Rai è sempre più presente con ben 5 canali su 10: Rai 4 sempre al secondo posto è seguita da RaiSat Premium, RaiSat Yoyo, Rai Sport più e Rai Gulp, che scavalca ancora un posto nella classifica piazzandosi ottavo. Al primo posto della Top Ten rimane stabile Boing. Lo sport e la TV per ragazzi rappresentano i due generi più visti in digitale.
Per quanto riguarda Internet, a maggio 2010 si conferma il trend di crescita del web italiano. Rispetto a maggio 2009 i navigatori attivi sono il 15% in più, ovvero 25,4 milioni. Restano invece stabili i consumi con 35 sessioni mensili, 2048 pagine visitate e 28 ore e 32 minuti di tempo speso online (+4% rispetto a 2009). Le categorie più visitate rimangono invece stabili: i motori di ricerca, con 22,3 milioni di utenti raggiungono l'88% dei navigatori attivi. Al secondo posto si confermano i portali, seguiti da community, email e video. Rispetto a maggio 2009, guadagnano posizioni gli internet tool (come Google account) e i research tool (come Wikipedia) ai danni di software manifacturer e news.

Tra le categorie che sono cresciute maggiormente in percentuale rientrano i siti di video e cinema, le mappe, lo sport, i giochi online e le scommesse, i siti dedicati alla bellezza e alla cucina, le prenotazioni alberghiere e il meteo.
Articolo estratto dal Media Monthly Report di Giugno 2010
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Google to enter TV market
Google is to enter the TV market: in May 2010, the company, in conjunction with partners including Sony, Intel, DISH Network, Best Buy, Adobe and Logitech, announced the launch of Google TV, which will enable users to search the web while watching programmes and to consume web content through a new generation of televisions and set-top boxes. These devices can be controlled by a wireless keyboard or mobile phones. Social networking and other popular applications and services will be key drivers for Google TV. The devices will run the Google Chrome web browser and will also have the capability of running apps from the Android platform. It will theoretically work with any TV set. However, Sony will deliver a line of connected TVs and Blu-ray players integrating Google TV on the US market from autumn 2010. Users will be able to access linear TV channels, as well as surfing the internet and using applications such as Adobe Flash. Video content will be drawn from Netflix, Amazon Video On Demand and YouTube. One of the reasons which pushed the Internet search engine giant to enter the television sector with such an ambition plan should be found in the opportunities coming from the TV advertising market: around $70 billion is spent annually on TV advertising in the United States, which is far more than is currently spent on Internet advertising. Furthermore, television captures a wider and broader audience than Internet and the average American watches five hours of TV per day. In addition, escalating broadband penetration can support Google’s goals, together with the wide availability of content online. The support of TV manufacturer Sony and the sale of its connected TVs may lead to an acceleration of the project.
L'articolo è estratto dall'ultimo numero di Turning Digital, la newsletter quindicinale focalizzata sui temi della TV digitale e dei broadband content ed è parte dell'offerta multiclient di ITMedia Consulting.
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TURNING DIGITAL La TV Ibrida guida la transizione dal broadacast al broadband
di Augusto Preta
Il mercato televisivo durante la crisi: i ricavi da Pay TV superano la pubblicità
Nel 2009 l’Europa ha dovuto affrontare le gravi sfide della crisi finanziaria con pesanti ripercussioni in ogni settore. La difficile congiuntura economica ha costretto i consumatori a passare maggior tempo a casa e a tagliare drasticamente le spese. Di conseguenza, è aumentato il tempo passato a guardare la TV.
L’industria televisiva è stata profondamente colpita dalla grave recessione. Per la prima volta negli ultimi anni, il mercato televisivo europeo ha riportato un declino: nel 2009 ha raggiunto un valore di €86,9 miliardi, in calo del 3,1%, a fronte di una crescita limitata (+0,9%) nel 2008.
In periodi di recessione i budget destinati alla pubblicità televisiva sono i primi ad essere ridotti. In tale contesto, i ricavi pubblicitari hanno riportato performance negative per il secondo anno consecutivo.
I ricavi da pay tv continuano invece a rappresentare la principale fonte di crescita per il settore, registrando un aumento, sebbene ad un tasso di crescita più basso rispetto al 2008. Come ITMedia Consulting aveva previsto lo scorso anno, nel 2009, i ricavi da pay tv hanno superato quelli da pubblicità, divenendo la prima risorsa nel mercato televisivo europeo. Il VoD e la PPV stanno acquistando un’importanza significativa in numerose offerte di pay tv. Con l’obiettivo di attrarre nuovi clienti, le piattaforme a pagamento si oppongono ai competitor proponendo offerte di dual e triple play, che uniscono servizi di telefonia, Internet e TV.
Negli ultimi anni, la televisione multichannel si è sviluppata in maniera progressiva e ITMedia Consulting prevede un ulteriore incremento in futuro. Nonostante la crisi economica, nel 2009 il numero di canali tematici continua a crescere e a registrare un impatto significativo sulla struttura dei ricavi dell’industria televisiva. Tuttavia, la pubblicità su multichannel è stabile rispetto al 2008 e rappresenta ancora una quota ridotta della spesa pubblicitaria totale. Come per altri settori, anch’essa è stata influenzata dalla forte recessione, sebbene con un impatto meno marcato.
Lo sviluppo della tv digitale continua: oltre il 77% delle abitazioni europee sono dotate di accesso al segnale televisivo digitale, rispetto al 65,4% del 2008. Il satellite non rappresenta più la piattaforma digitale predominante, in seguito al sorpasso attuato per la prima volta dalla televisione digitale terrestre. La fase di switch-over interessa oramai gran parte dell’Europa: Germania, Finlandia, Lussemburgo, Svezia, Paesi Bassi, Svizzera, Norvegia e Danimarca hanno già completato lo switch-off nel 2009, mentre Belgio e Spagna, hanno spento la tv analogica rispettivamente a marzo e aprile 2010.
Allo scopo di fornire maggiore copertura e di raggiungere le abitazioni sprovviste di ricezione DTT, i servizi satellitari free-to-air acquisiscono progressivamente importanza, anche grazie alle attuali strategie di transizione al digitale e a disposizioni governative.
Altre nuove piattaforme, quali la web tv e la mobile tv, sono ancora alla ricerca di un modello di business sostenibile a lungo termine. Parallelamente al rapido sviluppo delle offerte multi-play, mentre il mercato si avvicina alla saturazione, gli ultimi 12 mesi sono stati caratterizzati da un’accelerazione nella diffusione dell’IPTV. Nonostante l’IPTV rappresenta la piattaforma di pay tv a più rapida crescita, molti operatori devono tuttavia fronteggiare una concorrenza agguerrita da parte di altri servizi a pagamento e dall’offerta della televisione digitale free-to-air.
Grazie all’evoluzione delle metodologie di distribuzione dei contenuti, la pronosticata fusione dei media ha finalmente coinvolto il mezzo televisivo, mettendo in moto un ulteriore fenomeno: l’ibridazione della TV.
In tale contesto, la domanda di device avanzati in grado di distribuire non solo la TV broadcast ma altresì servizi basati su Internet, quali YouTube, Facebook o Twitter, accessibili direttamente dallo schermo televisivo.
Nei prossimi anni, ITMedia Consulting prevede infine che una chiara strategia multipiattaforma sia fondamentale per gli operatori di pay tv che vogliano mantenere le proprie quote di mercato, distinguere la propria offerta e guadagnare un vantaggio competitivo in un mercato televisivo sempre più concorrenziale.
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UK: Sky Sports to be made available on DTT
BSkyB has reached an interim agreement with Ofcom over the media regulator's controversial decision on the pricing of BSkyB’s premium sports channels for rivals, pending the resolution of its appeal to the Competition Appeal Tribunal (CAT). Under the terms of the settlement, Sky Sports 1 and Sky Sports 2 will be made available to Virgin Media, BT and Top up TV at the lower rates during the interim period. In fact, only these three operators can take part in the agreement, but, while the interim deal is in effect, they will effectively have to pay the existing rate card price, with the difference between that and the wholesale must-offer price paid into escrow.
However, Sky Sports and Sky Sports 2 will be provided by Sky’s competitors at a reduced rate, between 10% and 23% lower than what Virgin Media currently pays. BT and Top up TV will offer BSkyB’s premium sports channels by August for just £26 per month, while Sky’s own package is priced at £26 per month.
BSkyB’s pre-tax profit almost doubled in the nine months to the end of March thanks to a 76% increase in take-up of its high-definition TV service. Its pre-tax profit amounted to £707 million (US$1.074million) in the past three quarters, while its revenue grew by 10%, passing from £4.4 billion in 2010 to £3.9 billion in 2009. The broadcaster also reported 428,000 new subscribers to its HD service, up 76% year-on-year.
L'articolo è estratto dall'ultimo numero di Turning Digital, la newsletter quindicinale focalizzata sui temi della TV digitale e dei broadband content ed è parte dell'offerta multiclient di ITMedia Consulting.
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Audience e contatti: i risultati di TV e Internet ad Aprile
I primi quattro mesi del 2010 registrano un aumento dell'audience televisiva dello 0,6% rispetto allo stesso periodo di riferimento nel 2009. Confrontando i due anni nel solo mese di aprile l'audience è calata dello 0,4%, in controtendenza rispetto all'aumento dell'1% del mese precedente. Rispetto ad aprile del 2009 la media degli spettatori televisivi è calata di circa 40.000 unità.

Nella top ten dei canali digitali più visti, rimangono stabili al primo posto Boing, seguito da Rai 4 e da Sky Sport 1. Rai è sempre molto presente nella top ten, questo mese con ben cinque canali: oltre a Rai 4, RaiSat Premium, RaiSat Yoyo e RaiSat Cinema, da segnalare l'ingresso di Rai Gulp, che si piazza al nono posto della classifica, a dimostrazione che i canali per ragazzi continuano a riscuotere un grande successo di ascolto.
Per quanto riguarda Internet, ad Aprile 2010 i navigatori attivi salgono a 25,2 milioni, un milione in più rispetto a marzo 2010 e quasi 3,5 milioni in più rispetto marzo 2009 (16% di crescita annua). I consumi sono invece ridotti rispetto ai mesi invernali: vengono registrate 34 sessioni mensili, 2052 pagine visualizzate (contro le 2305 del mese precedente) e il tempo speso online si riduce da circa 32 ore di marzo a 29 ore e 10 minuti di aprile. Le categorie più visitate rimangono sostanzialmente stabili, con cresite significative nei 10 primi posti. Rispetto al mese precedente, in concomitanza con l'arrivo della bella stagione, si segnala la ripresa della categoria Travel.

Articolo estratto dal Media Monthly Report di Maggio 2010
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L'evoluzione delle piattaforme digitali in Europa*
*I dati sulla TV Digitale in Europa , elaborati da ITMedia Consulting, sono tratti dal Quarto Rapporto DGTVi
Il digitale terrestre nei quattro maggiori mercati europei
La TV europea è già digitale. Nei quattro maggiori mercati televisivi europei - Regno Unito, Francia, Spagna e Italia - nei quali la distribuzione del segnale televisivo via etere è stata la modalità prevalente in ambiente analogico e il processo di digitalizzazione del segnale è comparabile per dimensioni e stadio della transizione, la televisione è già digitale. Sono infatti oltre 79 milioni, pari all'85% del totale, le famiglie già dotate di un ricevitore digitale (sia esso predisposto per la ricezione della TV digitale via satellite, cavo, terrestre o IPTV). Si tratta di 16,5 milioni di famiglie acquisite dalla nuova modalità di trasmissione televisiva in un anno. La maggior parte di queste sono state acquisite dal digitale terrestre, in particolare in Italia e in Spagna, grazie al deciso procedere del piano di spegnimento del segnale analogico per aree regionali.
Diffusione della TV digitale nei quattro Paesi

Fonte: ITMedia Consulting
Nei quattro paesi la diffusione delle diverse piattaforme digitali varia a seconda della struttura e l'evoluzione del mercato. In generale si può però dire che il satellite, la cui diffusione appare legata principalmente all'erogazione di contenuti a pagamento (anche se si stanno diffondendo numerose offerte in chiaro), tende a rappresentare una piattaforma matura che continua a crescere in valori assoluti, ma a tassi più ridotti. La sua penetrazione nel 2009 scende infatti sotto la soglia del 30% sul totale TV digitale nei 4 Paesi. Nel 2009, l'IPTV registra 6,7 milioni di abbonati confermando, con quasi il 9% di penetrazione, la tendenza al superamento del cavo digitale. La nuova piattaforma sta registrando un'evoluzione significativa negli ultimi anni soprattutto ad opera della crescita nel mercato francese, dove ha quasi raggiunto la soglia dei 5 milioni di abbonati, pari al 74% del totale abbonati all'IPTV dei quattro Paesi.
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Spain: Analogue switch-off completed
On 2 April, Spain completed its digital switchover. According to the latest figures published by the Association of Electronic and Telecommunications Industry (ASIMELEC), DTT coverage has reached 98.13% of the population, while DTT penetration reached 83.6% of Spanish homes at the end of February.
Over 28.4 million DTT boxes were sold between March 2003 and February this year. There are 8 public and 24 private channels, but Mediapro’s Gol TV is the sole channel to cover sport and its DTT subscribers already amount to more than 150,000.
A goal for the industry will be to develop quality content because most of the strictly digital channels broadcast old or low quality programs. Furthermore, some of them have rented their space to teleshopping firms, even though this is prohibited by DTT rules.
According to ASIMELEC, the digitalization of TV won’t be completed before 2015, when the 3D DTT, HD DTT, interactive DTT and the distribution of the digital dividend have been concluded.
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Audience e contatti: i risultati di TV e Internet a Marzo
Il primo trimestre 2010 registra un aumento dell’audience televisiva dello 0,9% rispetto ai primi tre mesi del 2009. Il calo dello 0,3% del mese di febbraio è compensato dalla crescita dell’1% del mese di marzo. Inoltre a marzo la media degli spettatori è aumentata di circa 100.000 unità rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Per quanto riguarda Internet, marzo si conferma il mese con uno dei più alti tassi di attività in rete. I navigatori attivi sono 24,2 milioni, sostanzialmente stabili rispetto al mese precedente, ma aumentano i consumi del mezzo: le pagine viste sono 2305 (73 in più rispetto a gennaio 2010) e il tempo che ciascuna persona trascorre online sale a 32 ore (un’ora in più rispetto a gennaio). Rispetto a marzo 2009, la differenza si fa ancora più netta: +10% di audience, +8% le pagine visitate, +6% le sessioni e +9% il tempo speso in media sul web.
Le categorie più visitate rimangono stabili: motori di ricerca in testa (+12% rispetto a marzo 2009), seguite da portali (+12% rispetto a marzo 2009), e community (+14% rispetto a marzo 2009). Le news online (al sesto posto) registrano la crescita maggiore: 28% rispetto all’anno scorso, e quasi 14 milioni di navigatori attivi (il 57% del totale). Al secondo posto nella crescita, la categoria Video & Movies (al quarto posto tra le categorie più visitate), con una crescita del 21% rispetto ad un anno fa e un’audience di quasi 15 milioni di utenti.

Da segnalare, nell’ambito dell’informazione e dell’entertainment la categoria sport, che sta subendo una forte crescita: a marzo ha avuto un’audience di 9,2 milioni di utenti e nell’ultimo anno è cresciuta del 27%. Crescono anche i consumi su questi siti: le visite per persona sono 9 al mese, con una crescita del 13%. Il tempo trascorso su questi siti è di 44 minuti (+15%). Questo dato è significativo in quanto destinato a crescere nel prossimi mesi, con il finale del campionato di calcio e l’inizio dei mondiali in Sudafrica.
Articolo estratto dal Media Monthly Report di Aprile 2010
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Il mercato dell’online video in Europa: il caso BBC iPlayer
Articolo tratto dall’ultimo Rapporto ITMedia Consulting Content on the Net: Video Streaming & Downloading
L’iPlayer è la catch-up TV della BBC, il servizio video su Internet che offre gli ultimi sette giorni di televisione e radio trasmessi da tutti i canali dell’operatore britannico. Attualmente il servizio è accessibile esclusivamente dagli indirizzi IP con sede nel Regno Unito, mente molti programmi radio sono disponibili ovunque. Il successo dell’iPlayer è stato così immediato, da fornire un modello per gli operatori che hanno deciso di entrare nel mercato del video online.
Il 27 luglio 2007 la BBC ha lanciato una versione open beta dell’iPlayer per Windows XP e Windows Server 2003. Usando il client per il download incorporato nell’open beta, l’utente può scaricare contenuti televisivi che possono essere visualizzati fino a 30 giorni successivi alla trasmissione. Il client include anche un media player e una electronic programme guide (EPG) che permettono di visualizzare i 7 giorni precedenti e successivi di programmazione. La EPG permette anche di selezionare e scaricare un programma che è stato appena trasmesso. Per permettere una efficace distribuzione di grossi file video il servizio di download usa la tecnologia peer-to-peer.
A partire da Dicembre dello stesso anno la BBC ha iniziato a fornire una versione in streaming dell’iPlayer, che richiede Adobe Flash. Questa versione, che ha il vantaggio dell’immediatezza della fruizione, permette di vedere molti programmi solo per i 7 giorni successivi alla programmazione, a differenza dei 30 giorni previsti se si effettua il downloading.
Ad un anno dal lancio, la BBC ha adottato una versione migliorata dell’iPlayer, con nuove caratteristiche nella lista dei programmi, un aggiornamento automatico degli ultimi programmi guardati, l’aumento delle dimensioni dello schermo, feed RSS dei dati dell’iPlayer, e la funzione “Yesterday’s TV”. Alla fine del 2008 il BBC iPlayer ha adottato un client per il download basato su Adobe AIR che permette agli utenti di scaricare contenuti via HTTP. A partire da marzo 2009 la BBC ha lanciato la nuova versione di streaming a 1500 kbps del player, che fornisce qualità di immagine vicina a quella televisiva persino in visualizzazione full screen. Il 20 aprile 2009 la BBC ha incorporato la versione high-definition dello streaming e del downloading di alcuni contenuti dell’iPlayer.
Il successo del BBC iPlayer e dettato anche dalla possibilità di accedere ai programmi tramite altre piattaforme televisive, quali il servizio on demand di Virgin Media o la televisione digitale terrestre con FetchTV Smartbox e dispositivi mobili quali l’iPhone e la Wii.
Alla fine del 2009 Freesat ha reso il BBC iPlayer disponibile per un numero limitato di suoi utenti, in attesa di renderlo disponibile a tutti nel giro di qualche mese, quando tutti i set top box Freesat HD e Freesat+ e le televisioni integrate Freesat saranno in grado di riceverlo.
A settembre 2009 Sony ha lanciato un’applicazione per ricevere l’iPlayer tramite la Playstation 3. Sebbene si tratti solo di un link ad una URL sul sito dell’iPlayer, la PS3 è attualmente la terza più popolare piattaforma usata per l’accesso al servizio dopo il PC e il telefono cellulare, e raccoglie il 6% del traffico totale.
Nel 2009 l’iPlayer ha ricevuto più di 1000 milioni di richieste di streaming e downloading di programmi attraverso tutte le piattaforme. Ci sono state più di 800 milioni di richieste per il solo BBC iPlayer. In media il servizio ha ricevuto 68,6 milioni di richieste mensili per programmi TV e radio, con un punta record di 94 milioni solo nel mese di dicembre. L’online streaming costituisce circa il 97% del totale richieste, a dimostrazione che gli utenti preferiscono l’immediatezza dello streaming al downloading.
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Fabio Colasanti presidente dell'IIC
Fabio Colasanti è stato nominato Presidente dell'International Institute of Communications, network che, dal 1969, raccoglie decision makers, regolatori, studiosi e operatori di comunicazione di 70 paesi.
Succede a Arne Wessberg, gia Presidente dell'UER/EBU, che ha guidato l'Istituto dal 2005.
