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2010
Ma per i nuovi biz model è cruciale la banda larga

Preta, ITMedia Consulting: "Prossima sfida l'OTT"

Per Augusto Preta, fondatore e direttore di ITMedia Consulting, il 2009 è "l'anno in cui emergono nel mercato tv dei macrofenomeni nuovi, che lo differenziano dagli anni precedenti e ridefiniscono il futuro della televisione". Per esempio, analizzando la pay tv "anche se in media i suoi ricavi in Europa hanno superato quelli della pubblicità, il settore è molto più forte nei paesi del Nord, dove è ben sviluppato il cavo, mentre in nazioni come l'Italia, dove pesano di più le emittenti terrestri e via satellite, la pubblicità continua a fattutare più della tv a pagamento. Inoltre, all'interno della pay tv, la pay per view non è più marginale grazie all'offerta del digitale terrestre".

Corriere Comunicazioni, 19 Luglio 2010
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Canone rai legato all'utenza elettrica

Un sistema per massimizzare il recupero dell'evazione sul canone Rai, la razionalizzazione dei canali sul digitale terrestre e l'avvio di un progetto economico-finanziario per lo sviluppo di banda larga e nuove reti. E' questo il tabellino di marcia annunciato ieri da Paolo Romani, viceministro dello Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, a conclusione del convegno "La Svolta Digitale", organizzato a Roma da ITMedia Consulting e Fondazione Einaudi.

Sole24Ore, 15 Luglio 2010
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Pay TV overtakes advertising as main revenue source

Pay-television has finally overtaken advertising as the main revenue stream in the European television sector, satellite has given way to digital-terrestrial television as the biggest digital-television distribution platform and IPTV operators are struggling to generate sustainable levels of subscriber revenues.


These are among the conclusions from Italian consultancy ITMedia Consulting’s eighth annual report on the European television industry,which was published this week.

The report also highlights the emergence of hybrid broadcast-broadband television and argues that pay-television operators need to develop coherent “three screen” strategies – for broadcast, online and mobile distribution – if they are to prosper in a “highly aggressive” environment.

New Media Markets, 24 Giugno 2010
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Piccole web tv crescono Ma in Italia c' è meno concorrenza

Cube e Cubo Manca la terza forza: le emittenti via cavo come in America

Web tv è la tivù via Internet che si guarda sul pc, tipo YouTube. Iptv è la tivù via Internet che si guarda sul televisore, tipo Alice. Con l' eccezione francese, fino ad oggi web tv e Iptv sono state un gioco per pochi. Adesso però qualcosa sta cambiando. La televisione generalista è ancora la regina, però non cresce più; crescono invece altre forme di consumo televisivo di origine Internet. Che corrispondono alle nuove esigenze del pubblico, prima tra tutte quella di vedere (o rivedere) i programmi con la massima libertà. All' inizio queste esigenze riguardavano soltanto il pubblico più giovane, oggi non più. Nasce così la necessità di trasportare la tivù via Internet dal pc al televisore, l' oggetto più amato dagli italiani, creando la cosiddetta tivù «over the top». In pratica la doppia possibilità di vedere i canali tradizionali e di scaricare da Internet i programmi preferiti, in downloading o in streaming. ITMedia Consulting prevede che entrambe queste modalità aumenteranno di quattro volte da qui al 2013. E mentre Mediaset sbarca nella web tv con il progetto Cube (catalogo di film a pagamento e possibilità di registrare i programmi, come con Alice Tv), Telecom Italia mette a punto il suo Cubovision, che concentra sul televisore i siti come YouTube e i video girati in famiglia. Cube contro Cubo. La tecnologia digitale, insomma, ridisegna i confini della concorrenza tra i vecchi e i nuovi protagonisti, che si contendono i clienti e la pubblicità. Lo stesso accade anche in America, dove tutto è cominciato prima. Con siti di successo come Hulu, specializzati nel downloading a pagamento, e dove sta per partire il progetto Google Tv. La differenza qual è? Che negli Stati Uniti, oltre agli operatori telefonici e ai colossi Internet, c' è una terza forza molto potente: le tivù via cavo. In Italia questo soggetto manca, o meglio si è voluto che mancasse. A scapito della concorrenza e degli utenti, cioè di tutti noi.

Corriere.it, 20 Marzo 2010
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Il futuro degli audiovisivi è in rete

Quale il futuro dei media audivisivi? A dare una risposta al quesito, il rapporto ItMedia Consulting facente riferimento alla situazione del Vecchio Continente. L’analisi evidenzia come internet sia destinato a condizionare prepotentemente l’industria dei contenuti audiovisivi. ITMedia Consulting prevede che in Europa Occidentale i ricavi totali generali dai servizi di video online cresceranno da 737 milioni euro nel 2009 a 2,7 miliardi euro nel 2013 ad un tasso annuale del 39%.
Due casi di successo in questo contesto, fa notare ITMedia, sono Hulu, il portale lanciato da NBC Universal, Fox Entertainment Group e ABC, e l’iPlayer, la catch-up TV della BBC. Il primo offre sia su pc sia su tv o streaming di video supportati da pubblicità di show televisivi e film. Il secondo propone in streaming e in download i programmi trasmessi su tutti i canali della BBC. ITMedia sottolinea come piattaforme di questo tipo garantiscano una maggiore targhetizzazione degli utenti e impongano ai broadcaster una competizione più serrata.

Quomedia.diesis.it, 18 Marzo 2010
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Western Europe online video 'will post €2.7 billion revenues in 2013'
Revenues from online video in Western Europe will grow from €737 million (US$1 billion) in 2009 to €2.7 billion in 2013, at a compound annual growth rate of 39%, according to a report fron Italian media consultancy ITMedia Consulting.
The report, Content on the Net: Video Streaming & Downloading, argues that total advertising revenues on online-video services was €276 million last year and predicts that, fueled by the launch of online video-on-demand services in 2010, this will rise to €1.6 billion by the end of 2013 (see fig. 1). Last year, online video advertising accounted for only 2% of total Internet advertising revenues, but ITMedia forecasts that within four years it will account for 8.5% (see fig. 2).

New Media Markets, 11 Marzo 2010
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Italy restricts advertising on Sky Italia
The Italian government rubber-stamped a decree on Monday that will force satcaster Sky Italia, a key rival to the Mediaset broadcast group owned by Prime Minister Silvio Berlusconi, to reduce the amount of advertising it broadcasts.
By 2012, the maximum proportion of broadcast time allowed for spots will fall from 18% to 12%, according to the decree.
Analysts say the rule will hit Rupert Murdoch's Sky Italia harder than its main pay-TV competitor; Mediaset's Premium Gallery service does not carry more than 12% advertising at any time of the day as yet.
[...] One leading analyst, Augusto Preta of Rome-based IT-Media Consulting, predicted however, that in the medium term, Sky Italia looked likely to maintain its dominance of the Italian pay TV sector.

Variety, 1 Marzo 2010
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Contenuti online: Streaming & Downloading, il futuro dei media è su Internet

Di Augusto Preta

La rapida espansione di Internet, dovuta a una maggiore disponibilità di banda, assieme ad una fruizione sempre più massiccia dei servizi video su web, sta portando gli operatori tradizionali a guardare al web come a un’interessante opportunità di ricavi.
Le previsioni sono incoraggianti: ITMedia Consulting ritiene che in Europa Occidentale i ricavi totali generati dai servizi di video online cresceranno da €737 milioni nel 2009 a €2,7 miliardi nel 2013 ad un tasso annuale del 39%.
La pubblicità su contenuti online in Europa, a dispetto della crisi economica che ha colpito il settore e che ha portato le aziende a ridurre sensibilmente i budget pubblicitari, continua a crescere e raccoglie, nel 2009, €276 milioni. La svolta sarà rappresentata dal lancio in rete di numerosi servizi entro il 2010, che porterà il valore della pubblicità su video, nel 2013, €1,6 miliardi, i il suo peso sul totale ricavi pubblicitari su Internet il 2009 e il 2013, dal 2% all'8,5%.