Economista, esperto di telecomunicazioni, Colasanti, ha svolto, dal 1977 ad oggi, diversi e prestigiosi incarichi presso la Commissione europea. E' stato, dal 2002 al 2010, direttore generale della DG "Società dell'Informazione", e, dal 2000 al 2002, sempre per la Commissione, ha coperto il ruolo di direttore generale della DG "Imprese".
L'IIC, associazione senza scopo di lucro, si avvale dunque di una personalità di grande prestigio, che contribuirà al perseguimento degli scopi che, da oltre 40 anni, si prefigge: promuovere il dibattito, a livello mondiale, sui temi più attuali riguardanti il settore delle telecomunicazioni, dei media digitali, del broadcasting radiofonico e televisivo, della information technology e, in generale, del mondo della convergenza, al fine di assicurare un utilizzo della comunicazione come fattore positivo di cambiamento umano e sociale.
"Sono orgoglioso di guidare l'Istituto nella prossima fase di sviluppo - ha dichiarato il neo Presidente -. In qualità di organizzazione indipendente a carattere internazionale più longeva nel coprire l'intero spettro delle tematiche attinenti il settore delle comunicazioni, l'IIC gioca un ruolo vitale nell'esplorarne gli ultimi sviluppi e l'impatto sul mercato e la società".
"Con la nomina di Fabio Colasanti l'IIC acquisisce una personalità di primo piano nel mondo delle comunicazioni a livello internazionale - ha commentato Augusto Preta, presidente del Chapter Italiano dell'IIC e Ceo di ITMedia Consulting -. Per il nostro paese è poi un motivo di particolare orgoglio perché è il primo Presidente italiano dell'IIC. Un riconoscimento anche del ruolo crescente avuto in questi anni dal capitolo italiano nella vita di questo importante organismo".
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Rapporto Content on the Net: rassegna stampa
Grande risalto da parte della stampa nazionale e internazionale per il nuovo Rapporto ITMedia Consulting
CONTENT ON THE NET VIDEO STREAMING & DOWNLOADING
Il primo Rapporto completo sul mercato del video online in Europa
Leggi alcuni degli articoli:
Repubblica - Affari & Finanza Italia Oggi Key4Biz New Media Markets
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UK: SeeSaw business model debated
After a period of beta testing, SeeSaw, the Arqiva-owned VoD service, went live on 17 February 2010. The site currently features catch-up programming and archive material from the BBC, Channel 4 and Five plus independent producers including All3Media, Talkback Thames, Shed Media and Digital Rights Group. The company has still failed to secure a deal with ITV. As a distinct TV offering, there will be no movies on SeeSaw, though some US TV movies will be made available later this year. Each show watched on SeeSaw entails two minutes of advertising, a pre-roll and middle break. At present, the website is free and funded by advertising revenue but it is reported that the company will introduce a pay-per-view streaming service and a subscription model for BBC Worldwide, top US dramas and other premium content by June. With competing and overlapping platforms such as the iPlayer, Virgin Media, Sky Player, and the prospect of Hulu entering the UK market, the pay-per-programme feature will prove a test of the company’s success. The Arqiva-owned online TV platform has also confirmed it is in talks with set-top box manufacturers, TV manufacturers and game console manufacturers with a view to extending its service to additional screens. With other players and all broadcasters offering on-demand content on their own websites, analysts predict competition will be intense: the nascent UK on-demand market represented only £150m of the £3bn TV advertising market. The big change expected in the next 18 months is the launch of Project Canvas, a partnership between the BBC, ITV, Channel 4, Five, BT and Talk Talk. Canvas will effectively make on-demand viewing services such as SeeSaw available to anyone with a broadband connection and a next-generation Freeview or Freesat set-top box. However, it needs BBC Trust approval and the service is not likely to launch before mid-2011.
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Audience e contatti: i risultati di TV e Internet a Febbraio
L’audience televisiva di febbraio registra una crescita minore rispetto a quella di gennaio, pertanto, rispetto allo stesso periodo del 2009, nel primo bimestre 2010 la crescita è stata dello 0,8% (a gennaio era stata del 2%). Nel solo mese di febbraio, gli spettatori medi della televisione sono stati 150.000 in più rispetto a febbraio dello scorso anno.

Per quanto riguarda Internet, il mese di febbraio è solitamente legato ad una lieve flessione dei consumi rispetto a gennaio. L’audience di Internet infatti scende a 24,1 milioni di utenti, in calo rispetto ai 24,4 del mese di gennaio, ma in crescita del 15% rispetto a febbraio 2009. Le sessioni nel mese di febbraio sono 35, due in meno rispetto a gennaio. La media mensile di tempo trascorso online è di 29 ore e 52 minuti, più di un’ora al giorno, considerato che febbraio è composto da 28 giorni, il 10% in più rispetto a febbraio 2009.
Le categorie più visitate rimangono stabili: motori di ricerca in testa, seguite da portali e community. Al quarto posto invece, i siti di video e cinema sorpassano le email, mentre al sesto posto troviamo i siti di news, che crescono del 27% rispetto a febbraio 2009, registrando la migliore performance di crescita, e i produttori di software. I siti di video e movies raggiungono quasi 15 milioni di visitatori. L’Italia è al secondo posto in Europa per penetrazione della categoria su totale navigatori (più del 60%), dietro alla Spagna (64%).

Articolo estratto dal Media Monthly Report di Marzo 2010
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Content on the Net: il futuro del video è online
Internet si ritaglierà un ruolo sempre più importante per il futuro dell’industria dei media audiovisivi, grazie al rapido sviluppo e alla crescente popolarità dei servizi video su web. ITMedia Consulting prevede infatti che in Europa Occidentale i ricavi totali generati dai servizi di video online cresceranno da €737 milioni nel 2009 a €2,7 miliardi nel 2013 ad un tasso annuale del 39%.
Gli operatori online video in Europa hanno approntato differenti strategie per offrire vari tipi di contenuti sul web. I modelli di business nella distribuzione di servizi video su Internet si distinguono principalmente tra pay e gratuiti: quelli a pagamento utilizzano in genere le formule pay-per-download (DTO, DTR e rent VoD) e subscription, quelli gratuiti sono generalmente collegati agli spot pubblicitari.
Tra i modelli gratuiti possiamo citare il modello BBC iPlayer, che consiste nell’offerta gratuita di catch-up TV e il modello YouTube, che si focalizza, invece, su brevi video e interattività, grazie alla quale gli utenti possono caricare video sul web, commentarli e votarli. La strategia Pay business, infine, consiste nel far pagare per la fruizione di contenuti e può essere pay-per-download e/o subscription video on demand. Alcuni operatori non rientrano strettamente in uno di questi tre modelli, preferendo utilizzare strategie miste.
Due casi di successo su tutti sono Hulu, il portale lanciato da NBC Universal, Fox Entertainment Group e ABC, che offre, sia su computer che su televisore, lo streaming di video supportati da pubblicità di show televisivi e film, e l’iPlayer, la catch-up TV della BBC che offre in streaming e in download i programmi trasmessi su tutti i canali della BBC. Dal lancio, avvenuto a marzo 2008, Hulu ha avuto un tasso di crescita senza precedenti nel mercato dell’online video statunitense. A luglio 2009 i video mensili scaricati erano cinque volte superiori a quelli dello stesso periodo dell’anno precedente. L’iPlayer, invece, durante il 2009, ha ricevuto più di 1000 milioni di richieste di streaming e download di programmi. L’online streaming costituisce circa il 97% del totale richieste, a dimostrazione che gli utenti preferiscono l’immediatezza dello streaming al download.
Inoltre, tra le tendenze più innovative nella distribuzione dei contenuti video, negli ultimi mesi si sta sviluppando l’Over the top TV e che permette agli utenti di usufruire di contenuti internet distribuiti tramite una connessione a banda larga e bypassando i tradizionali provider di servizi TV.
La crescente competizione ha portato gli operatori a ottimizzare le risorse per creare sinergie cross-platform. Attualmente la fruizione di contenuti su web appare come complementare alla fruizione su TV, ma è fondamentale per raggiungere un target interessante per gli inserzionisti pubblicitari e che probabilmente è meno interessato alla televisione nel senso tradizionale del termine. I broadcaster devono dunque affrontare una competizione che non si esaurisce con i diretti concorrenti, ma che si allarga ai fornitori di contenuti specifici per internet, gli studios, i fornitori di rete e quelli di servizi internet.
Articolo estratto dall'ultimo Rapporto di ITMedia Consulting Content on the Net: Video Streaming & Downloading
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Esce oggi: Content on the Net. Video Streaming & Downloading
16 Marzo 2010
KEY FINDINGS
- Internet si ritaglierà un ruolo sempre più importante per il futuro dell'industria dei media audiovisivi.
- ITMedia Consulting prevede che in Europa Occidentale i ricavi totali generali dai servizi di video online cresceranno da €737 milioni nel 2009 a €2,7 miliardi nel 2013 ad un tasso annuale del 39%.
- I modelli di business nella distribuzione di servizi video su Internet si distinguono principalmente tra pay e gratuiti: quelli a pagamento utilizzano in genere le formule pay-per-download (DTO, DTR e rent VoD) e subscription, quelli gratuiti sono generalmente collegati agli spot pubblicitari.
- Due casi di successo su tutti sono Hulu, il portale lanciato da NBC Universal, Fox Entertainment Group e ABC, che offre, sia su computer che su televisore, lo streaming di video supportati da pubblicità di show televisivi e film, e l'iPlayer, la catch-up TV della BBC, che offre in streaming e in download i programmi trasmessi su tutti i canali della BBC.
- Tra le tendenze più innovative nella distribuzione dei contenuti video, negli ultimi mesi si sta sviluppando l'Over the top TV, che permette agli utenti di usufruire di contenuti Internet distribuiti tramite una connessione a banda larga e bypassando i tradizionali provider di servizi TV.
- Attualmente la fruizione di contenuti su web appare complementare alla fruizione su TV, ma è fondamentale per raggiungere un target interessante per gli inserzionisti pubblicitari e che probabilmente è meno interessato alla televisione nel senso tradizionale del termine. I broadcaster devono dunque affrontare una competizione che non si esaurisce con i diretti concorrenti, ma che si allarga ai fornitori di contenuti specifici per Internet, gli studios, i fornitori di rete e quelli di servizi Internet.
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Content on the Net: Video Streaming & Downloading. Il primo Rapporto completo sul mercato del video online
Content on the Net: Video Streaming & Downloading. Il primo Rapporto completo sul mercato del video online
16 Marzo 2010
L'industria dei contenuti video deve fronteggiare il rapido sviluppo della banda larga nell'era digitale.
- Come crescerà l'online video nei prossimi anni?
- Quale saranno i ricavi di download e streaming al 2013?
- Quali modelli di business si affermeranno?
- Quali strategie adotteranno i principali operatori?
Queste ed altre risposte nell'ultimo Rapporto di ITMedia Consulting 53 pagine - 33 tabelle/grafici
INDICE
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Ritorna in libreria: Economia dei contenuti
Pubblicata da Vita e Pensiero, è uscita in questi giorni la seconda edizione di “Economia dei contenuti”, di Augusto Preta, CEO di ITMedia Consulting. Il libro nasce in primo luogo con l’intento di raccontare, in una prospettiva economica e dal punto di vista del consumatore, un fenomeno “eversivo” quale quello rappresentato dalla digitalizzazione dei media e dei loro prodotti, i contenuti. L’idea di fondo è che il digitale modifichi la tradizionale relazione tra contenitore (media) e contenuto, spostando su quest’ultimo il centro dell’attenzione. È il contenuto – multimediale, multipiattaforma – e la sua disponibilità, a determinare l’atteggiamento del consumatore, a consentire l’ingresso di nuovi attori, ad aumentare le possibilità di scelta e, in ultima analisi, a migliorare il benessere sociale. Come avviene peraltro nel mondo fisico, anche nella produzione e distribuzione di beni immateriali molti sono gli ostacoli e le barriere volte a impedire che questo avvenga, o quantomeno nella misura desiderata. Ciò giustifica gli interventi delle Autorità, quelle antitrust e di settore, che svolgono un ruolo chiave per garantire le condizioni di concorrenza in questo ambito. Un secondo motivo è rappresentato dalla necessità di analizzare il fenomeno della convergenza da una prospettiva diversa. Il tema delle reti, della larga banda, domina il dibattito, riducendo i contenuti a una sorta di commodity. In questo lavoro la prospettiva è rovesciata, i contenuti sono visti come il motore del cambiamento, da cui dipende la rapidità e l’efficacia dell’intero processo di innovazione. Ciò avviene all’interno dei media, favorendo la concorrenza tra piattaforme, oppure affrancandosi da essi, come nel caso delle forme di dis-intermediazione dei contenuti digitali generati direttamente dall’utente. Il contenuto rimane comunque un’espressione della creatività di chi lo produce e, in varia misura, di chi ne fruisce. Questo elemento tipico dell’industria dei contenuti - industria creativa e dei talenti - accompagna tutto il lavoro e viene approfondito da Preta con il consueto supporto di dati e informazioni, in una prospettiva internazionale e dunque attraverso un approccio originale nel panorama italiano, che ne ha determinato probabilmente il successo. L’introduzione al libro è di Enzo Cheli.
Economia dei contenuti L'industria dei media e la rivoluzione digitale di Augusto Preta
ed. Vita e Pensiero introduzione di Enzo Cheli
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US: Hulu to explore a subscription model
Hulu, the US online video service offering TV shows and movies for free, is considering ways of drawing revenue and it is now planning to charge for some episodes of popular shows. Since its launch in 2008, the video website, a joint venture of NBC Universal, News Corp., Walt Disney Co. and Providence Equity Partners, has grown rapidly, gaining ground as the most popular video site after YouTube. Hulu has proved that long-form professional content is attractive to the online audience just as much as it is on TV. The service has reported so many viewers that, in December 2009, it received 1 billion video views, quadrupling the viewership numbers with respect to the year before. Its entertainment offerings has been extended enormously and, if originally it carried shows only from NBC, Fox and few independents, now it can offer 70.000 titles from more than 220 content partners including A&E, E: Entertainment Television, PBS and The National Football League, with access restricted to the USA for copyright reasons. Despite its success, Hulu can't survive on advertising revenue alone and even if the online service soared to popularity by offering free online viewing of popular TV shows, Hulu is still struggling to turn a profit and its move to a paying business model seems necessary to let the site survive. An actual timeframe has not been given, but Hulu is preparing charge for its video service. The chosen pay model seems to foresee a monthly subscription fee of $4.99 for older content, while maintaining the ability to stream the five most recent episodes of any current TV show. A better idea for the pricing model could emerge within six months. The real question is what viewers expect to watch free online and what they would be willing to pay for. Hulu believes it will need at least 20 TV series to make such a pay service attractive to users. However, a free version of the site will always be available. The online service would not be the only one considering a subscription model because of slowing online ad revenue. YouTube also plans to charge for some content in order to stimulate revenue growth that online advertising has not provided. Hulu does not just want to diversify its revenue base, but it is also considering expanding onto mobile devices and beyond US boundaries. In particular it is interested in the German and UK markets.
L'articolo è tratto dall'ultimo numero di Turning Digital, la newsletter quindicinale focalizzata sui temi della TV digitale e dei broadband content ed è parte dell'offerta multiclient di ITMedia Consulting.
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Audience e contatti: i risultati di TV e Internet a Gennaio
Buona partenza per l’audience televisiva in questo primo scorcio del 2010. A gennaio il numero degli spettatori è aumentato del 2% rispetto allo stesso periodo del 2009, continuando il trend di crescita che aveva permesso di chiudere il 2009 a +2,7%.

Nella top ten dei canali digitali più visti, rimangono stabili al primo posto Boing, seguito da Rai4 e da Sky Sport 1. Da segnalare la forte presenza nella top ten di canali digitali Rai, saliti a cinque, grazie all’ingresso di RaiSat Premium e Rai Sport Più, che si vanno ad aggiungere alla già citata Rai4, a RaiSat Cinema e RaiSat Yoyo. Non sono più presenti nella top ten Sky TG24 e Fox Crime/HD. Il 2010, registra un inizio significativo anche per Internet, la cui audience è aumentata del 12% rispetto a gennaio 2009 e del 3,7% rispetto a Dicembre 2009, raggiungendo la vetta dei 24,4 milioni di utenti. Dopo la flessione di dicembre anche i consumi tornano ai livelli più alti registrati nel 2009, con 37 sessioni mensili, 2.200 pagine visitate e 31 ore trascorse online. Rispetto a gennaio 2009 le sessioni e il tempo speso online sono aumentati del 12%, mentre le pagine visitate sono il 4% in più di un anno fa. Nella classifica delle categorie dei siti più visitate le prime posizioni rimangono stabili: il 90% dei navigatori italiani, ovvero 21,6 milioni visitano infatti i motori di ricerca; 20,3 milioni di navigatori visitano i portali, e, a seguire, community, email e video. Da segnalare la forte crescita degli utenti di siti di video, passati da 14 milioni a dicembre 2009 a 16,3 milioni a gennaio 2010. Anche la categoria news, stabile al settimo posto, registra un incremento del 7%, consolidando il ruolo di Internet come fonte di informazioni. 
Articolo estratto dal Media Monthly Report di Febbraio 2010
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Downloading & Streaming Video
Rapporto Downloading & Streaming Video. I modelli di business del video online
Internet giocherà un ruolo di primo piano per il futuro dell’industria dei contenuti. La frammentazione dell’audience e dei servizi ha portato gli operatori tradizionali a modificare la propria struttura dei ricavi e a guardare ad Internet come alla prossima frontiera della distribuzione video. Internet infatti ha avuto un’espansione rapidissima, non paragonabile a quella di altri media. Si pensi che per raggiungere un’audience di 50 milioni, la radio ha impiegato ben 38 anni, la televisione 13 anni, Internet solo 4 anni. Il fenomeno ha, dunque, ormai raggiunto dimensioni considerevoli, anche grazie all’aumento della velocità delle connessioni e del numero dei video presenti sulla rete. Nel nuovo Rapporto di ITMedia Consulting, in uscita il 16 Marzo, verranno analizzati i vari aspetti della distribuzione video online. Si tratta di uno studio unico nel suo genere, poiché per la prima volta il video online viene misurato e ripartito nelle due componenti principali dello streaming e del download, e ne vengono analizzati i vari aspetti: penetrazione, modelli di business, modalità di fruizione, casi di successo, strategie degli operatori. I ricavi generati dal video online in Europa verranno inoltre analizzati in chiave prospettica (con previsioni fino al 2013), sia complessivamente che divisi per fonti di finanziamento (advertising e paid content). Lo streaming e il download sono dunque le due principali modalità di distribuzione dei servizi video online. La differenza tra le due modalità è che nel download il contenuto che viene scaricato è generalmente di migliore qualità, ma il processo di download richiede tempo, che, inevitabilmente, posticipa la fruizione. Il contenuto in modalità streaming, al contrario, ha solitamente una qualità che varia in base alla dimensione del traffico in rete, ma ha il vantaggio di permettere una fruizione immediata. I modelli di business che si sono sviluppati per i servizi video resi disponibili su Internet, sono generalmente quattro: promotional, pay-per-download, subscription and advertising-supported. Il modello promotional ha come principale obiettivo, non quello di incrementare immediatamente i ricavi dei provider, ma di promuovere e accrescere l’impatto dei contenuti trasmessi. Un esempio di questa tipologia di contenuti sono le clip di film o di programmi televisivi. Il modello pay-per-download può essere suddiviso in download-to-own (DTO), download-to-rent (DTR) e rend VoD, ed è generalmente utilizzato per prodotti professionali e per contenuti full-length. In particolare il DTO permette di scaricare un contenuto e di poterne usufruire a proprio piacimento; il DTR permette di scaricare il contenuto e di fruirne per un periodo di tempo limitato; il Rent VoD permette di acquistare un accesso temporaneo a uno stream content online. Il modello subscription è quello che permette la fruizione di contenuti dietro pagamento di una fee mensile. Infine, il modello definito advertising-supported è quello tradizionale della televisione generalista, che utilizza la pubblicità per finanziare contenuti che vengono distribuiti al pubblico in modalità gratuita. In futuro si prevede lo sviluppo di altri business model di “next generation” che prevedono la co-produzione, la global cooperation e la negoziazione delle release window. I service provider se ne serviranno per cercare nuove vie per generare ricavi, tuttavia il loro attuale obiettivo è quello di utilizzare al meglio i modelli tradizionali, cercando di attrarre un’audience share stabile che permette la vendita degli spazi pubblicitari a prezzi comparabili a quelli dei media più sviluppati.