Key4biz, 12 Marzo 2010
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Video sul web, pronti a fruttare

Le previsioni sui contenuti on-line di ITMedia Consulting. Nuovi spettatori per la pubblicità

Video Mediaset, Rai.tv, La7.tv. Ormai i grandi gruppi televisivi italiani si sono tutti dotati di un portale di offerta di video on-line, seguendo l'esempio di quanto già fatto da un po' di tempo dalla BBC inglese. Ma non si tratta soltanto di un presidio di immagine: entro il 2013 i ricavi generati da questi cresceranno dai 737 milioni dello scorso anno ai 2,7 miliardi di euro nella sola Europa Occidentale. Il merito è sia della vendita diretta dei contenuti, sia della raccolta pubblicitaria. I dati, che fanno parte di un Rapporto di ITMedia Consulting in uscita, indicano un tasso annuale di crescita del 39%.
[...] Interessanti le proiezioni che ITMedia fa sulla pubblicità. Nel 2009 in Europa si sono raccolti 276 milioni di euro, cifra destinata a crescere fino agli 1,6 miliardi del 2013.
[...] In termini strategici, i gruppi televisivi cercano ormai di creare sinergie tra le piattaforme per raggiungere target diversi: la fuizione dei video via Internet è attualmente complementare rispetto a quella su tv, ma in rete si raggiunge anche un target generalmente meno interessato alla tv in senso tradizionale. Affacciarsi nel mondo dei video on-line significa però confrontarsi anche con operatori che non sono soltanto i diretti concorrenti, dai produttori di contenuti specifici per la rete, gli studios, i fornitori di rete e quelli di servizi Internet. [...]

Italia Oggi, 4 Marzo 2010
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Streaming: la killer application che conquista la pubblicità
"Il video online potrebbe essere forse la cosa più vicina ad una killer application tra quanto si vede oggi all'orizzonte del mercato dei contenuti. E questo sta iniziando ad accadere perché lo streaming sta sostituendo il download dei file, che ancora tanto preoccupa le grandi major [...]".
Augusto Preta, direttore generale di ITMedia Consulting, che da anni monitora gli sviluppi del mercato italiano ed europeo dei contenuti digitali, anticipa i risultati dell'ultimo rapporto "Content on the Net" che sarà reso pubblico nelle prossime settimane.
[...] "Nelle previsioni che abbiamo stilato di qui al 2013 per l'intero mercato europeo sono tutti numeri in crescita, con qualche importante novità - spiega Preta - In particolare il sorpasso della pubblicità come fonte di ricavi rispetto ad acquisto, noleggio e abbonamenti. La pubblicità legata alla distribuzione di contenuti video correrà molto di più, quadruplicherà la sua quota rispetto al totale della pubblicità su Internet, a sua volta in crescita".
[...] "C'è stata la maggiore fiducia nella tecnologia dello streaming - continua Preta - ma a spingere i fornitori di contenuti è stata proprio la crisi della pubblicità. C'è stata insomma pressione sulla ricerca di nuove fonti di ricavi. Adesso il mercato si sta convincendo dell'efficienza e della sicurezza di piattaforme come Hulu negli Usa, o iPlayer della BBC nel Regno Unito e lo stesso accadrà con le altre via via in arrivo. [...]".

Affari & Finanza, 1 Marzo 2010
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Costi alti, share in calo. Mediaset deve dimagrire. Toccherà anche a Publitalia
Internet sta erodendo l'audience della tv generalista, ma il problema è che sul web gli "spettatori" dal punto di vista dei ricavi pubblicitari valgono tra il 60% e l'80% in meno. La pay-tv rallenta la sua corsa.

[...] "C’è la sensazione in questa fase che stia soffrendo più del previsto il passaggio dall’analogico al digitale - spiega Augusto Preta, direttore generale di ITMedia Consulting - Lo proverebbe il fatto che in tutte le regioni dove lo switch off si è compiuto i canali tradizionali hanno perso audience a vantaggio dei nuovi, ma quelli di Mediaset ne hanno perso più di quelli Rai. Il calo di Mediaset è del 2% in media nazionale e dell’8% nelle regioni digitalizzate. E questo mentre il tasso di crescita del mercato pay, sui cui Mediaset sta puntando molte carte e una forte quota dei suoi investimenti, sta rallentando: è sceso sotto il 10% a fine 2009, si avvicinerà al 5% di qui alla fine del 2011".
Nelle previsioni di ITMedia nel 2011 il tasso di crescita della tv in chiaro e di quella pay saranno molto vicini e questo va a tutto vantaggio dei canali tradizionali. Questo dovrebbe favorire in teoria Mediaset, ma pare che non sarà così. Avendo concentrato le sue attenzioni più sull’offerta a pagamento per competere con Sky, il Biscione ha infatti trascurato di più i canali in chiaro. E se Rai ha inventato il caso Rai4, o la rete solo sport, che ora trasmette anche dirette di calcio, come Roma Triestina di coppa Italia di martedì scorso, a Cologno sono più indietro. Non ci sono ancora novità né sul canale all news né su quello sportivo di cui ogni tanto si parla. [...]

Affari & Finanza, 18 Gennaio 2010
MEDIA: Basta "star", la sfida è sulla tv del giorno prima
Emittenti a caccia di pubblicità riproponendo sul web i programmi appena andati in onda. L'esempio di Londra

[...] Le televisioni sono sempre più orientate verso Internet. "Un canale troppo importante, anche in termini pubblicitari, per essere trascurato" dice l'esperto Augusto preta. La tabella sulle previsioni di fatturato pubblicitario online ne mostra il tasso di crescita enormemente superiore a quello della pubblicità televisiva tradizionale.
Un canale che richiede, però, da parte dei broadcaster, abituati ad altri linguaggi e altri modelli di business, una capacità di "reinvenzione" molto profonda. Quella, per intenderci, che negli Stati Uniti ha spinto Newscorp (Rupert Murdoch) e i network televisivi Nbc (General Electric) e Abc (Disney) a mettere in campo il grande magazzino online di video gratuiti Hulu, a cui tutti, e in particolare Mediaset, guardano come al modello di riferimento. [...]
Corriere Economia, 18 Gennaio 2010
2009
Digital content, come regolarli?

INDAGINE AGCOM. Il nodo dei diritti fattore critico nel passaggio dall'analogico al digitale

Augusto Preta: "Entro fine febbraio pronto il Libro Bianco promosso dall'Authority"

"Entro fine febbraio, rispettando i tempi stabiliti, sarà pronto il Libro Bianco sui contenuti digitali": Augusto Preta annuncia al Corriere delle Comunicazioni che l'indagine conoscitiva sui produttori di contenuti nel settore delle comunicazioni elettroniche, decisa da una delibera Agcom il 6 novembre 2008, e' arrivata ad un punto di svolta. Preta, docente di Economia dei Media e direttore di ITMedia Consulting, è il professionista esterno cui Agcom ha affidato l’incarico di coordinare il gruppo di lavoro composto da dieci dirigenti e funzionari di Agcom.

Corriere Comunicazioni, 14 Dicembre 2009
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Mediaset 'to overtake Sky Italia'
Commercial broadcaster Mediaset will overtake Sky Italia as the leading Italian television company in terms of revenues within two years [...]
ITMedia, an Italian consultancy, said that Mediaset 's revenues from its Italian television operations would fall short of those of Sky Italia in 2010, but they would exceed those of the News Corporation satellite-television company in 2011.
Augusto Preta, chief executive of ITMedia, said that Sky would maintain its leading position in 2010 only because of the effect of the downturn on Mediaset's advertising revenues.
The report, Television Market in Italy: 2009-2011, says that in 2010 Sky would be the bigger of the two companies, with total revenues of €2.7 billion, compared with Mediaset's €2.6 billion.

New Media Markets, 20 Novembre 2009
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Italian TV market in 2009 worth €8.4 bn
At the end of 2009, the Italian TV market (TV fee, advertising, subscriptions and on demand services) will be worth a total of €8.4 billion, growing to €8.9 billion in 2011, according to the latest research from ITMedia Consulting.
DTH operator Sky Itala will become the largest broadcaster with €2.7 billion in revenues from subscriptions and advertising, but due to the recovery of the advertising industry in 2011, will be again surpassed by Mediaset .
The consultancy firm predicts that at the end of 2009 some 66 per cent of Italian households will be digital, a figure that will grow to 92 per cent in 2011 [...]

www.advanced-television.com , 2 Dicembre 2009
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Mediaset's Race With Sky Heats Up

Mediaset SpA (MS.MI) will offer on-demand TV through a new digital terrestrial decoder starting Nov. 20, as it boosts its pay-TV offering with two new movie channels and targets 4.5 million users next year in an increasingly competitive race with rival News Corp.'s (NWS) satellite unit Sky Italia.

[...] Mediaset has attempted to offset the structural decline in free-to-air TV and advertising revenue by betting on its pay-TV offer and aiming it at the lower end of the market, with a cheap mix of TV series, movies and soccer matches.