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Download & Streaming Video: il mercato in Europa
Download & Streaming Video
Il primo Rapporto completo sul mercato del video online
16 Marzo 2010
Per oltre 6 mesi i ricercatori di ITMedia Consulting hanno selezionato, raccolto ed elaborato dati e documenti sul mercato dei contenuti broadband e dell'online video in Europa. Il risultato di questo lavoro è uno studio, unico nel suo genere, che per la prima volta misura e ripartisce l'online video nelle due componenti principali dello streaming e del download e ne analizza i vari aspetti: penetrazione, modelli di business, modalità di fruizione, casi di successo, strategie degli operatori. La qualità dei dati e la facilità di consultazione rendono questo Rapporto uno strumento indispensabile per coloro che vogliono disporre rapidamente di informazioni e analisi su un tema di grande attualità, destinato a trasformare il mondo della comunicazione.
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Audience e contatti: gli ultimi risultati di TV e Internet
Il periodo che va da Gennaio a Novembre 2009 vede aumentare la media degli spettatori televisivi del 3% rispetto allo stesso periodo del 2008, con una crescita di quasi 300.000 spettatori. Il confronto dell’audience tra i soli mesi di Novembre 2009 e Novembre 2008 dimostra ulteriore crescita, ma più limitata rispetto ai mesi precedenti (+0,3%). Il numero degli spettatori si mantiene comunque al di sopra dei 10,4 milioni.

Il passaggio al digitale del Lazio ha comportato uno stravolgimento nella classifica dei canali più visti tra digitale terrestre e satellite. Il dato più eclatante è il balzo di Rai4, che si classifica al secondo posto (due posizioni più avanti rispetto al mese di ottobre). Perdono posizioni i canali per bambini, pur mantenendo il primo posto con Boing, mentre escono dalla top ten i canali all news. L’utilizzo di Internet registra buoni risultati per quanto riguarda il numero di utenti, che, ad Ottobre 2009, salgono a 23,6 milioni, ben 700.000 in più rispetto al mese precedente. Battuta d’arresto invece per le sessioni mensili, che rimangono stabili a 37, mentre si riducono a 2.009 le pagine visualizzate , 226 in meno rispetto al mese precedente. Anche il tempo speso online risulta pressoché stabile a 33 ore e 9 minuti. Positivo il confronto con il mese di Ottobre 2008: gli utenti unici sono cresciuti del 10%, mentre il tempo speso online è aumentato del 25%. I motori di ricerca rimangono stabilmente le categorie più visitate, seguite da portali, community, email e video. Al sesto posto si posizionano i siti di news, che, assieme alle communities rappresentano la categoria che ha avuto una crescita maggiore rispetto ad ottobre 2008 (+22%). Da segnalare anche il +20% della categoria video.
 Infine, sono 7,4 milioni gli utenti che si collegano a Internet via mobile. I portali sono la categoria di siti più visitata (7,3 milioni di utenti), seguiti da motori di ricerca (60% degli utenti), email (44,5% degli utenti) e news (30% degli utenti).
Articolo estratto dal Media Monthly Report di Dicembre 2009
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Network neutrality. Teoria economica e ruolo della regolamentazione: il modello USA
di Augusto Preta
L'amministrazione Obama ha voluto imprimere una forte accelerazione al dibattito sulla network neutrality, ponendola come una priorità del suo mandato e condividendo le preoccupazioni di chi ritiene che possa esserci un uso discriminatorio della rete. In questa direzione, recentemente, anche la Federal Communications Commission si è espressa in favore della network neutrality predisponendo delle linee guida che hanno lo scopo di prevenire discriminazioni da parte degli ISP nei confronti di contenuti e applicazioni terze e assicurare che gli stessi provider rimangano assolutamente trasparenti nella gestione dei propri network. Queste decisioni si aggiungono al Policy Statement del 2005 che prevedeva una serie di tutele per i consumatori collegate alla libertà di accedere a qualunque contenuto legale su Internet, tramite qualunque dispositivo e qualunque applicazione e servizio e il diritto alla concorrenza tra i network provider, application e service provider e content provider. Fine ultimo è quello di assicurare che la rete sia una piattaforma aperta a concorrenza e innovazione. Il dibattito sulla network neutrality riflette la preoccupazione che un operatore di rete possa mettere in atto comportamenti discriminatori e anticompetitivi relativamente a pacchetti IP associati a specifici servizi, applicazioni, origini, destinazioni o devices. La discriminazione, così come l’abuso del potere di mercato e l’errata applicazione del concetto di mercato a due versanti, possono costituire una minaccia alla network neutrality. Ad esempio, nel caso dei mercati a due versanti, le relazioni economiche esistenti si traducono spesso in strategie diversificate: il prezzo di un prodotto/servizio non è direttamente correlato al costo ma determinato da fattori legati alla domanda. In altre parole, quello che in un mercato convenzionale può apparire come un comportamento anti-competitivo – prezzo predatorio - , nel mercato a due versanti si trasforma invece in prezzo pro-competitivo, rappresentando un importante elemento della strategia della piattaforma che collega i due versanti del mercato. Tuttavia anche l’adozione di questo tipo di pratiche determina delle evidenti criticità laddove ci troviamo in presenza di un operatore con potere di mercato. In Europa, nel caso del BBC iPlayer, Il dibattito sulla network neutrality si è soffermato sulla legittimità o meno di far pagare alla BBC un costo per il traffico elevato generato dall’iPlayer e, più in generale, di far pagare, a discrezione dell’ISP, la distribuzione di alcuni contenuti presenti online in misura maggiore rispetto ad altri. Il caso solleva questioni sia orizzontali che trasversali che l’Ofcom ha affrontato riconoscendo il rischio che un operatore di rete possa in qualche modo tentare di ottenere profitti da fornitori di contenuti o di applicazioni con cui non ha nemmeno un rapporto commerciale diretto. Mentre in Europa si dibatte su come affrontare il problema della network neutrality, ovvero se sia il caso di regolamentarla o, come sembrerebbe oggi prevalere, di puntare sulla concorrenza e sulle capacità del mercato di auto-regolarsi, negli Stati Uniti ciò non si ritiene sufficiente, laddove si denuncia il limite del diritto della concorrenza di entrare in gioco solo dopo che la violazione è stata commessa. Troppo tardi, a giudicare dai recenti casi che hanno coinvolto operatori come Comcast, uno dei principali fornitori di banda larga negli Stati Uniti, accusato di bloccare l’accesso alla propria rete ad applicazioni concorrenti, ovvero di pratiche che, se verrà confermata l'impostazione dell'FCC, non saranno più possibili.
Chi fosse interessato al paper completo può contattarci ad info@itmedia-consulting.com
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Presente e futuro della televisione digitale in Italia
La televisione italiana sta rapidamente passando al digitale. Il passaggio è agevolato dalla transizione programmata stabilita dal governo italiano e iniziata con lo spegnimento della Sardegna il 30 novembre 2008 per poi concludersi nel 2012 con il passaggio al digitale di Calabria e Sicilia. Attualmente, su un totale di 23.6 milioni di abitazioni, 15,5 milioni, ovvero quasi il 66%, è digitale. Questo dato crescerà sino a raggiungere 21,9 milioni, ovvero il 92%, nel 2011, ad un anno dallo switch-off della televisione analogica. È quanto emerge dall’ultimo rapporto di ITMedia Consulting, Il Mercato Televisivo in Italia: 2009-2011, che descrive con dati, tabelle e grafici le trasformazioni a cui andrà incontro il mercato della televisione italiana nei prossimi anni fornendo, in maniera puntuale, stime di crescita delle diverse piattaforme, delle risorse e dei principali attori. Il mercato della televisione italiana è destinato ad essere sempre più multipiattaforma. Se si esclude il cavo, infatti, che non si è mai sviluppato, in Italia operano contemporaneamente quattro piattaforme digitali, il digitale terrestre, il satellite, l’IPTV e la mobile TV. Nel 2009 la televisione digitale terrestre ha superato il satellite in termini di penetrazione, raggiungendo il 35,5% delle abitazioni, contro il 27% del satellite. Entrambe le piattaforme cresceranno in termini di penetrazione, ma a ritmi differenti: il satellite, ormai vicino alla saturazione, raggiungerà il 28% di penetrazione nel 2011, mentre il digitale terrestre supererà il 56% delle abitazioni. Poco spazio rimane all’IPTV, piattaforma emergente, che, nel 2009 è presente nel 3% della popolazione, e, con ritmi di crescita sostenuti, penetrerà, nel 2011, in circa l’8% delle abitazioni. Nonostante la scarsa penetrazione dell’IPTV, la TV su protocollo IP presenta grosse prospettive di crescita, grazie ad una maggiore flessibilità e ricchezza di offerta rispetto alle piattaforme tradizionali e ad una crescente integrazione con i servizi Internet. Agevolate da una sempre più massiccia penetrazione del broadband, queste modalità di trasmissione sono infatti alle prese con un’evoluzione dei propri modelli di business verso offerte di servizi ibridi broadcast-broadband che permettono la distribuzione di video utilizzando il set-top-box del televisore ed una connessione a banda larga (Over-The-Top TV). Attualmente l’impatto di questi servizi all’interno del mercato televisivo è piuttosto limitato ma se ne prevede uno sviluppo a breve-medio termine.
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Audience e contatti: i risultati di TV e Internet a ottobre
Dall’inizio dell’anno, gli spettatori televisivi sono aumentati del 3,3%. Con l’eccezione di agosto, tutti i mesi dell’anno hanno visto aumentare gli spettatori rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Ad ottobre c’è un notevole aumento degli spettatori rispetto a settembre. Canali tematici per ragazzi e sport sono i più visti su satellite e digitale terrestre: Boing, si conferma al primo posto anche ad ottobre, seguito da Sky Sport 1 e da Disney Channel. Rai4 continua ad occupare le prime posizioni (è al quarto posto). Seguono i canali Fox e l’informazione. Buoni i risultati anche su Internet: gli utenti sono 700 mila in più rispetto al mese precedente e raggiungono quota 23,6 milioni. Le sessioni mensili rimangono ferme a 37, mentre si riducono le pagine visualizzare (2009 contro le 2235 di settembre). Anche il tempo di collegamento rimane fermo a poco più di un’ora al giorno (33 ore e 9 minuti). Positivo il confronto con ottobre 2008, che evidenzia un +10% degli utenti unici (a ottobre 2008 erano 21,5 milioni), un +25% del tempo trascorso online (da 26 ore e mezzo a più di 33 ore). I motori di ricerca rimangono i siti più visitati, seguiti da portali, community, email e video. Le crescite più alte sono quelle dei siti di news (+22% rispetto ad ottobre 2008), community (+20% rispetto ad ottobre 2008) e video/movies (+22% rispetto ad ottobre 2008). Infine, gli utenti che si collegano ad Internet via mobile sono 7,4 milioni. Quasi tutti gli utenti (7,3 milioni) visitano i portali generalisti, 4,4 milioni (ovvero il 60%) visitano i motori di ricerca, 3,3 milioni (il 44%) utilizzano Internet mobile per controllare le email , 2,7 milioni (circa 1/3 del totale) navigano sui siti di news, mentre 2 milioni di utenti lo utilizzano per svago (social networks, meteo, musica, sport etc.).
Articolo estratto dal Media Monthly Report di Novembre 2009
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Terzo Rapporto di ITMedia Consulting: Il Mercato Televisivo in Italia: 2009-2011
A fine 2009 il mercato televisivo italiano – canone, pubblicità, abbonamenti e servizi a richiesta all’utente finale - raggiungerà complessivamente €8.4 mld. Con una crescita di poco superiore al 1% annuo varrà, a fine 2011, €8,9 mld. L’andamento del mercato sarà condizionato dalla crisi economica. La pubblicità cala nel 2009 e torna a crescere solo nel 2011 (-2,1% annuo sui 3 anni), la pay-tv cresce (7,2% annuo) grazie all’offerta DTT e alla diffusione, seppur limitata, della IPTV. E’ quanto emerge dal terzo Rapporto Il Mercato Televisivo in Italia: 2009-2011, di ITMedia Consulting, società di consulenza leader nel settore dell’economia digitale fondata da Augusto Preta. Il Rapporto, in uscita il prossimo 16 novembre, descrive con dati, tabelle e grafici le trasformazioni a cui andrà incontro il mercato della televisione italiana nei prossimi anni fornendo, in maniera puntuale, previsioni di crescita delle diverse piattaforme, delle risorse e dei principali attori. Nel Rapporto vengono considerate le modalità distributive e le risorse – pubblicità, canone e ricavi da televisione a pagamento – allo scopo di valutare in maniera effettiva il peso di ciascuna piattaforma e di ciascun operatore all’interno del sistema. Il mercato italiano si dimostra sempre più digitale e multipiattaforma. Al 2011, ad un anno dallo switch-off analogico, quasi 22 milioni di abitazioni saranno digitali, con una penetrazione del 92%. La televisione analogica, infatti, è destinata a perdere quote di mercato a vantaggio soprattutto della DTT, che, al 2011, entrerà nel 56% delle abitazioni italiane. Il satellite non crescerà di molto in termini di penetrazione a causa della saturazione del mercato, mentre rimarrà secondaria, ma con una crescita significativa, la quota dell’IPTV. Grosse prospettive di crescita sono inoltre previste dalle nuove offerte televisive su protocollo IP, che hanno il vantaggio di essere maggiormente flessibili rispetto alle piattaforme tradizionali di sapersi integrare con i servizi Internet. Questa modalità di trasmissione dei contenuti è infatti alle prese con un’evoluzione del proprio modello di business verso un’offerta che comprende servizi ibridi broadcast-broadband, che permettono la distribuzione di video tramite connessione a banda larga e collegando direttamente il set top box del televisore al PC (Over-The-Top TV). Attualmente questi nuovi servizi hanno un impatto limitato nel mercato televisivo ma se ne prevede uno sviluppo a partire dal 2011. La pay-tv è presente in quasi il 40% della popolazione, e, spinta dalla maggiore diffusione del digitale, nel 2011, entrerà in quasi la metà delle abitazioni italiane. Inoltre, mentre la pubblicità è la risorsa prevalente della televisione digitale terrestre, forte di un’offerta in chiaro che va rafforzandosi, il satellite continuerà a sostenersi prevalentemente con gli abbonamenti alla pay-tv. Nonostante il periodo sfavorevole, e nonostante il sostanziale equilibrio nelle quote di mercato dei tre operatori principali, il mercato televisivo italiano è attraversato da grande dinamismo. Secondo ITMedia Consulting, nel 2009, Sky Italia opera lo storico sorpasso e diventa primo operatore nazionale, con €2,7 mld di ricavi da abbonamenti e pubblicità, ma sarà di nuovo superato da Mediaset nel 2011. Nei tre anni, l’operatore satellitare incrementerà i propri ricavi ad un tasso medio annuo del 2,7%. Rai è l’operatore che risente maggiormente della crisi ma avrà comunque, al 2011, ancora il 30% del mercato. Telecom Italia rimarrà un attore secondario nel mercato televisivo. Cedute le attività in pay-per-view su DTT, la propria offerta a pagamento consiste esclusivamente nell’IPTV, che, al 2011, rappresenterà il 41% del totale ricavi. Mediaset manterrà il primato della raccolta pubblicitaria, mentre Sky sarà leader nel campo della pay-tv, ma entrambi ridurranno, a seguito dell’accresciuta concorrenza multipiattaforma, la propria quota all’interno del proprio primario mercato di riferimento.
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Le nuove frontiere della TV over IP: l'Over-The-Top TV
Tra le varie modalità di fruizione di contenuti video, la televisione su protocollo IP è quella che presenta le migliori prospettive di crescita. Le ragioni vanno ricercate in una maggiore flessibilità rispetto alle piattaforme tradizionali e ad una crescente integrazione dei servizi televisivi con i servizi Internet.
Le due principali modalità di trasmissione televisiva su rete IP sono l'IPTV e la Web TV. Queste due modalità si differenziano principalmente per il fatto che mentre l'IPTV viene guardata dall'utente su apparecchio televisivo tramite il set top box e gira su una rete "managed" con definizione elevata e quality of service garantita, la Web TV si fruisce principalmente su PC, lavora su sistema aperto e non garantisce la quality of service, anzi, la qualità del servizio dipende dal traffico in rete.
Un’evoluzione di questi modelli è l'Over-The-Top TV, che costituisce un’opportunità di integrare la TV di flusso con l’on demand. L’Over-The-Top TV comprende infatti servizi ibridi broadcast-broadband, che permettono la distribuzione di video tramite connessione a banda larga e collegando direttamente il set top box del televisore al PC. Attualmente questi nuovi servizi hanno un impatto limitato, ma il loro potenziale di sviluppo è piuttosto alto.
Questo modello ha il vantaggio di riuscire a bypassare il sistema chiuso tipico dell'IPTV. Infatti, mentre l'IPTV fornisce servizi TV walled garden distribuiti su reti IP amministrate, il traffico dell'OTT TV non passa tutto tramite ISP e il content provider può gestire direttamente il servizio, arrivando all'utente in ambiente aperto, così come avviene per la Web TV.
Questa nuova tipologia di servizi ha implicazioni importanti dal punto di vista competitivo. L'OTT infatti costituisce una potenziale minaccia per i fornitori di servizi TV chiusi (terrestre, satellite, cavo e soprattutto IPTV) poiché fornisce ai nuovi aggregatori di contenuti un modo per entrare nel mercato senza dover sopportare il costo di acquisizione e mantenimento di una propria infrastruttura di distribuzione, aggirando, tramite l’uso di Internet a banda larga, le barriere di distribuzione.
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Audience e contatti: i risultati TV e Internet a settembre
L’analisi dell’audience televisiva nei primi nove mesi dell’anno evidenzia un aumento del 3,5% dei telespettatori rispetto allo stesso periodo del 2008 con una crescita di oltre 300 mila spettatori. Paragonando il numero di spettatori di agosto e settembre si evidenzia come agosto sia l’unico mese dell’anno che ha evidenziato un calo dell’audience rispetto all’anno precedente, mentre a settembre il trend è tornato positivo. La crescita delle televisioni multichannel sposta l’attenzione del pubblico dai canali tradizionali ai nuovi canali digitali, nei quali i più visti sono sicuramente i canali tematici per ragazzi. Da mesi, infatti, il canale più visto se si considerano le sole emittenti in digitale terrestre e satellite è Boing. Un altro canale per ragazzi, Disney Channel occupa il terzo posto, mentre il secondo posto è occupato da Sky Sport 1. Guadagna posizioni Rai 4, la rete solo digitale di fiction dell’operatore pubblico, da mesi ormai nei primi posti della classifica. Seguono i canali di informazione, cinema (anche in HD) e ancora fiction. Continua ad aumentare il numero dei navigatori attivi su Internet, che a settembre sale a 22,9 milioni, ovvero 1,3 milioni in più rispetto ad agosto, mese solitamente dedicato alle ferie e che porta a ridurre la presenza su Internet degli italiani. Le pagine visualizzate a settembre sono state 2.235 a persona e la media giornaliera in cui si rimane collegati supera la soglia di un ora e arriva a è un’ora e 3 minuti, per un totale di 32 ore al mese a persona. Rispetto a settembre 2008 le pagine viste sono aumentate del 28%, mentre il tempo speso online è aumentato del 29%. Tra le categorie di siti più visitati rimangono stabili i motori di ricerca, seguiti da portali, community, email e video. In particolare gli utenti delle community e delle categorie video sono aumentati rispettivamente del 9,5% e del 9,6% rispetto a settembre 2008. Buone anche le performance dei siti di news, Internet tools e ricerca di informazioni online. Da segnalare anche che 11 milioni di utenti visitano siti di e.government. La diffusione degli Smartphone ha fatto aumentare anche il numero di individui che si connettono ad Internet in modalità mobile. Infatti i possessori di Smartphone navigano in Internet in misura maggiore degli utenti mobili (27% contro il 13% del totale utenti mobile).