[...] Analysts agree that Mediaset's pay-TV offering may get a boost from the analog-to-digital switchover in the country and due to be completed in 2012. Rome-based research company ITMedia Consulting estimates that in 2011 almost 22 million households will be digital, with a penetration of 92%.

The Wall Street Journal, 19 Novembre 2009
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Mercato TV 2009-2011: la competizione è tra Mediaset e Sky
Per ITMedia Consulting la pubblicità multichannel spingerà il settore.
Nonostante la crisi che ha colpito l’economia a livello globale non abbia risparmiato il mercato televisivo, penalizzando la crescita di alcune risorse a scapito di altre, la televisione italiana sta vivendo una fase di grande trasformazione.

Key4biz, 16 Novembre 2009
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Scalda i motori la tv su Ip. Dal 2011 il grande decollo
Mercato italiano sempre più digitale e multipiattaforma: lo dice il rapporto di ITMedia Consulting, la società fondata da Augusto Preta

A fine 2009 il mercato televisivo italiano - canone, pubblicità, abbonamenti e servizi a richiesta all’utente finale - raggiungerà complessivamente 8.4 miliardi di euro. Con una crescita di poco superiore al 1% annuo varrà, a fine 2011, 8,9 miliardi.
L’andamento del mercato sarà condizionato dalla crisi economica. La pubblicità cala nel 2009 e torna a crescere solo nel 2011 (-2,1% annuo sui 3 anni), la pay-tv cresce (7,2% annuo) grazie all’offerta Dtt e alla diffusione, seppur limitata, della Iptv.

Corriere Comunicazioni.it, 12 Novembre 2009
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E Mediaset risorpasserà Sky
Il nuovo Report di ITMedia Consulting prevede che avverrà nel 2011

Il 2011 sarà l'anno in cui Mediaset risorpasserà Sky quanto a ricavi: annullerà così l'effetto del clamoroso sorpasso inverso avvenuto con i conti del 2009. Come un anno fa anche stavolta a registrare in anticipo il nuovo "ribaltone" sullo scenario tv italiano è lo studio realizzato dalla ITMedia Consulting di Augusto Preta, che allunga lo sguardo elaborando previsioni appunto fino al 2011.
[...] "Ci sono due fattori concomitanti - spiega Augusto Preta - IL primo è che Sky potrebbe essere molto vicina al suo tetto massimo di espansione nel numero di utenti.
[...] La pay-tv in Italia è cresciuta del 7,2% Sky solo del 5%. La pay-tv di Mediaset cresce molto più rapidamente: è vero che partiva da una cifra molto più bassa, ma ha comunque fatto il 50% in più."
[...] "Il sistema ora è in sostanziale equilibrio: oggi Mediaset ha il 31% delle risorse e Sky il 32%; nel 2011 sarà ancora 32 a 31 ma a favore di Mediaset. La questione vera emergerà a quel punto: perché dalla fine del 2010 il mercato pubblicitario tornerà a crescere, mentre i ricavi pay di Sky manterranno una velocità inferiore." [...]

Repubblica - Affari & Finanza, 9 Novembre 2009
E nel derby delle Tv Bernabè cerca un ruolo
Stime 2011: il Biscione salirà al 33% del mercato raggiungendo il gruppo di Murdoch.

Secondo il Rapporto Il Mercato Televisivo in Italia 2009-2011, il mercato pubblicitario televisivo nel 2009 calerà drasticamente e tornerà a crescere solo nel 2011. La crisi – cioè l’altro “motore” – spinge i tre protagonisti  del mercato, Mediaset, Rai e Sky Italia (ndr), a una più forte aggressività. Cresce la televisione a pagamento (+7% annuo) grazie al digitale terrestre (che sorpassa il satellite e diventa la prima piattaforma) e alla diffusione, ancora limitata, dell’Iptv.
[...] Nel 2009 Sky sarà il primo operatore con 2,7 miliardi di fatturato (in 5 anni ha triplicato la quota di mercato); ma nei prossimi due anni, secondo ITMedia Consulting, dovrebbe rallentare la crescita e cedere di nuovo il primato a Mediaset. La ripartizione del mercato 2009 dunque vede Sky al 33%, Rai e Mediaset grosso modo al 31%. Mentre la previsione 2011 è di Sky-Mediaset testa a testa con il 33% e di Rai con circa il 30%.