Articolo estratto dal Media Monthly Report di Ottobre 2009
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L’andamento del mercato televisivo in Europa nel 2008: Pay TV e Mulichannel in crescita
Nel 2008, la crisi economica globale ha determinato una forte recessione anche in Europa, con pesanti ripercussioni sul settore televisivo. Tuttavia, la televisione a pagamento, favorita dalla sempre maggiore concorrenza tra piattaforme, ha attenuato le conseguenze negative prodotte dal declino inesorabile del fatturato pubblicitario.
In questo contesto, la spesa dell’utente finale (abbonamenti e a richiesta) è infatti diventata l’unica risorsa significativa di crescita e il driver del mercato televisivo europeo: la Pay TV è cresciuta sull’anno del 6,5%, rispetto al 9% del 2007, raggiungendo un valore di €34,3 miliardi (38,2% del totale mercato TV in Europa)
Il settore, seppure a tassi meno consistenti che in passato, è dunque cresciuto nonostante la difficile congiuntura economica.
Se il Basic e il Premium continuano a rappresentare la quota principale dei ricavi da Pay TV, i servizi interattivi e la disponibilità di ampi cataloghi di contenuti on-demand (pay per view e video on demand), da consumare quando e come l’utente vuole, iniziano a registrare una significativa importanza.
Il trend dovrebbe continuare anche nei prossimi mesi e ITMedia Consulting prevede che nel 2009 i ricavi da Pay TV supereranno la pubblicità, che nel 2008 ha registrato un calo del 4,3% a €35,9 miliardi, fino a diventare la principale risorsa del mercato televisivo in Europa.
Il Multichannel continua a sottrarre quote significative di audience rispetto a tutti gli altri canali terrestri e si conferma il segmento più dinamico del mercato.
Tale comparto raggiunge infatti un valore di €36,3 miliardi (40,5% del totale dei ricavi dell’industria televisiva). Mentre si registra in tutti i paesi un calo dei ricavi pubblicitari da canali tradizionali, cresce l’interesse degli inserzionisti pubblicitari nei confronti di tale settore, che sta rendendo la sua posizione all’interno del mercato pubblicitario sempre più importante. Nonostante la crisi finanziaria, la pubblicità multichannel mantiene infatti tassi di crescita positivi.
La situazione italiana verrà analizzata nella Terza edizione del Rapporto ITMedia Consulting Il Mercato Televisivo in Italia 2009-2011, in uscita il 16 novembre 2009, il quale presenterà ancora una volta importanti novità su un mercato in continua trasformazione.
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Audience e contatti: i risultati di TV e Internet a maggio
Dall’analisi dei primi 5 mesi del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008, risulta un aumento del 4,3% dell'audience televisiva. Questo aumento è stato costante nei mesi ed ha avuto un picco di crescita a febbraio. Pur essendo leggermente superiore rispetto al 2008 l’audience di maggio è in diminuzione rispetto ai mesi precedenti, riportando il dato più basso dall’inizio dell’anno. Lo switch off dall’analogico al digitale in diverse regioni italiane rende interessante il dato di audience dei canali tematici ricevibili solo via satellite o televisione digitale terrestre. I canali più visti sono Boing, Sky Sport 1 e Disney Channel, ovvero due canali tematici per ragazzi e uno di sport. Dopo Fox Crime (al quarto posto) ancora un canale per ragazzi, Playhouse Disney. Oltre ai canali per ragazzi hanno un peso rilevante i canali di cinema, sport e fiction. Su Internet il numero dei navigatori è stabile a 22 milioni, mentre è in leggera diminuzione il tempo speso online, che è di 27 ore e 20 minuti, circa 25 minuti in meno rispetto al tempo speso ad aprile. I consumi di Internet sono stati più alti di quelli del 2008. In media ciascun navigatore si è collegato 35 volte (5 in più rispetto a maggio 2008). Il tempo trascorso online è di 5 ore e 45 minuti in più visitando 79 siti (7 in più dello scorso anno). Tra i siti più visitati crescono i portali di news e di sport (+6% rispetto ad aprile) e di quelli legati a salute e fitness (+7%), mentre in termini di tempo speso online crescono i siti di scommesse e giochi d’azzardo online. Oltre 6 milioni di utenti si collegano a Internet tramite cellulare o dispositivo mobile. Tra i siti più visitati da questa categoria di utenti troviamo i portali generalisti, seguiti da email e news. Articolo estratto dal Media Monthly Report di Giugno 2009
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Turning Digital: the TV Industry at the Crossroads
15 Giugno 2009
Anche in Europa il settore televisivo non è uscito indenne dalla crisi economica. La crescita complessiva è stata, infatti, vicina allo zero, con la pubblicità che cala sensibilmente dopo molti anni di crescita costante. In questo contesto solo la TV a pagamento, e dunque la spesa dell'utente finale (abbonamenti e servizi a richiesta) aumenta, ma in misura inferiore rispetto al passato.
Procede a grandi passi la digitalizzazione della televisione, con l'ampia diffusione del digitale terrestre e la presenza ormai generalizzata in tutti i paesi europei di almeno un'offerta IPTV. Per affrontare in maniera efficace la crisi, i broadcaster ricercano nuove finestre di opportunità, sviluppando modelli di business più innovativi e cercando di attrarre clienti tramite Internet (online video) e la TV ad alta definizione.
Per saperne di più:
info@itmedia-consulting.com
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Audience, letture e contatti: i risultati dei media ad aprile
Nel mese di Aprile la media di share premia Rai Uno, che, nel giorno medio, torna ad essere il canale più guardato, seguito, con una differenza minima (40,5% vs 41,2%), da Canale 5. Da notare, nello stesso arco di tempo, che Italia 1 supera, in termini di share, la sua diretta concorrente, Rai Due. Sky ha il 3,2% degli ascolti, ed è seguita in misura maggiore rispetto a La7, che ha il 2,9%. Le altre satellitari e le altre terrestri collezionano rispettivamente il 6,4% e il 5,9% di share. In generale, comunque, continua la tendenza ad un aumento degli ascolti rispetto allo stesso periodo del 2008. Rispetto ai primi mesi dell’anno, invece, l’audience è in leggera diminuzione. L’indagine Audiradio, sull’ascolto medio delle radio italiane, conferma la leadership di Radio Uno: Tra le commerciali, RDS è la radio più ascoltata nel mese intero. Nel giorno medio invece prevale RTL mentre Radio DeeJay è la radio più ascoltata tra i più giovani. I navigatori in rete ad Aprile sono stabili a 22 milioni, stessa cifra del mese precedente. Prevalgono i motori di ricerca, i portali e le community. Queste ultime occupano il tempo degli italiani per 4 ore e 24 minuti medi mensili a persona. Seguono i giochi online con 3 ore e 32 minuti e le email con un’ora e 25 minuti. In media ciascun navigatore si è collegato almeno 35 volte, totalizzando 27 ore e 45 minuti e visitando 81 siti. Rispetto ad aprile 2008, quando ogni navigatore si era collegato in media 31 volte, per 21 ore e visitando 67 siti, l’aumento è visibile. Per quanto riguarda i quotidiani, le letture aumentano del 2,1% rispetto all’indagine Audipress precedente. Nel giorno medio i lettori di quotidiano sono 23,2 milioni. La Gazzetta dello Sport è sempre il quotidiano più letto, con 3,7 milioni di lettori, seguito da Repubblica, con 3,1 milioni di lettori. Aumentano del 6,8% le letture del Corriere, mentre calano leggermente i periodici.
Articolo estratto dal Media Monthly Report di Maggio 2009
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Audience, letture, contatti: i risultati dei media a marzo
A marzo gli spettatori televisivi nel giorno medio sono in aumento rispetto allo stesso periodo del 2008, ma in diminuzione rispetto al mese di febbraio. A differenza di febbraio, quando hanno prevalso gli ascolti della Rai, a marzo le reti Mediaset sono tornate prime in termini di share, sia nel corso dell’intera giornata che in prima serata. Le reti tematiche di Rai diffuse sul satellite e digitale terrestre e i canali per bambini registrano risultati positivi. In generale Mediaset ha totalizzato il 40,4% dello share medio, Rai 39,9% e le reti satellitari il 10, 3%, La7 il 3,1% e le altre terrestri il 6,5%. Gli ascolti della radio continuano a crescere anche se non ai livelli del periodo corrispondente del 2007. Gli utenti di Internet sono stati, a marzo, 22 milioni, stabili dall’inizio dell’anno, ma in forte aumento rispetto al periodo corrispondente del 2008. Il tempo passato su Internet infatti è passato da 21 a 29 ore individuali al mese. La media è di 36 collegamenti a persona (un anno fa erano 30), e i siti visitati sono, in media, 84 (contro i 70 di marzo 2008). I siti più visitati sono i motori di ricerca, seguiti dai portali, mentre le community online hanno registrano il tasso di crescita maggiore. Infine, i dati di lettura di Audipress registrano un aumento del 2,1% dei lettori di quotidiani rispetto all’indagine precedente e una quota di 23,2 milioni di lettori nel giorno medio, con un apporto positivo da parte della free press. Le letture dei periodici, infine, sono in leggero calo, anche se in linea con le rilevazioni del 2007.
Articolo estratto dal Media Monthly Report di Aprile 2009
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Il settore pubblicitario: opportunità per gli inserzionisti in tempi di crisi
Di Augusto Preta
Il settore pubblicitario, in Italia come nel resto d’Europa, deve fare i conti con una più generale tendenza ad una riduzione degli investimenti per effetto della crisi economica. Per dare un’idea della dimensione del fenomeno, si pensi che gli investimenti in pubblicità sono calati, nel solo mese di gennaio, del 18,7%. La crisi economica avrà dunque conseguenze negative sul settore, che si rifletteranno in un atteggiamento più conservativo degli investitori pubblicitari, in una generale riduzione del budget destinato alla pubblicità su media e, soprattutto, in una diminuzione delle sperimentazioni pubblicitarie su broadband, provocando, in ultima analisi, un rallentamento nello sviluppo del mercato. Eppure, se si confrontano gli investimenti pubblicitari nel 2008 con quelli dell’anno precedente, è facile notare come, oltre alla radio, che ha visto aumentare gli investimenti del 2,3%, l’unico medium che ha dato un segnale positivo è Internet, che ha registrato un +13,9%. La stampa e il cinema hanno subito il calo maggiore, ma anche la pubblicità su televisione sta vivendo il suo momento di crisi con un –1,2% rispetto al 2007. L’anno è poi iniziato con la stessa tendenza, in negativo, per tutti i media tranne che per Internet, i cui investimenti sono continuati a crescere dell’1,8% rispetto all’anno precedente, continuando un trend che va avanti da anni: basti pensare che, dal 2004 ad oggi, gli investimenti su questo mezzo sono aumentati del 177%. Esistono diverse tipologie di pubblicità su Internet, ma la più utilizzata dagli investitori è quella degli AD banners, che sono cresciuti, nel 2008, del 20% rispetto all’anno precedente. Quali sono dunque le opportunità offerte agli inserzionisti pubblicitari da Internet e dalla banda larga per i prossimi anni? Sicuramente la domanda di banda crescerà guidata dalla crescita dei servizi di video entertainment come la web-tv, l’IPTV, l’HDTV, creando quindi nuove occasioni di contatto con l’utente finale da parte di chi investe in pubblicità. In questo clima bisogna tener presente dunque i vantaggi competitivi relativi a queste innovative forme di pubblicità, ovvero la possibilità di rivolgersi ad un pubblico più specifico rispetto a quello della tv generalista, più segmentato e profilato, maggiore immediatezza ed efficienza. Non va dimenticata, infine, l’opportunità offerta anche dalla banda larga mobile data dalla penetrazione quasi universale dei telefoni cellulari, che darà un grosso impulso alla crescita dei servizi su rete mobile. Non a caso la pubblicità su mobile in Europa crescerà, secondo le stime di ITMedia Consulting, del 76% in quattro anni, raggiungendo un valore di €2.370 milioni nel 2012.
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Andience, letture, contatti: i risultati dei media a febbraio
I telespettatori del giorno medio a febbraio continuano ad aumentare, rispetto al mese precedente e rispetto allo stesso periodo del 2008. Probabilmente hanno influito su questa crescita alcuni programmi storici del periodo di febbraio come il festival di Sanremo, che ha anche permesso a RaiUno di superare, in questo mese, Canale 5 nell’ascolto medio sia in prima che in seconda serata. Lo share mensile della Rai si attesta sul 41,6%, davanti a Mediaset, che ha il 38,9%. Le televisioni satellitari hanno il 10,1%, il resto rimane a La7 (2,7%) e alle altre televisioni terrestri (6,5%). Gli ascolti della radio tornano a crescere, pur non raggiungendo i livelli del periodo corrispondente del 2007. I navigatori attivi in Internet a febbraio sono stati 21 milioni, in leggero calo rispetto al mese precedente, quando erano 21,8 milioni. Il tempo trascorso in media su Internet è stato di 27 ore a testa. Tra i siti più visitati ci sono i motori di ricerca, a cui seguono i portali. Per la prima volta entrano nella top five i siti di video e film, le cui visite sono aumentate del 44% rispetto ad un anno fa. Da rilevare il boom dei siti di scommesse e giochi d’azzardo online, che, grazie alla legalizzazione, hanno ottenuto un grosso aumento delle visite: il 27% dei navigatori, contro il 10% di un anno fa. Infine, l’ultima indagine di Audipress rileva un aumento del 2,1% dei lettori dei quotidiani rispetto all’indagine precedente, raggiungendo quota 23,2 milioni nel giorno medio, con un grosso apporto da parte della free press. In leggero calo, invece, anche se in linea con le prime rilevazioni del 2007, i periodici.
Articolo estratto dal Media Monthly Report di Marzo 2009
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Le risorse della televisione digitale terrestre nei principali mercati europei*
Tratto dal Terzo Rapporto DGTVi alla cui realizzazione ha contribuito, tra gli altri, ITMedia Consulting
La diffusione della Tdt in Europa, sta registrando i primi dati significativi in termini di ascolto. Di conseguenza cresce l’interesse degli inserzionisti pubblicitari nei confronti del segmento multichannel. La televisione digitale terrestre continua infatti a incentrarsi, a livello europeo, sull’offerta free-to-air, a differenza delle altre piattaforme digitali (cavo, satellite e banda larga) che puntano principalmente sull’offerta a pagamento. L’esempio più significativo è quello del Regno Unito, dove, nei cinque anni tra il 2002 e il 2008, i ricavi pubblicitari sono aumentati del 13%. Il segmento più dinamico è proprio quello multichannel, che ha quasi raddoppiato i suoi ricavi, che rappresentavano, a fine 2007, circa un terzo del totale. Nel Regno Unito inoltre si riscontra una corrispondenza tra ascolti e ricavi, per cui un terzo degli ascolti complessivi genera un terzo della raccolta pubblicitaria. In generale, si regista, in tutti i paesi, un calo dei ricavi pubblicitari da canali tradizionali a favore del segmento multichannel. Infatti, se i ricavi pubblicitari derivanti dai nuovi canali digitali rappresentano ancora una piccola parte del totale mercato pubblicitario televisivo, questi mantengono tassi di crescita positivi a scapito di una generale tendenza a ridurre gli investimenti sui canali più tradizionali, come l’analogico terrestre. La pubblicità è dunque la principale fonte di ricavi della televisioneì digitale terrestre in Europa, che mediamente ne rappresenta il 70%. Cavo e satellite, al contrario, raccolgono la maggior parte dei ricavi - il 90% - dagli abbonamenti alla pay-tv. Come sempre il caso britannico è esemplificativo: nel Regno Unito, infatti, i ricavi da abbonamenti rappresentano circa il 13% del totale dei ricavi su digitale terrestre, mentre su cavo e satellite la proporzione si inverte e sono i ricavi da pubblicità a registrare percentuali così basse (16% circa del totale risorse multichannel). In Spagna, a fine 2008, non esistono offerte a pagamento su Tdt, che saranno possibili solo con una modifica della legislazione. In Francia, pur prevalendo la risorsa pubblicitaria, gli abbonamenti raggiungono una quota significativa, rappresentando circa 1/3 del totale risorse. Infine, la sola eccezione a questa tendenza è rappresentata dall’Italia, in cui, su Tdt prevale la risorsa pay su quella pubblicitaria, che ancora non si è sviluppata come potrebbe a causa di una forte incidenza della programmazione analogica in chiaro. I ricavi derivanti da offerta a pagamento, invece, sono più sviluppati rispetto a quelli di altri paesi, il 60% in più rispetto alla Francia e più del doppio rispetto al Regno Unito. Questo a causa di una politica commerciale dei principali broadcaster nazionali privati, che hanno fatto grossi investimenti sulla programmazione a pagamento, inizialmente su eventi sportivi per poi comprendere diversi canali tematici.
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Audience, letture, contatti: i risultati dei media a gennaio
L'audience televisiva a gennaio è aumentata del 6% rispetto allo stesso periodo del 2008. Canale 5 prevale sull'ammiraglia del servizio pubblico, RaiUno, nel prime time, mentre il risultato si inverte nell'arco dell'intera giornata. Gli ascolti della TV satellitare sono in crescita e raggiungono il 10,2% del totale mensile. Gli ascolti della radio tornano a crescere, dopo la flessione del periodo settembre-ottobre 2008, e riportandosi ai livelli del bimestre precedente. Il media più attivo è Internet. Il dato di navigazione su Internet è infatti quello che subisce la variazione più evidente in positivo. A gennaio 2009 i navigatori attivi sono stati 21,8 milioni, con una media per navigatore di quasi 28 ore, circa 6 ore in più rispetto a gennaio 2008. Questi navigatori hanno visitato 86 siti, il 21% in più dello stesso periodo del 2008 collegandosi una volta in più (33 sessioni contro 32). Infine i dati sulla stampa di Audipress riportano un aumento dei lettori di quotidiani del 2,1% rispetto all'indagine precendente, raggiungendo quora 23,2 milioni nel giorno medio. Tra i quotidiani pay prevale la Gazzetta dello Sport, con 3,7 milioni di lettori, seguita da Rapubblica (3,1 milioni di lettori), mentre è positivo l'apporto della free press. Leggermente in calo i periodici, in particolare i settimanali.
Articolo estratto dal Media Monthly Report di Febbraio 2009
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L’evoluzione della TV digitale in Europa*
*I dati sulla TV Digitale in Europa , realizzati da ITMedia Consulting, sono tratti dal Terzo Rapporto DGTVi
La penetrazione della Tv digitale in Europa Occidentale (15 Paesi UE, Norvegia e Svizzera) negli ultimi due anni è cresciuta a ritmi sostenuti, al punto che a fine 2008 sono 108 milioni le abitazioni televisive digitali, pari a oltre il 65% del totale. Tale penetrazione subirà un’ulteriore accelerazione nei prossimi anni poiché in molti Paesi europei è stato approvato un calendario per lo spegnimento del segnale analogico via etere che porterà al completo switch-off al più tardi nel 2012. Il contributo alla digitalizzazione del segnale televisivo atteso da tale transizione è significativo, anche se lo sviluppo varia da paese a paese, a seconda della presenza e diffusione delle altre piattaforme televisive, in particolare del satellite e del cavo. Il satellite storicamente ha rappresentato il traino alla diffusione della televisione digitale e all’introduzione della multicanalità, con un modello prevalentemente basato sulla televisione a pagamento. La piattaforma satellitare continua a crescere in penetrazione, ma a tassi più contenuti che in passato. Nei Paesi dove il cavo analogico è molto diffuso, il processo di digitalizzazione del segnale televisivo richiederà tempi lunghi, a causa degli ingenti investimenti richiesti per la conversione delle reti, che peraltro già supportano la trasmissione multicanale. La diffusione dell’Iptv, pur registrando un continuo incremento, rimane contenuta e interessa solo 5,2 milioni gli abbonati, principalmente concentrati in Francia (che registra la metà della base abbonati di Regno Unito, Francia, Spagna e Italia. In alcuni Paesi la piattaforma terrestre è residuale o comunque complementare rispetto al cavo e al satellite, mentre in altri è la modalità prevalente di trasmissione televisiva. In questi ultimi la Tdt è la piattaforma deputata a trainare e completare la conversione del sistema televisivo al digitale. In Germania, l’etere terrestre è mezzo trasmissivo assolutamente residuale e l’alta penetrazione del cavo e del satellite hanno da tempo introdotto un mercato multicanale. Proprio per questa residualità della trasmissione via etere, la Germania ha già completato lo switch-off, due anni in anticipo rispetto a quanto programmato dal Governo Federale: da fine 2008 oltre il 90% della popolazione (74 milioni di persone) può ricevere il segnale digitale via etere con un’offerta di 12-30 canali, a seconda dell’area. La digitalizzazione del segnale via etere ha fatto crescere l’utilizzo di questa piattaforma in Germania. Gli utenti accedono al segnale via decoder, Idtv, ma anche chiavette Usb e device portatili: la mobilità di ricezione del segnale è un valore aggiunto della piattaforma Tdt che è stato molto sottolineato in Germania. Nel corso del 2008, in Francia, Italia, Spagna e Regno Unito (nei quali la televisione terrestre ha storicamente costituito l’infrastruttura prevalente in ambiente analogico e il processo di digitalizzazione è comparabile per dimensioni demografiche e dinamiche di transizione), la Tdt ha operato un doppio sorpasso diventando la piattaforma di accesso più diffusa sui primi televisori: 1. ha superato il satellite e rappresenta oggi il primo canale di accesso alla tv digitale in quasi la metà delle abitazioni digitali; 2. ha superato la televisione analogica che si è ridotta, come accesso esclusivo, a meno di un terzo delle abitazioni tv. Scendendo nel dettaglio dei singoli Paesi, si nota come la Tdt sia la prima piattaforma televisiva tout court (analogica e digitale) sui primi televisori in Regno Unito e Francia (rispettivamente 39% e 33%) e la prima piattaforma digitale in Spagna (36%). In Italia, dove i primi televisori che accedono al digitale attraverso l’etere terrestre hanno già oltrepassato i ricevitori di satellite a pagamento (24% vs 20%), si prevede il superamento della piattaforma satellitare nel suo complesso (pay+ free) nel 2009.
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L'Agcom nomina Augusto Preta esperto per l'indagine sui contenuti
Si è aperta, con delibera n. 626/08/CONS, l’indagine conoscitiva sui produttori di contenuti nel settore delle comunicazioni elettroniche. Per lo svolgimento del procedimento, Augusto Preta, Direttore di ITMedia Consulting e docente di Economia dei Media all'Università di Sassari, è stato nominato specialista del settore della comunicazione elettronica e dell'industria dei media. Si tratta di un incarico prestigioso, poiché la centralità dei contenuti è un tema chiave nello sviluppo del settore delle comunicazioni e questa indagine costituirà un primo fondamentale punto di riferimento per regolatori e operatori del settore. L’indagine riguarderà, in particolare, gli aspetti concernenti la struttura del mercato e la relativa catena del valore, i modelli di business, la gestione dei diritti di esclusiva, il regime del diritto d’autore, i possibili sviluppi di domanda e offerta, la competizione tra differenti piattaforme, lo sviluppo di concorrenza e pluralismo, la garanzia di accesso ai contenuti e la neutralità del mezzo di diffusione, i benefici sull’utente finale e le previsioni in termini di sviluppo culturale, economico e sociale. Gli operatori hanno tempo 60 giorni dalla data di pubblicazione della delibera sulla Gazzetta Ufficiale (11 Dicembre 2008) per far pervenire all'Autorità memorie scritte documenti e pareri sulle tematiche relative all'indagine conoscitiva.
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La tv in Italia: come cambierà nei prossimi anni?
La vicenda relativa all’aumento dell’IVA sugli abbonamenti alla pay-tv fa tornare di attualità le peculiarità del mercato televisivo italiano. ITMedia Consulting ritiene che la fase di svezzamento di Sky Italia, che ormai ha cinque anni di vita, sia passata e lo conferma nel rapporto Il mercato tv in Italia: 2008-2010 che prevede per l’operatore satellitare il primato nel mercato della tv Italiana entro il 2010. A trascinare la crescita del mercato televisivo italiano sarà infatti la televisione a pagamento, favorita dalla sempre maggiore concorrenza tra piattaforme. A fine 2008, dunque, il mercato televisivo italiano raggiungerà il valore di €8.7 mld. Con una crescita superiore al 5% annuo varrà, a fine 2010, €9,6 mld. In termini di risorse continuerà a prevalere la pubblicità, pur crescendo meno rispetto alla pay-tv. Tra gli operatori, dunque, Sky trarrà il vantaggio maggiore dall’accresciuta concorrenza e dalla crescita in doppia cifra della pay-tv. Nel 2010 quindi sarà leader del mercato mettendo fine ad una situazione duopolio che per anni ha caratterizzato il sistema televisivo. Il digitale, insomma, arriva anche in Italia a cambiare gli equilibri consolidati. Nel Rapporto vengono considerate le modalità distributive e le risorse – pubblicità, canone e ricavi da tv a pagamento – allo scopo di valutare in maniera effettiva il peso di ciascuna piattaforma e di ciascun operatore all’interno del sistema. Il mercato italiano si dimostra sempre più multipiattaforma, grazie alla coesistenza di quattro modalità trasmissive digitali, terrestre, satellite, IPTV e mobile TV. A fine 2008 più della metà delle abitazioni italiane sarà digitale, ma questo dato è destinato a crescere in maniera significativa. Al 2010, infatti, più di 20 milioni di abitazioni, con una penetrazione dell’84%, saranno digitali e questo provocherà un’accelerazione del processo di spegnimento dell’analogico. Di conseguenza, la televisione analogica perderà progressivamente quote di mercato a vantaggio soprattutto del DTT, che, al 2010, entrerà nel 50% delle abitazioni e diverrà la prima piattaforma digitale nazionale. Il satellite non crescerà di molto in termini di penetrazione a causa della saturazione del mercato, mentre rimarrà marginale, ma con una crescita significativa, la quota dell’IPTV. Inoltre più di un terzo delle abitazioni digitali possiede un abbonamento alla pay-tv, a dimostrazione che la maggiore possibilità di scelta offerta dalla televisione a pagamento costituisce una spinta per la diffusione del digitale. Nonostante la crescita stagnante, la risorsa principale rimane la pubblicità, che sfiorerà, nel 2010 il valore di €4,8 mld (53% del totale dei ricavi), ma questa perderà il primato assoluto nel 2010, e sarà superata dalla spesa delle famiglie (composta da canone e pay-tv). In particolare, i ricavi da pay-tv supereranno, al termine del triennio preso in considerazione, €3,2 mld e si confermeranno il segmento più dinamico del mercato, con una crescita del 12% annuo. Nel mercato dei servizi televisivi a pagamento, il satellite resterà leader, mentre le offerte su piattaforme alternative (DTT, IPTV e mobile) ne ridurranno la quota di mercato ma non ne intaccheranno il primato assoluto. La maggior concorrenza tra piattaforme ha evidenziato l’esistenza di pubblici complementari per i servizi di televisione a pagamento. Infatti, le offerte del DTT, che permettono di pagare per servizi televisivi a richiesta senza l’obbligo di abbonamento e i bouquet a basso costo che si sono affiancati alle offerte tradizionali del satellite, hanno permesso anche alle famiglie con bassa propensione alla spesa di usufruire delle offerte della pay-tv, contribuendo alla crescita della risorsa pay. Inoltre mentre la pubblicità è destinata a divenire la risorsa prevalente della televisione digitale terrestre, forte di un’offerta che sarà sempre più in chiaro, il satellite continuerà a sostenersi prevalentemente con gli abbonamenti alla pay-tv. L’IPTV invece, oggi completamente pay, vedrà crescere progressivamente la componente pubblicitaria nel computo delle risorse, sino a farla diventare la risorsa prevalente. La dinamicità dovuta allo sviluppo del digitale e alla presenza di piattaforme diverse favorirà una maggiore concorrenza e una conseguente riduzione delle quote in capo ai principali operatori. In particolare Sky diverrà il primo operatore nazionale, spartendosi la torta televisiva con Mediaset e Rai, mentre resterà poco spazio agli altri operatori. Mediaset continuerà ad essere leader della raccolta pubblicitaria, pur perdendo alcuni punti percentuali, mentre Sky sarà leader nel campo della pay-tv ma ridurrà la propria quota di mercato. Nei prossimi tre anni ITMedia Consulting prevede per Mediaset una crescita annua del 3%, dovuta principalmente ai maggiori introiti da pay per view e ai nuovi pacchetti a pagamento proposti a partire dal 2008. Questa crescita compenserà in parte lo stagnante andamento della pubblicità, che continuerà comunque ad essere la principale fonte di entrate. In altre parole, crescerà la componente pay, ma non raggiungerà il 10% del totale delle risorse Mediaset. Rai sarà l’operatore meno favorito nel mercato televisivo dei prossimi anni. L’operatore pubblico infatti subirà variazioni minime in termini di ricavi, di poco superiori all’1%: la crescita sarà limitata sia dal punto di vista del canone che della raccolta pubblicitaria. La situazione stagnante è dovuta al fatto che non si prevede l’ingresso nel mercato della pay-tv, cioè nel mercato delle risorse che presentano il tasso di crescita maggiore. Sky Italia è l’operatore che presenta un dinamismo maggiore nel complesso del mercato televisivo italiano. L’accresciuta concorrenza tra piattaforme permetterà all’operatore satellitare una crescita ad un tasso medio dell’11%. Il core business di Sky è rappresentato dai ricavi da pay-tv, anche se si registra una crescita significativa delle entrate pubblicitarie. Da considerare anche che una quota crescente delle entrate da servizi a pagamento proviene dalle offerte IPTV, rivolte direttamente all’utente finale. Nel 2010, comunque, sarà il primo operatore nazionale e varrà €3,1 mld. Telecom Italia rimane un attore secondario nel mercato televisivo italiano, pur registrando uno tra i più significativi tassi di crescita (20% annuo e raddoppio dei ricavi in tre anni). Lo sviluppo dell’IPTV è stato uno dei fattori che ha permesso la crescita delle entrate da servizi a pagamento, ma la pubblicità rimane la fonte di sostentamento primaria, anche se passerà da un’offerta quasi esclusivamente in chiaro ad una in cui sarà maggiormente dipendente dai ricavi dei servizi a pagamento. Minore, infine, anche se in crescita, l’impatto che gli altri operatori avranno all’interno del mercato. In particolare, grazie alle nuove offerte in DTT, ci sarà un aumento dei numero degli attori, ma anche maggiori ricavi dovuti allo sviluppo delle piattaforme emergenti come IPTV e TV mobile. L’impatto della pubblicità sarà elevato, ma minore rispetto ai servizi a pagamento, che avranno un’importanza sempre maggiore sul totale dei ricavi degli altri operatori. Nei prossimi anni si evidenzieranno dunque le seguenti tendenze: Nel 2010 la spesa delle famiglie, ovvero la somma di canone e abbonamenti, supererà, in termini di risorse, quella delle imprese,costituita dalla pubblicità. La TV digitale terrestre verrà proposta come piattaforma multicanale gratuita, al contrario del satellite che continuerà a sostenersi principalmente con la pay-tv. Nel 2010 quasi la metà delle famiglie avrà accesso a forme di televisione a pagamento. La pubblicità sarà la risorsa primaria del mercato, ma è destinata a perdere importanza relativa nel complesso del sistema a vantaggio dei servizi a pagamento. L’accresciuta competizione favorirà una maggiore redistribuzione anche all’interno delle diverse componenti (tv in chiaro e a pagamento), i cui rispettivi maggiori operatori perderanno quote di mercato. Nel 2010 la torta televisiva sarà così spartita: Sky Italia sarà il principale attore televisivo con il 32% di quota di mercato, seguiranno Mediaset e Rai con quote di mercato del 31% ciascuno.
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Più tv, meno radio: i risultati dei media ad ottobre
In leggera crescita gli ascolti ad Ottobre rispetto allo stesso mese del 2007; la Rai ha avuto la meglio in particolare nel prime time mentre Mediaset mantiene la leadership nella fascia pomeridiana e nella seconda serata. A penalizzare Mediaset i risultati negativi di alcune nuove fiction. La Rai ha beneficiato invece di una serie di programmi fortunati e di diverse serate calcistiche (Nazionale e Champions League). Le satellitari crescono rispetto allo scorso anno mentre diminuisce la loro share rispetto ai mesi estivi. Leggera flessione nel numero degli ascoltatori della radio sia rispetto al bimestre precedente che in confronto allo stesso bimestre del 2007 (-1,9%) . Radio Uno si conferma l’emittente più seguita (6,6 milioni di ascoltatori nel giorno medio) nonostante un calo consistente (-7,8%). RTL è ancora la prima emittente privata, RDS supera RDJ che registra ancora un netto calo (-3,1% rispetto al bimestre corrispondente 2007). Positivi i dati di lettura forniti dall’ultima indagine audipress. I lettori dei quotidiani aumentano del +2,1% rispetto all’indagine precedente e raggiungono quota 23,2 milioni nel giorno medio. Da sottolineare l’apporto positivo della free press (considerando anche epolis). Tra i quotidiani pay sempre prima la gazzetta dello sport (3,7 milioni di lettori) seguita da Repubblica (3,1 Milioni di lettori). Bene il corriere (+6,8%). Leggero calo per i periodici (in particolare i settimanali) che rimangono comunque in linea con la prima rilevazione 2007. Ancora in crescita il numero di utenti di internet a settembre (+3,9% rispetto ad Agosto). La crescita rispetto ad ottobre 2007 sfiora il +20%. La fine delle vacanze ed il ritorno a scuola o in ufficio hanno prodotto un aumento procapite del tempo speso on line del +33% e delle sessioni per persona (+36%). Crescita del +7% anche per i domini visitati per persona.
Articolo estratto dal Nielsen Monthly Report di Novembre 2008
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Broadband, Media and Advertising: The Future is Mobile
In anteprima le anticipazioni del nuovo Rapporto di ITMedia Consulting Di fronte al declino dell’ARPU per i servizi voce, gli operatori mobili hanno iniziato a sviluppare strategie alla ricerca di nuove fonti di ricavi. Tra queste, la banda larga mobile sta cominciando a manifestare tutto il proprio potenziale. Nei prossimi anni una quota significativa dei potenziali ricavi di servizi su internet mobile verrà da telefoni portatili, piuttosto che da altri dispositivi. I continui miglioramenti delle funzionalità di tali apparecchi contribuiranno alla crescita dell’internet mobile e dei servizi di infotainment. Il mercato dei modem per la banda larga mobile, comprese PC card, ExpressCards, dispositivi USB e modem integrati nei telefoni, ha raggiunto 4.3 milioni di pezzi nel 2007 in Europa Occidentale. A partire da queste cifre, anche il consumo di internet mobile è in crescita: ITMedia Consulting prevede che entro la fine del 2008 quasi 24 milioni di persone accederanno a internet attraverso un telefono cellulare, generando €5 miliardi di ricavi da accesso in mobilità. Saranno 51 milioni dopo quattro anni, nel 2012, e i ricavi saliranno a €13 miliardi. Nel giro di quattro anni, i ricavi da accesso rappresenteranno il 12% dei ricavi degli operatori mobili. A seguito della crescente diffusione di dispositivi smartphone, è ragionevole attendersi che il consumo di dati su reti mobili aumenti in misura significativa. Anche se i possessori di smartphone sono ancora una percentuale relativamente piccola rispetto all’universo degli utenti mobili, essi sono degli heavy user di connessioni internet e servizi mobili. ITMedia Consulting stima che a fine 2008 siano 62 milioni gli utilizzatori di smartphone, corrispondenti al 22% degli utenti mobili, e diventeranno 94 milioni alla fine del 2012. Il consumo di mobile TV e servizi video su mobile, offerti in modalità broadcast, multicast e unicast cresceranno del 70%, da una base utenti stimata di 25 milioni alla fine del 2008, fino a 43 milioni nel 2012. ITMedia Consulting prevede che i servizi di mobile entertainment rappresenteranno circa il 5% dei ricavi degli operatori mobili alla fine del 2008, poco meno dei ricavi da accesso. Tuttavia il peso di questi servizi è destinato ad aumentare: il mobile entertainment quasi raddoppierà il proprio peso, e i ricavi da accesso faranno ancora meglio, passando dal 5% al 12% dei ricavi mobili totali nel 2012, principalmente a scapito dei ricavi dei servizi voce, il cui peso sul totale scenderà dal 75% al 64%. Tra tutti i servizi di intrattenimento, tuttavia, la TV e i contenuti video rappresentano il 15% dei ricavi totali nel 2008: è la musica la maggior fonte dei ricavi del mobile entertainment, con una quota del 40%, seguita dai giochi, 17%, e altre immagini, 16%. Nel complesso, i ricavi da mobile entertainment passeranno da €4.7 miliardi alla fine del 2008 a €9.6 miliardi nel 2012. Restringendo l’analisi ai contenuti video, ITMedia Consulting stima che TV e contenuti video – siano essi VOD o broadcast TV – genereranno €2 miliardi entro la fine del 2008, in Europa Occidentale. Questa cifra include ricavi pubblicitari e ricavi da contenuti a pagamento. Più in dettaglio, i ricavi da servizi a pagamento ammontano a €672 milioni, che raggiungeranno €1.4 miliardi nel 2012, su ricavi complessivo da mobile TV e video pari a €3.7 miliardi. Lo sviluppo del mercato del mobile entertainment é interessante per tutti gli operatori coinvolti, e in particolare per gli inserzionisti. La pubblicità su telefono mobile ha grandi potenzialità nel mettere in contatto marchi e consumatori in ogni momento del giorno e entro specifiche localizzazioni, a patto di risultare creativa, pertinente e non invasiva. Nonostante le prime positive indicazioni, l’attuale crisi economica rallenterà lo sviluppo del mercato pubblicitario mobile. Gli inserzionisti tenderanno a ridurre i propri budget, e mostreranno un atteggiamento piuttosto cauto rispetto alle sperimentazioni con nuovi format e nuovi media. ITMedia Consulting prevede che il mercato europeo per la pubblicità su servizi video di mobile entertainment varrà €1.3 miliardi alla fine del 2008, e arriverà a €2.4 miliardi nel 2012, una crescita del 76% in quattro anni. Il settore mobile è oggi sull’orlo di una nuova fase di sviluppo: nuove proposte garantiscono all’utente delle buone esperienze di navigazione, assimilabili a vera banda larga, su smartphone di nuova generazione. Col miglioramento delle funzionalità internet sullo schermo dei telefonini, l’esperienza del consumatore raggiungerà livelli tali da portare alla effettiva sostituibilità tra PC e telefono. Per informazioni sul Rapporto e sulle altre attività di ITMedia Consulting scrivere a: info@itmedia-consulting.com
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Audience, letture e contatti: i risultati dei media a settembre
Dopo la classica flessione estiva tornano ai soliti livelli gli ascolti televisivi in particolare in concomitanza con il ritorno dei periodi di garanzia (a metà settembre quest’anno) Rispetto al Settembre 2007 l’audience nel giorno medio e sostanzialmente stabile (+0,1). Andando a considerare le fasce orarie leggera flessione nel prime time (-1,37%) mentre sono in crescita gli ascolti del primo pomeriggio e della mattina. Leggera flessione nel numero degli ascoltatori della radio sia rispetto al bimestre precedente che in confronto allo stesso bimestre del 2007. Radio Uno si conferma l’emittente più seguita (6,7 milioni di ascoltatori nel giorno medio) nonostante una leggera flessione. Bimestre negativo per Radio Deejay che viene scavalcata sia da RTL che da RDS. Positivi i dati di lettura forniti dall’ultima indagine audipress. I lettori dei quotidiani aumentano del +2,1% rispetto all’indagine precedente e raggiungono quota 23,2 milioni nel giorno medio. Da sottolineare l’apporto positivo della free press (considerando anche epolis). Tra i quotidiani pay sempre prima la Gazzetta dello Sport (3,7 milioni di lettori) seguita da Repubblica (3,1 Milioni di lettori). Bene il Corriere (+6,8%). Leggero calo per i periodici (in particolare i settimanali) che rimangono comunque in linea con la prima rilevazione 2007. Ancora in crescita il numero di utenti di internet ad Agosto. Aumentano sia gli utenti domestici che quelli che si collegano dal lavoro. In aumento i navigatori attivi rispetto a Luglio mentre diminuiscono le visite per persona ed il tempo speso on line per persona (-13,6%). I dati dimostrano la differenza della stagionalità di Internet rispetto ad altri mezzi. Google è il sito che raccoglie più visitatori sia via computer che via telefono Mobile. Articolo estratto dal Nielsen Monthly Report di Ottobre 2008
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Il 29 settembre esce: Il mercato televisivo in Italia: 2008-2010. Il sorpasso di Sky
II Rapporto di ITMedia Consulting In uscita il 29 settembre
Dgitale, a pagamento e con il primato di Sky: come cambia la televisione italiana nei prossimi due anni.
- Ma quali saranno le dinamiche alla base di queste importanti trasformazioni?
- Quale risorsa prevarrà sulle altre?
- E quale parte giocherà ciascun operatore?
Le risposte nel II Rapporto di ITMedia Consulting Il mercato televisivo in Italia, un'analisi delle modalità distributive e risorse del mercato della televisione italiana con l'obiettivo di valutare in maniera effettiva il peso di ciascuna piattaforma e di ciascun operatore all'interno del sistema. Lo studio, completo di dati, tabelle e grafici, analizza, nella prima parte, il mercato televisivo nel suo complesso, in termini di diffusione nelle abitazioni (totale e per piattaforma) e di risorse. La seconda parte si occupa dei principali attori, formulando previsioni sull'evoluzione dei ricavi, la loro ripartizione e le quote di mercato.
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Il mercato televisivo in Italia: 2008-2010. Il primato di Sky
29 settembre 2008
A fine 2008 il mercato televisivo italiano raggiungerà il valore di €8.7 mld. Con una crescita superiore al 5% annuo varrà, a fine 2010, €9,6 mld. E’ quanto emerge dal secondo Rapporto di ITMedia Consulting Il Mercato Televisivo in Italia: 2008-2010 – Il sorpasso di Sky in uscita il prossimo 29 settembre. In particolare vengono considerate le modalità distributive e le risorse – pubblicità, canone e ricavi da tv a pagamento – allo scopo di valutare in maniera effettiva il peso di ciascuna piattaforma e di ciascun operatore all’interno del sistema. Il mercato italiano si dimostra sempre più digitale e multipiattaforma, grazie alla coesistenza di quattro modalità trasmissive: terrestre, satellite, IPTV e mobile TV. Al 2010 più di 20 milioni di abitazioni saranno digitali, con una penetrazione dell’84%. La televisione analogica, infatti, è destinata a perdere quote di mercato a vantaggio soprattutto del DTT, che, al 2010, entrerà in oltre metà delle abitazioni italiane. Il satellite non crescerà di molto in termini di penetrazione a causa della saturazione del mercato, mentre rimarrà secondaria, ma con una crescita significativa, la quota dell’IPTV. La maggior concorrenza tra piattaforme evidenzia l’esistenza di pubblici complementari per i servizi di televisione a pagamento. Infatti, le offerte del DTT che permettono di pagare per servizi televisivi a richiesta senza l’obbligo di abbonamento e i bouquet a basso costo che si sono affiancate alle offerte tradizionali del satellite, hanno permesso anche alle famiglie con bassa propensione alla spesa di usufruire delle offerte della pay-tv, contribuendo alla crescita della risorsa pay. Inoltre mentre la pubblicità è destinata in prospettiva a divenire la risorsa prevalente della televisione digitale terrestre, forte di un’offerta in chiaro che tenderà a rafforzarsi, il satellite continuerà a sostenersi prevalentemente con gli abbonamenti alla pay-tv.. La dinamicità dovuta allo sviluppo del digitale e alla presenza di piattaforme diverse favorirà una maggiore concorrenza e una conseguente ridistribuzione delle quote in capo ai principali operatori. In particolare Sky Italia diverrà il primo operatore nazionale, superando Mediaset e Rai, mentre continuerà a restare poco spazio agli altri operatori. Mediaset manterrà il primato della raccolta pubblicitaria, mentre Sky sarà leader nel campo della pay-tv, ma ridurrà in questo ambito, a seguito dell’accresciuta concorrenza multipiattaforma, la propria quota di mercato.
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Le trasformazioni del mercato televisivo
Nel 2007 il mercato della televisione in Europa è cresciuto del 4.7% complessivamente, rispetto al +6.2% del 2006, raggiungendo così un valore di €89 miliardi. Le risorse pubblicitarie hanno toccato i €37.5 miliardi, +3.2 rispetto all'anno precedente, più o meno in linea con il tasso di inflazione. la maggior parte dell'aumento è attribuibile ai nuovi canali digitali e alle offerte IPTV, mentre i canali tradizionali fanno registrare performance di crescita più modeste. Pertanto, i servizi innovativi, anche se ancora marginali, sono i segmenti più vivaci del mercato televisivo. Inoltre, mentre la televisione continua ad essere il segmento più ricco del mercato pubblicitario, Internet diventa un medium sempre più popolare, raggiungendo, in alcuni paesi, la radio, quale terzo canale pubblicitario dopo televisione e stampa. La pay-tv spinge il mercato, crescendo del 9% dopo tre anni di crescita a doppia cifra, e raggiungendo un valore di €32.2 miliardi. I contenuti on demand diventano sempre più popolari, e vengono identificati come caratteristica chiave per i fornitori di servizi pay-tv, in grado di attrarre un maggior numero di spettatori. La diffusione della tv digitale avanza: alla fine del 2007 vi erano quasi 90 milioni di abitazioni dotate di tv digitale in Europa Occidentale, pari al 54% del totale. Dopo l'Olanda, anche la Finlandia e la Svezia hanno completato lo switch off nel corso del 2007. Le nuove piattaforme come ADSL e FTTH, stanno ancora cercando una collocazione nel mercato. Nonostante sia ancora una piattaforma marginale, l'IPTV fa registrare risultati interessanti e alla fine del 2007 vi erano 5.2 milioni di abitazioni abbonate ai servizi di IPTV, metà delle quali in Francia. Dopo il lancio del primo servizio commerciale di mobile broadcast tv in Italia, nel 2006, altri servizi sono stati attivati in Germania, Finlandia e Regno Unito. Si attende il lancio di altri servizi secondo lo standard DVB-H, che ha ottenuto il pieno sostegno della Commissione europea. Tuttavia si tratta di un mercato piuttosto piccolo, con circa un milione di persone che guardano la TV mobile, principalmente in Italia. Nel Regno Unito, il servizio BT Movie offerto da Virgin Media ha dovuto chiudere a causa dei risultati insoddisfacenti.
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La pubblicità tv nel 2007
Il 2007 ha visto il rafforzamento delle nuove tecnologie televisive: il successo della TV digitale terrestre, le nuove offerte IPTV, la diffusione di contenuti audiovisivi su terminali mobili e su Internat hanno posto le basi per un nuovo panorama audiovisivo, che sta modificando le abitudini di consumo del pubblico. Le piattaforme digitali offrono ai propri clienti nuovi servizi, spesso connessi all'interattività: video on demand catch up tv, forum e chat room con altri utenti. E questa è solo una parte delle più recenti formule commerciali. L'industria pubblicitaria cerca formati commerciali alternativi che si adattino a tale contesto. Lo split screen o il product placement tentano di compensare il rallentamento del mercato pubblicitario televisivo mentre su Internet i motori di ricerca, link sponsorizzati e altri formati grafici rappresentano la parte più consistente della crescita del mercato. Nonostante questi cambiamenti il mercato della pubblicità televisiva è cresciuto del 3.2% nel 2007. Ogni Paese ha però modelli di sviluppo differenti. In Spagna la pubblicità televisiva è ancora un mercato vivace, ma nel Regno Unito il mercato è quasi fermo: solo +1% rispetto al 2006. D'altra parte Internet in questo paese rappresenta il 15% del mercato pubblicitario e nel 2007 i ricavi pubblicitari di Google hanno superato quelli di Channel 4 e ITV. Il 57% dei cittadini europei accede regolarmente ad Internet ogni settimana. Per la prima volta i giovani nella fascia di età compresa tra i 16 e i 24 anni accedono ad Internet più frequentemente di quanto non guardino la televisione - l'82% dei giovani utilizza Internet tra i 5 e i 7 giorni alla settimana, mentre "solo" il 77% guarda la televisione con la stessa regolarità, una diminuzione del 5% rispetto all'anno precedente. Nella stessa fascia d'età i giovani trascorrono il 10% del proprio tempo in più navigando su Internet piuttosto che guardando la televisione, e quasi la metà, il 48%, dichara che il proprio consumo televisivo è calato come conseguenza dell'uso di Internet. Mentre i più giovani privilegiano l'online rispetto alla televisione, i numero di quanti guardano la tv è rimasto stabile all'86% durante gli ultimi tre anni. Internet sta diventando rapidamente un nodo centrale per tutti i media: gli utenti Internet infatti fruiscono in misura sempre maggiore di riviste, quotidiani, radio e televisione in formato digitale. Il numero di persone che guarda televisione film o video clip online almeno una volta al mese è cresciuto del 150% dal 2006. Questo è anche il risultato della crescita nell'adozione della banda larga, utilizzata ormai dall'81% degli utenti Internet.
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Strategie per la broadband tv
In qualità di ultimi arrivati nel mercato televisivo multicanale gli operatori tlc hanno dovuto affrontare qualche problema per far sentire la propria presenza. Il fatto stesso che questi abbiamo incontrato più difficoltà di quante ne abbiamo affrontate i cablo operatori nell'attrarre clienti per voce e banda larga è una prova della maggiore complessità del mondo televisivo, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista commerciale, rispetto alle altre componenti delle offerte triple play. E' forse anche indice di quanto il pubblico tenda ad essere più tradizionalista quando si tratta di televisione. Gli operatori si trovano dinanzi ad un difficile dilemma: essi devono fornire un servizio almeno equivalente a quello di cavo, satellite e terrestre in quando ad affidabilità, e questo implica che devono semplificare il più possibile i propri modelli. Contemporaneamente essi si trovano sotto pressione dovendo offrire qualcosa di nuovo e diverso rispetto ai servizi televisivi che già esistono per indurre il pubblico ad effettuare il cambiamento, cosa che implica complessità e sperimentazione. Il giudizio è ancora sospeso, relativamente a ciò che costituirà effettivamente la differenza. Potrà essere un maggior grado di personalizzazione della TV, la fusione tra i servizi video, voce e dati, la distribuzione di servizi video ad un'ampia gamma di dispositivi, in casa e fuori, piuttosto che l'apertura delle piattaforme televisive a fornitori di contenuti Internet. ma la complessità tecnica e l'incertezza su ciò che i consumatori vogliono effettivamente rimane un nodo sostanziale. Gli operatori tlc stanno ancora sperimentando modelli differenti per far funzionare con successo l'IPTV. Ma stanno emergendo alcuni elementi di strategia che coniuga la televisione e i servizi di comunicazione. Gli operatori tlc che sono entrati nel mercato dell'IPTV nel corso degli ultimi anni, tipicamente hanno sviluppato le proprie offerte in termini di triple play. In questo senso l'IPTV è vista come un espediente per affrontare il declino dei ricavi nel segmento voce attraverso la commoditisation, la concorrenza nel segmento voce e la sostituzione fisso-mobile. Tenendo questo in mente gli operatori tlc hanno tendenzialmente lanciato servizi pay-tv walled garden su protocollo IP, con servizi complementari come il video on demand. La differenziazione è ottenuta con politiche di prezzo e pacchetti competitivi.
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Switch off: un problema solo italiano?
La televisione digitale in Europa si sta sviluppando con modalità differenti da paese a paese. Da un raffronto tra i principali mercati televisivi comunitari si può notare come l’86% delle famiglie britanniche guardi già la televisione digitale, mentre in Italia, Francia, Spagna e Germania, queste percentuale scende, se pur con modalità di diffusione differenti, sotto il 50%. Uno studio di EMCA, l’European Media Consulting Association, ha analizzato questa fase di transizione alla televisione digitale con particolare riferimento alle specificità nazionali. Dallo studio si evince come, se in Italia e Spagna la televisione terrestre è l’infrastruttura più diffusa, e lo è anche in Francia e Regno Unito, nonostante il differente grado di concorrenzialità, questa modalità trasmissiva viene rimpiazzata da altre in Germania, dove è soprattutto il cavo a farla da padrone. Naturalmente questo condizionerà anche lo switch off della televisione analogica terrestre, che sarà facilitato laddove la diffusione di questa tecnologia è minore, ovvero 2009 per la Germania, tra il 2010 e il 2012 per gli altri paesi oggetto dello studio, in linea quindi con la decisione comunitaria che prevede per il 2012 lo spegnimento dell’analogico terrestre. La stessa digitalizzazione delle televisione via cavo avviene in maniera piuttosto differente nei vari paesi: tralasciando il caso italiano, dove tale modalità trasmissiva non si è mai sviluppata, il cavo ha un ruolo minore in Francia, Spagna e Regno Unito, mentre in Germania l’alto numero delle abitazioni colpite, l’80% delle abitazioni cablate è ancora in analogico, sposterà lo spegnimento del cavo analogico al 2015. Altra storia quella del satellite: già completamente digitale in Italia e Regno Unito, quasi completamente digitale in Francia e Spagna, poco più del 50% digitale in Germania, che è quindi più indietro rispetto agli altri paesi e prevede la totale digitalizzazione entro il 2012. Infine un accenno all’IPTV, modalità trasmissiva che deve ancora sviluppare a pieno il proprio potenziale ma che in Francia, paese leader d’Europa, si è ritagliata già il 13% di spazio sul mercato televisivo digitale, ha raggiunto quote significative in Italia e Spagna, mentre è ancora agli albori in Germania e Regno Unito. L’IPTV, risultato della convergenza tecnologica, è il frutto dell’ingresso nel mercato televisivo degli operatori di telecomunicazione. Da questi numeri si evince come lo switch off analogico non sia raggiungibile in tempi brevi, ma ci vorranno almeno altri quattro anni per avere una televisione completamente digitale. Il processo di digitalizzazione è condizionato in primo luogo da una percezione di valore aggiunto che gli utenti avranno della televisione digitale, quindi una sferzata potrà essere data dagli operatori del settore, ma anche dalle difficoltà di adeguamento delle infrastrutture esistenti, e come è stato in Italia, dalle decisioni governative in merito all’accelerazione del processo di digitalizzazione.
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Italia 1 e Boing: i canali che piacciono ai bambini
Le abitudini dei bambini in fatto di televisione sono diverse da quelle degli adulti e intervengono su tutte le componenti della programmazione: prime time, generi e popolarità dei canali.
Su quest’ultimo punto in particolare le differenze sono notevoli. Secondo Auditel nel target dai 4 ai 14 anni i principali canali nazionali guardati dal pubblico più giovane sono due canali privati, Italia 1 al primo posto e Canale 5 al secondo, seguiti dalle prime due reti pubbliche. In particolare un sesto del pubblico di Italia 1, rete che si distingue per una programmazione solitamente rivolta ai giovani, è costituito dal target che va dai 4 ai 14 anni, con uno share medio del 25% che supera quello di Canale 5 e Rai 1, le due ammiraglie della tv nazionale. Cosa accade poi se si passa ai canali tematici? Succede che Boing, che va solo sul digitale terrestre, con i suoi 12 000 piccoli spettatori giornalieri ha l’1,9% di share (Dati Auditel Aprile 2008) ed è il primo canale tematico per bambini. Se poi allarghiamo la fascia all’intera popolazione lo share medio di Boing scende allo 0,24%, ma rimane comunque uno dei canali tematici più seguiti. Succede anche che la fascia oraria più gradita al piccolo pubblico diventa quella preserale, che va dalle 18 alle 20.30, discostandosi dalle abitudini degli adulti il cui prime time va dalle 20.30 alle 22.30.
Lo sport e la fiction sono al primo posto nelle abitudini televisive italiane e infatti nelle prime quattro posizioni della classifica dei canali tematici più seguiti troviamo Sky Sport 1, Fox e Fox Crime, già ai primi posti senza considerare le loro versioni +1.
Boing e PlayHouse Disney, però, oltre ad essere ai primi due posti nell’ordine di gradimento dei giovanissimi, risultano tra i più seguiti dall’intero target e, anche se lo share medio si abbassa, questo dato testimonia come le abitudini televisive stiano cambiando a favore della fascia più giovane, grazie alla maggiore disponibilità di canali, in particolare se in casa si possiede una seconda o una terza tv.
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Video online: nuove opportunità per i contenuti televisivi in un mercato che cambia
Cresce il valore dei contenuti nell’era digitale.
ITMedia Consulting stima che nel 2007 oltre 2 milioni di persone in Europa Occidentale abbiano utilizzato servizi legali di download a pagamento di contenuti professionali; più del doppio ha scaricato contenuti gratuiti - per lo più programmi TV, finanziati dalla pubblicità. Queste operazioni hanno generato ricavi per €116 milioni, per lo più attribuibili a servizi a pagamento. In particolare i servizi di download to rent, DTR, che garantiscono all’utente un accesso temporaneo a un contenuto digitale, hanno generato la maggior parte dei ricavi, €92 milioni, mentre i servizi di download to own, DTO, che permettono all’utente di scaricare e archiviare per sempre un contenuto digitale, hanno raccolto €10 milioni.
Attualmente quindi i servizi DTR rappresentano l’80% dei ricavi di questo mercato. ITMedia Consulting prevede che il peso di questi servizi diminuirà, mentre i contenuti gratuiti rappresenteranno una quota crescente del mercato dei contenuti online. In pochi anni passeranno dall’attuale 12% a oltre il 30% generando, alla fine del 2011, il 38% dei ricavi di questo mercato. La quota dei servizi DTO invece rimarrà più o meno stabile, anche se aumenterà di valore. Infatti, i contenuti scaricabili gratuitamente, di cui i programmi televisivi costituiscono la grande maggioranza, conosceranno i tassi di crescita più elevati, generando ricavi per €500 milioni nel 2011. Anche i servizi DTO e DTR cresceranno a ritmi elevati, ma i servizi DTO diventeranno più popolari, man mano che si renderà disponibile una quantità sempre maggiore di contenuti, e come effetto della contrazione delle finestre di distribuzione. ITMedia Consulting prevede che i ricavi di servizi DTO raggiungeranno i €100 milioni alla fine del 2011, partendo da €10 milioni nel 2007.
D’altro canto, i servizi DTR perderanno peso, in proporzione, passando dall’80% del mercato nel 2007 al 54% nel 2011, ma saranno sempre responsabili della maggior parte dei ricavi, oltre €700 milioni nel 2011.
Se si confronta questo mercato con un altro mercato dei contenuti on demand, l’IPTV si nota come la componente on demand dell’intero settore IPTV abbia generato ricavi per €250 milioni, nel 2007, ma si avvicinerà a €1.5 miliardi alla fine del 2011, crescendo ad un tasso medio annuo del 120%.
Nonostante questi risultati, il business del video on demand è cresciuto al di sotto delle aspettative: i servizi di TV lineare rappresenteranno la maggior parte dei ricavi anche nei prossimi anni. Ciò significa che l’IPTV dipende ancora dalle offerte televisive provenienti da altre piattaforme.
D’altra parte, il video on demand poggia sulla personalizzazione delle offerte, caratteristica del mondo internet, ed anche la meno simile ad un’offerta televisiva.
Non sorprende quindi che il mercato dei contenuti video online, in Europa, sia destinato a crescere ad un ritmo tale da avvicinarsi sempre più al mercato IPTV. Infatti, se nel 2007 valeva meno della metà del mercato IPTV, ora crescerà a un tasso medio annuo del 200%, rispetto al 100% dell’IPTV. Grazie a questa ragguardevole performance, già nel 2011, varrà il 90% del mercato IPTV.
Dunque i contenuti video scaricabili online hanno promettenti opportunità di crescita, trovando la loro giusta collocazione nell’ambiente aperto del web, uno dei preferiti dal pubblico, invece del modello chiuso dell’IPTV.
Quindi, al frammentarsi degli ascolti televisivi, gli operatori televisivi tradizionali e i produttori di contenuti tentano di raggiungere il loro pubblico là dove si trova realmente, su internet.
I fornitori di contenuti non dovrebbero ignorare internet come piattaforma distributiva, né temerla. In un contesto di crescente concorrenza, essi devono ottimizzare le risorse e creare sinergie trasversali a tutte le piattaforme: devono essere presenti su tutte, con marchi ampiamente conosciuti dal pubblico e in grado di essere mostrati contemporaneamente su varie finestre.
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Quel pasticciaccio brutto dell'IPTV
di Augusto Preta
C’è un fantasma che si aggira per l’Europa e il suo nome è IPTV. A ben guardare, non è tanto il servizio come tale a destare preoccupazioni o incertezze, quanto l’idea che ormai da un lustro le telcos tentano di affermare di una terza (o quarta) gamba – il video -, destinata ad aggiustare bilanci, a rilanciare servizi e a garantire profitti messi in crisi dalla concorrenza del mercato liberalizzato e dalla perdita di redditività dei servizi tradizionali. Così, mentre in realtà il video finalmente decolla sulle reti IP, favorito dalla diffusione generalizzata della larga banda, fornendo prospettive allettanti per chi le reti le costruisce e per chi vi diffonde i contenuti, sono proprio loro, i triple (e quadruple) player, i grandi fautori della convergenza tecnologica a mostrare ritardi, contraddizioni e incapacità di gestire il business, non riuscendo ad afferrare la cornucopia a lungo attesa. L’equivoco è ulteriormente accresciuto dalle cifre sventolate a ogni piè sospinto da società di ricerca fin troppo accondiscendenti nei confronti dei loro clienti-finanziatori. Ma procediamo con ordine, cercando di fare un po’ di chiarezza nel mare magno di un mondo molto complesso e spesso confuso. Innanzitutto, cosa intendiamo per IPTV? Quella che oggi convenzionalmente chiamiamo TV su protocollo IP, ovvero, usando più semplicemente il suo acronimo, IPTV, è la distribuzione video su una rete broadband gestita da un operatore e destinata a un utente televisivo via set-top-box. Ciò la distingue dunque da quella che chiamiamo broadband TV o web TV, dove il video viene scaricato (downloaded) o distribuito online in modalità streaming, senza alcuna necessità di un apparato di ricezione munito di accesso condizionato, il set top-box appunto.
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Beltel, Gennaio 2008
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IV Convegno di Studio La Svolta Digitale
17 luglio 2007 – Roma Federazione Nazionale della Stampa Corso Vittorio Emanuele II, 349 - Roma
Programma 14.30 Inizio dei lavori: Introduce: Franco Chiarenza, Vice Presidente, Fondazione Luigi Einaudi. Presiede: Franco Morganti, Presidente Advisory Board, ITMedia Consulting Interventi di: Marcello Clarich, Giurista, Università LUISS di Roma Franco Debenedetti, Editorialista Michele Grillo, Economista, Università Cattolica di Milano Stefano Mannoni, Commissario, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Antonio Sassano, Direttore Generale, Fondazione Ugo Bordoni 16.00 Presentazione del Rapporto Annuale “La Svolta Digitale”, Augusto Preta, ITMedia Consulting 16.30 Coffee break 16.45 Tavola rotonda: TV digitale e mercati orizzontali. I modelli di business Modera: Marco Mele, Il Sole 24 Ore Interventi di: Tullio Camiglieri, Sky Italia*; Piero De Chiara, Telecom Italia Media; Andrea Ambrogetti, Mediaset; Carlo Rognoni, Rai. 18:00 Le regole e il mercato Nicola D’Angelo, Commissario, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Antonio Pilati, Componente, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Luigi Vimercati, Sottosegretario, Ministero delle Comunicazioni 18.45 Conclusioni di Franco Chiarenza
*in attesa di conferma
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In uscita il 26 giugno il V° Rapporto Annuale di ITMedia Consulting
Turning Digital Mercati Orizzontali e Nuovi Modelli di Business
Il V Rapporto Annuale di ITMedia Consulting Turning Digital disponibile, in inglese, dal 26 giugno.
Come ogni anno, ITMedia traccia un bilancio del mercato televisivo europeo nell’anno appena concluso, e analizza le principali tendenze in atto.
- Nel 2006 il mercato televisivo in Europa Occidentale é cresciuto del 6.2% complessivamente, contro il +7.4% dell’anno precedente. Il mercato vale, a fine 2006, quasi €80 miliardi.
- La pubblicità conferma il trend dell’anno precedente, crescendo del 3.4%, poco più rispetto al 2005 ma perdendo importanza nel complesso dell’economia del settore, rispetto alla TV a pagamento.
- Quest’ultima si conferma driver di mercato, con un tasso di crescita del 12.7%, raggiungendo un valore di €29.5 miliardi. La penetrazione della pay TV è in continua crescita, e alla fine del 2006 il 30% delle abitazioni europee è abbonata a un servizio televisivo premium a pagamento.
- Tuttavia, i tradizionali operatori a pagamento, basati sul classico modello premium pay TV, stanno incontrando condizioni di mercato sempre più competitive, a causa della moltiplicazione delle piattaforme distributive, e in particolare per via del forte sviluppo di ricche offerte in chiaro via digitale terrestre e in seguito al lancio di numerosi servizi IPTV.
- La penetrazione della TV digitale avanza spedita:alla fine del 2006 vi erano quasi 68 milioni di abitazioni digitali in Europa Occidentali, più del 41%. L’Olanda ha completato lo switch in dicembre. Nuove piattaforme digitali, come il cavo digitale, l’ADSL, la fibra ottica, e perfino la TV mobile sono ormai pienamente operative. Alla fine del 2006 vi erano 6 servizi commerciali di TV mobile, con circa 450 000 abbonati complessivamente.
- La frammentazione dell’audience è un fenomeno sempre più evidente: gli ascolti multichannel, sebbene divisi tra un numero molto ampio di canali, sono in costante crescita, con effetti evidenti anche sul mercato pubblicitario. Anche internet è oggetto di sempre maggiori attenzioni da parte degli investitori. Secondo ITMedia Consulting, nel 2006, gli investimenti pubblicitari su internet in Europa Occidentale hanno raggiunto i €6 miliardi.
Leggi gli articoli pubblicati da Il Sole 24 Ore del 21 giugno e da Repubblica Affari & Finanza del 2 luglio sul Rapporto Annuale di ITMedia Consulting.
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ECONOMIA DEI CONTENUTI - L'industria dei media e la rivoluzione digitale
Vita e Pensiero 2007
Economia dei contenuti, il nuovo libro di Augusto Preta, edito da Vita e Pensiero, con prefazione di Enzo Cheli, verrà presentato a
Milano il 28 maggio alle ore 18 presso la Università Cattolica del Sacro Cuore Sala Negri da Oleggio, Largo Gemelli, 1
e il 5 giugno a Roma, alle ore 16.30 presso la Federazione Nazionale della Stampa Sala Walter Tobagi, corso Vittorio Emanuele II, 349
In questa occasione, ne discuteranno con l’autore:
Corrado Calabrò – Presidente, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Enzo Cheli – Università di Firenze
On. Paolo Gentiloni – Ministro delle Comunicazioni
Il libro è acquistabile direttamente sul sito di Vita e Pensiero www.vitaepensiero.it (recapito entro 48 ore senza spese di spedizione), oppure presso le seguenti librerie: a Roma, Feltrinelli di Torre Argentina e Melbook, via Nazionale 254-255. A Milano presso Egea, Hoepli e Cortina.
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Il nuovo rapporto di ITMedia: The Creative Industry: IPTV, Social Networks e User Generated Content
La rivoluzione nell’industria dei contenuti Il nuovo rapporto di ITMedia Consulting in uscita il 26 febbraio 2007
Grazie al processo di convergenza digitale e ai continui miglioramenti nella capacità e penetrazione della banda larga, tutti I tipi di contenuti stanno diventando disponibili, in servizi triple e quadruple play: TV, film, email, sport, web, accessibili, spesso su più terminali, anche in mobilità. La convergenza delle piattaforme media e l’approccio pro-attivo degli utenti per i contenuti ci stanno guidando verso la personal media revolution, centrata sulla disintermediazione della catena del valore, nella quale il consumatore diventa a un tempo editore e utente. È’ la creative industry. D’altro canto, altri contenuti a banda larga, come l’IPTV contribuiscono allo sviluppo di questo processo. Il peso dell’IPTV nell’economia del settore sta crescendo, ITMedia Consulting prevede che nel 2010 varrà €2.6 miliardi, rappresentando il 12% del mercato europeo della pay TV. Nell'IPTV la componente on demand – VOD - crescerà più rapidamente rispetto al modello pay TV – premium – classico:. nel 2010 ci sarà il sorpasso. Anche il Free VOD, il VOD finanziato dalla pubblicità, crescerà a ritmi decisi, toccando €320 milioni nel 2010. Lo user generated content, UGC, espressione più avanzata dalla creative industry, ha prospettive economiche ancora più favorevoli. La discontinuità tecnologica di internet favorisce il successo delle piattaforme di social broadcasting e social networks, finanziate principalmente dalla pubblicità.
ITMedia Consulting prevede che il mercato dello UGC crescerà più rapidamente della stessa internet e dell’IPTV: alla fine del 2010, in Europa, supererà €2 miliardi, pari al 18% del mercato pubblicitario internet in Europa, e al 35% del mercato mondiale dello user generated content. Il crescente coinvolgimento degli operatori tradizionali in questo mercato tanto dinamico pone una nuova sfida al settore dei media e dell’intrattenimento. Gli attori avvertono il rischio della disintermediazione, e solo coloro che riusciranno a integrare con successo nel proprio business model le nuove istanze di mercato, user generated content e premium content, avranno tradotto il rischio in opportunità, traendone beneficio.
THE CREATIVE INDUSTRY: IPTV, USER GENERATED CONTENT AND SOCIAL NETWORKS
Il nuovo Rapporto di ITMedia Consulting, in uscita il 26 febbraio 2007.
Non perdere questa opportunità per saperne di più sul mondo che cambia Disponibile solo in inglese.
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NOVITA'! Il valore delle telecomunicazioni
Un nuovo pacchetto di liberalizzazioni per sostenere l’innovazione nelle telecom
La liberalizzazione del mercato sta producendo i risultati positivi attesi: una forte accelerazione del ciclo digitale d’innovazione dell’intero settore che ha reso obsoleta buona parte degli asset
di rete, fissa e mobile e le piattaforme televisive analogiche. La vera questione è come trasferirne i benefici a valle: ai consumatori, alle imprese e alla pubblica amministrazione.
Il settore sta rapidamente diventando una low cost industry, con alti volumi di prodotti e servizi standard, tutti basati su IP. È inevitabile che i margini dei servizi finali agli utenti si allineino a quelli di un’industria globale, aperta e competitiva. Altra cosa sono quelli derivanti dall’acceso e uso delle infrastrutture di rete che rimarranno probabilmente ai livelli attuali.
Tutti gli operatori, ex incumbent o nuovi entranti, sono oggi costretti ad impegnarsi in una difficile strategia di revenue recovery per compensare la riduzione dei ricavi dei tradizionali servizi di fonia e dati. L’adozione delle tecnologie ADSL, che sfruttando l’esistente catena impiantistica del rame sono poco costose e rapide da installare, ha dato risultati incoraggianti per i ricavi da accesso a banda larga, ma piuttosto negativi su quelli da nuovi servizi e da distribuzione a pagamento di contenuti premium e IP-TV, specie dove non esiste la TV via cavo. Ciò dimostra che, con le attuali distinte architetture di rete, l’integrazione dei servizi (il cosiddetto triple paly) è difficile da fare, costa molti soldi e i benefici per il consumatore non sono immediatamente evidenti.
In questo conteso la scelta della fibra in acceso e l’unificazione dei sistemi di raccolta, trasporto e controllo del traffico fisso mobile e dati in un’unica rete multi servizi di nuova generazione (NGN) non è più una scelta opzionale. Essa è la condizione per aumentare l’efficienza e ridurre i costi operativi di gestione dell’integrazione dei singoli servizi, oggi offerti sul mercato mondiale da nuovi soggetti molto efficienti e network independent.
Nel breve, lo sviluppo delle NGN ha implicazioni complesse. Se l’NGN consente di risparmiare sui costi operativi futuri, la sua realizzazione aumenta gli investimenti e comprime i ricavi, visto che l’integrazione dei servizi finisce per livellarne i prezzi e i margini. Il primo a farne le spese è stato il settore della telefonia mobile (calo dei ricavi da terminazione in primis). Ciò rende più critico il finanziamento delle NGN che richiedono investimenti aggiuntivi, rispetto ai vecchi piani industriali, dell’ordine dei 7/900 euro per residenza collegata. Nella sola EU a 15 servirebbero fra i 70 e i 90 miliardi di Euro da investire nei prossimi 2 – 5 anni. Una cifra analoga a quella investita nel 2000 sulle frequenze UMTS. Nessuna impresa è oggi in grado di affrontare da sola, a regole vigenti, un tale rischio.
Tutti i paesi OCSE stanno cercando una soluzione per questo problema. Per l’Europa l’ideale sarebbe una soluzione comunitaria, in subordine una nazionale, ma ampiamente condivisa dal mercato e dagli stake-holders. Dal dibattito che vi è stato fino ad oggi in Italia, emergono quattro indicazioni di lavoro:
1. Non ci si deve far tentare da false soluzioni stataliste. Non può che essere il mercato a decidere sugli investimenti nelle nuove reti e come remunerarne costi e rischi. Per questo è fondamentale che resti sempre aperto all’ingresso di nuovi eventuali operatori più efficienti, anche in uno o più dei suoi sotto segmenti. Purché resti aperto, il mercato deve essere libero di trovare il suo assetto più efficiente in termini di livelli di concentrazione degli operatori, di disintermediazione della catena del valore e di modalità di sfruttamento delle risorse scarse attualmente utilizzate. Chiudere il mercato con i soli operatori oggi esistenti sarebbe come voler resistere all’innovazione tecnologica.
2. Occorre creare un quadro semplificato e coerente di convenienze affinché tutto questo avvenga rapidamente e bene. Prioritario è l’allargamento dei diritti della domanda finale di servizi. Finora si è lavorato poco su questo versante, molto sui giusti diritti degli operatori nuovi entranti. La remunerazione degli investimenti in NGN può venire solo dalla crescita qualitativa e quantitativa della domanda, come fu con il GSM verso il TACS. Per questo è necessario liberarne le potenzialità riconoscendole maggiori diritti, ad esempio, a beneficiare: della piena interoperabilità di tutti i sistemi e piattaforme di gestione, accesso e pagamento dei servizi e contenuti; dei numeri personali assegnati direttamente anche agli utenti e non più solo agli operatori; dei servizi di accesso a banda larga “service agnostic”…. Le innovazioni di marketing, come il flat rate, (prezzo fisso a prescindere dalla quantità consumata) hanno forse “fidelizzato” i clienti, ma non hanno: né dato maggior potere agli utenti dei servizi, né creato dei ricavi aggiuntivi, né ricostruito i flussi di ricavi necessari per finanziare gli investimenti nelle NGN.
3. Le regole devono essere rimesse in sintonia con il mercato. Non è vero che la regolamentazione del settore sia adeguata e che i problemi esistano solo a livello della vigilanza e della capacità di fare rispettare le norme. I recenti episodi di blocco amministrativo delle due innovative offerte di servizi fisso-mobili rispettivamente di Telecom Italia e di Vodafone, dimostrano che la regolamentazione ha pericolosamente ingessato il mercato, impedendogli di premiare la soluzione innovativa più efficiente.
4. Le nuove tecnologie della Banda Larga, separando la rete dai servizi, rendono possibile avere in roaming anche i servizi di rete fissa. Ciò consentirebbe nuove economie di scala se alcune piattaforme di servizi, come quella congiunta della VOIP e Accesso Broad Band, fossero riconosciute come mercati transeuropei.
Servono nuove misure legislative di liberalizzazione che modifichino il “Codice delle comunicazioni elettroniche” del 2003, in materia di: diritti del consumatore, servizio universale, autorizzazioni e licenze, frequenze, numerazione, sicurezza delle comunicazioni, ricomposizione delle competenze. Diversamente, il patrimonio comune (le reti di vecchia generazione) fin qui accumulato, verrà inesorabilmente bruciato senza possibilità di reintegro.
Andrea Camanzi, Nova, 4 gennaio 2007
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Camanzi, Clarich e Kostoris nell'Advisory Board di ITMedia Consulting
la società si consolida e si rafforza per affrontare le sfide della convergenza
ITMedia Consulting, società di ricerca e consulenza, leader nel campo dei contenuti e della convergenza fra media, internet e telecomunicazioni, espande le proprie attività e si arricchisce di nuove elevate competenze.
Andrea Camanzi, Marcello Clarich e Fiorella Kostoris vanno ad accrescere il supporto strategico della società, rappresentato dall’Advisory Board, presieduto da Franco Morganti e composto da personalità di grande prestigio, come Enzo Cheli, Emmanuel Gout, Michele Grillo, Antonio Sassano, Peter Alexiadis, Henri Pigeat.
All’atto dell’insediamento, Fiorella Kostoris ha affermato:” Accetto con entusiasmo di collaborare con ITMedia Consulting, insieme ad autorevoli colleghi come Andrea Camanzi, Marcello Clarich e tutto l’Advisory Board, in un settore, quello delle comunicazioni, di notevole importanza nell’economia globale”
Il Presidente Franco Morganti ha osservato come “l’ingresso di queste importanti personalità offra a ITMedia la possibilità di crescere ancora, acquisendo e consolidando quelle competenze e quel profilo internazionale che costituiscono risorse professionali indispensabili in un settore così fortemente esposto alla concorrenza sui mercati globali”.
“ITMedia Consulting infatti è ormai una società dal forte profilo internazionale - afferma Augusto Preta, Direttore Generale – con oltre un terzo dei propri ricavi derivanti da attività all’estero, in particolare in Francia, dove opera un noto e apprezzato manager come Albino Pedroia. Con queste nuove accresciute competenze, ITMedia Consulting diventa un punto di riferimento sempre più importante sia per le imprese del settore, sia per i Governi e le Autorità, chiamati a operare in un mercato complesso come quello della convergenza. Di fronte ai profondi cambiamenti delle strategie industriali e alla discontinuità tecnologica in atto, è quanto mai necessario che i mercati restino aperti e competitivi in modo da garantire alla industria italiana ed europea di continuare a giocare un ruolo da protagonista sui mercati globali.”
Roma, 22 novembre 2006
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Nella sezione documenti di Prima online: Analisi economica del Disegno di legge Gentiloni
L'impatto sul mercato televisivo in Italia
Realizzzato da ITMedia Consulting
ITMedia consulting pubblica l'Analisi Economica del Disegno di Legge Gentiloni: L'impatto sul mercato televisivo in Italia. Il documento é stato pubblicato nella sezione Documenti di Primaonline.it
In particolare, nel documento di ITMedia Consulting, viene analizzato il mercato delle pubblicità, che rappresenta uno dei due aspetti chiave del progetto di riforma (l'altro sono le frequenze). Lo studio intende favorire una riflessione meditata su regole e mercato, basata su elementi di fatto, messi a disposizione degli operatori del settore.
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Nuovo Rapporto ITMedia sul mercato tv 2006-2008. Leggi le anticipazioni
Sarà disponibile dal 3 ottobre il nuovo rapporto di ITMedia Consulting "Il Mercato Televisivo in ITalia 2006-2008: Analisi e Prospettive", che é già possibile ordinare scaricando il modulo da questa pagina.
Lunedì 18 settembre, Affari e Finanza di Repubblica ha pubblicato un'intervista ad Augusto Preta, che ne anticipa alcuni risultati.
Giro di boa per la TV nel 2007:il digitale supererà l’analogico.
Augusto Preta, Direttore Generale di ITMedia Consulting: “è un risultato importante perché permette di abbattere una grossa barriera all’ingresso di nuovi operatori sul mercato” "La lunga rincorsa è ormai finita: il prossimo anno, il 2007, sarà l’anno del sorpasso. Le case degli italiani dotate di televisione digitale avranno finalmente superato quelle in cui i contenuti media arrivano attraverso la sola vecchia tv analogica". Augusto Preta, uno dei più attenti analizzatori degli scenari dei media digitali sta chiudendo l’ultimo rapporto realizzato da ITMedia, il centro studi che dirige, su “Mercato televisivo in Italia 2006-2008” e i dati che ha raccolto, analizzato ed elaborato danno questo responso definitivo: la tv italiana ha ormai girato la boa, il digitale si è affermato, ma ora si tratta di capire che tipo di mercato gli operatori protagonisti stanno puntando a costruire attorno alle nuove potenzialità offerte da questa svolta tecnologica.
Che cosa vuol dire esattamente questo sorpasso?
"E’ un risultato importante perché supera una prima grossa barriera all’ingresso di nuovi operatori sul mercato tv: sapere che oltre la metà delle case italiane sono raggiungibili da diverse tipologie di nuovi canali digitali significa che c’è un nuovo mercato potenziale. Certo è che questo è solo l’inizio. Intanto però noi stimiamo che a fine 2008 la percentuale di case italiane ‘passate’ in digitale sarà giunta al 60%".
Come si stanno sviluppando le diverse piattaforme?
"In modo disuguale. Anzi, proprio a questo proposito è da registrare un altro ‘sorpasso’ che si verificherà nel corso del prossimo anno: quello del digitale terrestre sul satellite. E in effetti è proprio grazie al digitale terrestre che la digitalizzazione sta facendo i maggiori passi. Secondo i nostri dati a fine 2006 il digitale terrestre avrà una penetrazione, nel senso delle case in cui è presente, vicina al 20%; il satellite è al 21,1%. Però il Dtt continua a crescere, anche se a livelli meno rilevanti che in passato, mentreil satellite no. O almeno molto poco. Per il 2008 prevediamo che la quota di mercato del Dtt sarà arrivata al 34,1%; quella del satellite sarà ancora cresciuta, ma solo di uno 0,7%, fino a quota 21,8%".
Il satellite ha dunque raggiunto un ‘tetto’?
"Sembrerebbe di sì, a meno di non cambiare il proprio modello di business. D’altra parte la diffusione di questa piattaforma è stata sin qui legata alla sottoscrizione di abbonamenti di pay-tv. E da questo punto di vista il fatto di crescere comunque di 300 mila nuovi abbonati l’anno è da considerarsi un ottimo risultato".
A fronte del quale però il Dtt cresce molto di più.
"Sì, ma è un risultato che va letto a più livelli. Crescerà il numero dei decoder del digitale terrestre installati nelle case delle famiglie italiane, grazie alla maggiore offerta in chiaro, ma il numero degli utenti a pagamento (della pay-per-view), quelli che comprano le schede prepagate e poi acquistano partite o altri contenuti, stimabile in circa il 60% del totale dei decoder non incide in maniera decisiva sulla struttura dei ricavi della pay TV, che vede Sky Italia in posizione ampiamente dominante (oltre l’80% del mercato nel 2008), e terzo attore del mercato televisivo, con quote vicine al 30%".
Perché il Dtt non riesce a ‘sfondare’?
"Si possono fare diverse ipotesi. Le due più consistenti riguardano la copertura ma soprattutto alla quantità e qualità dei contenuti disponibili. Il numero dei canali è indiscutibilmente maggiore nel satellite. E quanto ai contenuti premium, nel Dtt c’è di fatto solo il calcio. Qualche film e qualche evento evidentemente, nella percezione dei consumatori, non sono competitivi con tutti i canali tematici che arrivano sul televisore di casa attraverso la parabola. E nemmeno la differenza di prezzo e il vantaggio della scheda prepagata e del costo a consumo reale rispetto all’abbonamento evidentemente hanno finora chiuso questo gap".
Però le vostre analisi ne postulano una crescita nei prossimi due anni.
"Sì, per due ragioni. La prima é che noi abbiamo ponderato nelle nostre previsioni l'impatto di quanto i maggiori protagonisti si sono impegnati a fare in termini di creazione di nuovi cnaali. In particolare la Rai, che dovrebbe finalmente entrare in scena nel digitale terrestre, portando nuovi attraenti cnalai in chiaro, senza i quali l'ananlogico no si riuscirà mai a spegnere".
Tutto questo cosa vuol dire in termini di risorse e di operatori?
"Il tema è un po’ più complesso di quanto a volte schematicamente immaginato: i ricavi da pay-tv, che stanno crescendo, e adesso valgono un terzo del totale, hanno consentito la nascita di un terzo soggetto forte come Sky, che continuerà a dominare nel mercato a pagamento. In quello in chiaro, nonostante le opportunità derivanti dall’offerta multicanale gratuita del Dtt, la presenza di forti operatori integrati verticalmente potrebbe ridurre drasticamente le opportunità per nuovi entranti. Se non si interviene in questo snodo fondamentale, noi riteniamo che che la struttura del mercato pubblicitarionon cambierà molto nel passaggio dall’analogico al digitale: la somma di Rai e Mediaset passerà dall’89% del 2006 all’87% del 2008".
In questo scenario come andranno ad inserirsi le altre due piattaforme che completano il quadro della tv digitale, l’Iptv e la tv mobile?
"La tv mobile avrà una indubbia crescita in termini di utenti, ma potrà contare su un arpu medio basso, intorno ai 60 euro l’anno. L’Iptv ha davvero grandi potenzialità, ma molto dipenderà dalla intensità degli investimenti sull’infrastruttura e soprattutto dalla necessità di precisare meglio il proprio modello di business, in particolare per quanto riguarda la parte più specifica e attraente dell’offerta: i servizi on demand.. In ogni caso questi nuovi operatori dovranno confrontarsi (cercando magari alleanze) con concorrenti forti e capaci, in uno dei mercati più dinamici e innovativi esistenti, che varrà 9 miliardi nel 2008 e viaggerà a un tasso annuo di crescita di oltre il 7%".
Repubblica Affari & Finanza, 18 settembre 2006
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Disponibile la presentazione di Augusto Preta al Convegno La Svolta Digitale
Il Rapporto Annuale di ITMedia 2006 - La Svolta Digitale é stato presentato martedì 20 giugno a Roma, in occasione del Convegno organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi in collaborazione con ITMedia Consulting, ed alla presenza del Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, del Presidente delle Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, nonché dei professori Enzo Cheli, Marcello Clarich, Fiorella Kostoris, e dei rappresentanti dei maggiori operatori a livello nazionale.
E' ora disponibile la relazione presentata da Augusto Preta, Direttore Generale di ITMedia Consulting.
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Convegno La Svolta Digitale - 20 giugno 2006
SVOLTA DIGITALE
III Convegno di Studio
20 giugno 2006 – Roma Palazzo Marini, Sala delle Conferenze Via del Pozzetto 158
Programma
9.15 Inizio dei lavori: Presiede Valerio Zanone, Presidente Fondazione Luigi Einaudi. Intervento di apertura: Antonio Catricalà, Presidente, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
9.45 Presentazione del Rapporto Annuale “La Svolta Digitale”, Augusto Preta, ITMedia Consulting
10.15 Interventi di Enzo Cheli, Marcello Clarich e Fiorella Kostoris
11.00 Intervento di Corrado Calabrò, Presidente Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Tavola rotonda: Verso la fine del Duopolio?
Moderatore: Marco Mele, Il Sole 24 Ore Partecipano: Rai, Mediaset, Sky Italia, Telecom Italia Media Sono previsti interventi di DGTVi, Fondazione Bordoni, 3 Italia, Tiscali, Fastweb, Vodafone, Wind. 13.00 Conclude: Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni* * da confermare
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Disponibile executive summary del IV Rapporto Annuale di ITMedia Consulting
IV° rapporto annuale di ITMedia Consulting
Turning Digital: towards a Multiplatform Environment
8 maggio 2006
Un documento fondamentale per capire cosa é successo e cosa succedera nel mondo della TV digitale e dei contenuti. Sono già disponibili alcune anticipazioni. Scarica l'Executive Summary con l'indice dei contenuti Per conoscere le condizioni di acquisto, visita la sezione Prodotti Multiclient oppure scrivici Chiunque prenoti una copia del Rapporto Annuale entro il 21 aprile 2006 potrà usufruire di uno sconto del 5%
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Disponibili gli interventi dell'Advisory Board al convegno Talenti, creatività a reti
Sono disponibili i testi degli interventi presentati dai membri dell'Advisory Board di ITMedia Consulting al Convegno svoltosi il 14 marzo 2006
Talenti, Creatività e Reti: dove ci porta la Convergenza?
Il testo dell'intervento di Augusto Preta: Talenti, Creatività e Reti: Dove ci porta la Convergenza? é compreso nella Library di ITMedia Consulting ed é accessibile a quanti abbiano sottoscritto il servizio ITMedia Pacchetto Premium.
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Convegno "Talenti, creatività e reti: dove ci porta la convergenza?
Alla presenza del Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Corrado Calabrò si terrà a Roma il prossimo 14 marzo il convegno
Talenti, creatività e reti: dove ci porta la convergenza?
E’ questa la prima uscita pubblica di ITMedia Consulting, la nuova società di ricerca e consulenza sui media digitali e la convergenza, diretta da Augusto Preta.
Nel corso dell’incontro verranno analizzati gli aspetti più rilevanti in tema di diritti, contenuti e convergenza, dai quali si trarrà spunto per un dibattito, condotto da Massimo Mucchetti del Corriere della Sera, che coinvolgerà operatori e regolatori, e volto a verificare l’evoluzione e le prospettive future di questo settore strategico a livello internazionale.
Hanno già assicurato la loro presenza i rappresentanti dei principali operatori nazionali del settore, tra i quali Claudio Petruccioli, Tommaso Pompei e Corrado Sciolla.
Il Convegno si terrà a Roma, il 14 marzo 2006, dalle ore 9.30 a Palazzo Marino, Sala delle Colonne, via Poli 19
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La nascita di ITMedia Consulting
La nascita di ITMedia Consulting ha avuto ampia eco sulla stampa:
"Uso delle frequenze; diritti d'accesso; rapporto tra innovazione, concorrenza e pluralismo: sono questi i temi che oggi stanno più a cuore di Enzo Cheli. L'ex giudice della Corte Costituzionale ... ha le idee chiare su come rilanciare l'innovazione e sbloccare il mercato della comunicazione. Ci sta lavorando con altri esperti di comunicazioni, tra cui Franco Morganti, Emmanuel Gout, Michele Grillo e Antonio Sassano, ed é entrato nell'Advisory Board di ITMedia Consulting di Augusto Preta"
Corriere Economia, 23 gennaio 2006
"Punte di eccellenza come Franco Morganti ed Enzo Cheli scendono in pista a Italmedia, la società di Augusto Preta che muta veste e assume una caratura internazionale. Completamente riorganizzata, la società cambia nome in ITMedia Consulting, acronimo che sta per International Technology. ITMedia Consulting si dota inoltre di un presidio internazionale a Parigi, con il coinvolgimento di Albino Pedroia... Pedroia vanta un'esperienza di prim'ordine nel mondo dei media, per essere stato il responsabile delle strategie di sviluppo di Havas, ... e per aver seguito successivamente lo sviluppo internazionale della pay TV francese e tutte le vicende antitrust connesse alle fusioni italiane e spagnole"
Prima Comunicazione, febbraio 2006
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Nasce ITMedia Consulting. Dove i contenuti incontrano la convergenza
Con l’inizio del 2006, Italmedia Consulting, la società fondata e diretta da Augusto Preta, cambia veste e consolida i propri obiettivi in ambito europeo. Si è costituita infatti oggi ITMedia Consulting Srl, società di ricerca e consulenza, operante nel campo dei nuovi media, della radio e della TV digitale, dei contenuti e della convergenza fra internet, telecomunicazioni e media. La sede resta in via Collina 24 a Roma, ma viene rafforzato il presidio internazionale, in particolare a Parigi e Bruxelles, con Albino Pedroia, già Direttore delle Relazioni Istituzionali di Canal +, che assume la qualifica di Managing Senior Consultant e che dirigerà le attività internazionali.
Il supporto strategico a ITMedia Consulting si arricchisce inoltre con l’istituzione di un Advisory Board, presieduto da Franco Morganti e composto da personalità di prestigio e chiara fama, sia in ambito nazionale che internazionale, come Peter Alexiadis, Enzo Cheli, Emmanuel Gout, Michele Grillo, Jean Claude Paris, Henri Pigeat e Antonio Sassano.
All’atto dell’insediamento, Enzo Cheli ha rilevato che “ ancora oggi manca un vero e proprio diritto dell’accesso ed è pertanto necessario poter disporre di uno statuto della comunicazione, che venga a colmare una lacuna costituzionale che si è manifestata, in particolare con l’avvento del digitale”.
Franco Morganti ha osservato che “nella convergenza fra TV e telecomunicazioni si aprono nuove sfide e si affacciano diversi modelli di business, non tutti destinati a sopravvivere all’impatto della concorrenza”.
“Proprio per rispondere a queste crescenti domande - afferma Augusto Preta, Amministratore unico - ITMedia costituirà, grazie al forte profilo internazionale e alle accresciute competenze, un punto di riferimento sempre più importante sia per le imprese del settore, alla ricerca di un loro posizionamento strategico più efficace o alle prese con problemi di economia della regolamentazione, sia per le stesse Autorità e per i legislatori, chiamati a formulare le nuove leggi che dovranno necessariamente regolare il confine fra settori contigui e interdipendenti. La centralità di questi temi per il futuro dell’industria delle comunicazioni – vedi le ultime vicende su diritti sportivi, digitale terrestre, frequenze e TV mobile – è sotto gli occhi di tutti”.
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Novità! il nuovo Rapporto MOBILE TV: Time for a Choice in uscita il 12 dicembre 2005
Italmedia Consulting ha il piacere di comunicare l’uscita del Rapporto
MOBILE TV: Time for a Choice
Un appuntamento da non perdere per chi opera e decide nel settore dei contenuti digitali e della convegenza.
Per ulteriori informazioni, visita il sito alla sezione Prodotti oppure scarica il modulo d'ordine.
Da questa pagina puoi anche accedere alla rassegna stampa dedicata al Rapporto di Italmedia Consulting.
Info@itmedia-consulting.com
Un po' di cautela sulla Mobile TV - Prima Comunicazione dic. 2005 Repubblica Affari&Finanza - 5 dic. 2005
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Novità: leggi l'intervento del prof. Cheli al Convegno "La svolta digitale"
E' disponibile il testo del discorso tenuto dal prof. Enzo Cheli, già Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, in apertura dei lavori del II Convengo di Studio "La Svolta Digitale: Competizione tra Piattaforme", svoltosi a Roma il 14 giugno scorso.
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Grande successo del convegno "La svolta digitale, competizione tra piattaforme"
Si é svolto con gran successo il II convegno di studio organizzato da Italmedia Consulting in collaborazione con la Fondazione Einaudi, sul tema: La Svolta Digitale - Competizione tra Piattaforme. L'evento é stato recensito dalle principali testate ed agenzie. Qui di seguito alcuni commenti riportati dalla stampa: "LA CONCORRENZA TRA PIATTAFORME é la nuova frontiera che sta animando il mercato televisivo. C'é la piattaforma analogica, destinata però a scomparire, ma soprattutto ci sono la piattaforma satellitare, quella digitale terrestre e quella del cavo, che poi significa la banda larga. E' soprattutto fra queste tre ultime, che in parte rappresentano già il presente, ma che soprattutto domineranno il prossimo futuro, che si sta scatenando la concorrenza per accaparrarsi il favore dei consumatori o utenti televisivi che dir si voglia. Di questo si é parlato ieri mattina a Roma, in un convegno promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi. Nell'occasione Italmedia Consulting ha presentato il terzo rapporto sul mercato della TV digitale, analizzando quanto é successo nel 2004."
"- La verità é che se Sky non avesse comprato i diritti sui mondiali di calcio, i mondiali in Italia non si sarebbero visti - Tullio Camiglieri, direttore della Comunicazione di Sky, parte all'attacco della Rai durante il convegno La Svolta Digitale, organizzato a Roma dalla Fondazione Luigi Einaudi e da Italmedia Consulting. "Ora, prosegue, la Rai vuole fare pagare le partite sul digitale terrestre. Ma la pay TV é servizio pubblico? Contro Sky c'é stata una levata di scudi, ma noi abbiamo acquisito solo un diritto residuale su quelle partite per la trasmissione via satellite"
ANSA, 14 giugno 2005
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Presentazione Rapporto Annuale - Leggi il programma
II° CONVEGNO di studio LA SVOLTA DIGITALE
Martedì 14 giugno 2005
Federazione Nazionale della Stampa Italiana Corso Vittorio Emanuele II, 349 - Roma
- LA COMPETIZIONE TRA PIATTAFORME –
Programma
9.00 Inizio dei lavori: introduce Valerio Zanone, Presidente Fondazione Luigi Einaudi.
9.15 Intervento di apertura: Enzo Cheli, Past President, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
9.30 Presentazione del Rapporto Annuale “La Svolta Digitale”, Augusto Preta, Italmedia Consulting
9.45 Intervento dell’on. Paolo Romani, Sottosegretario al Ministero delle Comunicazioni
10.00 Tavola rotonda: L’evoluzione del mercato televisivo (Presiede Marco Mele, Il Sole 24Ore). Partecipano: Claudio Petruccioli* (Comm. Parl. Vigil.), Paolo Vigevano (Ministero dell’Innovazione), Tullio Camiglieri (Sky Italia), Flavio Cattaneo* (RAI), Mediaset*, Riccardo Perissich* (Telecom Italia Media), Filippo Rebecchini (FRT), Marco Rossignoli (Aeranti Corallo)
Conclude: Antonio Pilati, Componente, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
11.30 Coffee break
11.45 Tavola rotonda: Le nuove piattaforme digitali (Presiede Augusto Preta). Partecipano: Giovanni Moglia (Fastweb), Davide Bennato (Fond. Einaudi), Antongiulio Lombardi (H3G), Federico Di Chio* (Mediaset), Piero De Chiara (Telecom Italia), Innocenzo Genna (Tiscali), Paolo Di Domenico (Vodafone), Laura Rovizzi (Wind). Conclude: Giancarlo Innocenzi, Commissario, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
13.30 Conclusioni: Franco Chiarenza, Fondazione Luigi Einaudi
* Da confermare
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E' uscito il terzo rapporto annuale
Dopo i primi segnali di ripresa, nel 2003, quando il fatturato del settore era cresciuto del 3%, sembra proprio che il mercato abbia ripreso l’antico vigore. Nel 2004, le entrate del mercato televisivo sono cresciute del 6% complessivamente, per un ammontare di poco superiore a €74 mld. Un incremento decisamente superiore al tasso d’inflazione della zona euro, cioè il 2.4%.
La Svolta Digitale - La Competizione tra Piatatforme, un appuntamento da non perdere per chi opera e decide nel settore dei media e dei contenuti digitali.
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