Corriere Economia, 26 Ottobre 2009, p. 5
Prisa: calcio e satellite dietro alla crisi dei conti
L'esplosione dei debiti con l'opa su Sogecable, ma il vero problema è che ha perso il monopolio sulla trasmissione delle partite e che gli abbonati non crescono da tre anni.

Non è solo Telecom il punto di contatto di Cesar Alierta e degli interessi di Telefonica con l'Italia. Un secondo fronte potrebbe infatti aprirsi a breve proprio in Spagna per effetto delle difficiltà del gruppo Prisa, l'editore del Pais: una crisi ha rotto gli equilibri di tutto il sistema dei media spagnoli e soprattutto delle tv.
Prisa ha infatti già dall'inizio dell'anno messo in vendita Digital Plus, la sua pay tv via satellite, e Mediaset viene sempre data tra i candidati dell'acquisizione, anche se da Milano sono arrivate sempre e solo smentite. A questo si aggiungono ora gli effetti della crisi economica mondiale, che nel settore media si traduce in crollo degli investimenti pubblicitari e quindi della maggiore risorsa di tutto il settore media.

Repubblica - Affari & Finanza, 5 Ottobre 2009
Calciotv: al buffet dei diritti Lega vince, Mediaset perde
Un conto sono le grandi convention per presentarsi agli investitori pubblicitari e un altro sono le trattative vere. Nel primo caso si gonfiano i numeri, nel secondo si piange miseria.
Difficile dire quali cifre siano più vicine alla realtà, ma sta di fatto che nelle more delle discussioni sui nuovi diritti del calcio, quelli per i campionati 2010/11 e 2011/12, sono emerse molte novità.

Repubblica - Affari & Finanza, 20 Luglio 2009
Gli adulti sedotti da web e videogiochi
Genitori e fratelli maggiori in Rete come gli under 20. Resistono i media tradizionali: dalla radio a tv e cinema.

Giovanissimi, smanettoni tutti Internet, iPhone e videogiochi? Un luogo comune. Eppure l'idea dominante è che nell'uso dei media i teenager siano una tribù con propri riti e usanze che sta sempre meno davanti al televisore e sempre più di fronte allo schermo di un personal computer.
[...] Questa rappresentazione, secondo una ricerca della Nielsen sul comportamento mediatico dei giovanissimi, è completamente falsa: gli under 20 non sono affatto un "mondo a parte" ma, nella media, tendono a comportarsi come i loro genitori e fratelli maggiori.
[...] La ricerca Nielsen insomma fa giustizia di tanti luoghi comuni e coincide con i risultati di altre indagini, come quelle dell'italiana ITMedia Consulting. "Da cui emerge - dice il presidente Augusto Preta - che il consumo giovanile di Internet si indirizza sempre più verso la componente video, con una preferenza netta per la programmazione delle grandi reti televisive. Fenomeni di successo come Hulu negli Stati UNiti o iPlayer nel Regno Unito dimostrano che ci troviamo di fronte a un consumo sempre più complementare, seppur più evoluto, rispetto a quello televisivo classico".

Corriere della Sera - Focus, 16 Luglio 2009, p. 11

Pay-TV emerges as top revenue stream
Falling advertising revenues will lead to pay-TV becoming the main source of income in 2009, forecasts Milan-based ITMedia Consulting in its seventh annual Turning Digital report which analyses the state of the TV market in 17 European countries.
Digital TV is now present in two thirds of European households (100 million), compared to 54% in 2007, adding 18.6 million in one year. Digital terrestrial has already matched satellite as the digital TV access platform of choice: in 2009 – forecasts ITMedia – it will surpass it.

Broadband TV News, 02 July 2009
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Pay vs pubblicità: il 2009 sarà l'anno del sorpasso
A fine anno i ricavi da abbonamenti e acquisto di singoli contenuti avranno superato in Europa quelli da pubblicità: lo rileva l'ultimo rapporto Turning Digital di ITMedia.

2009 sarà l'anno del sorpasso in Europa: i ricavi della pay-tv supereranno quelli degli spot. E' probabilmente il più significativo tra i dati che emergono dall'ultimo rapporto Turning Digital - La svolta digitale di ITMedia Consulting, pubblicato la scorsa settimana.
[...] "E' un modello di business che sta cambiando - spiega Augusto Preta, direttore generale di ITMedia - e certo la crisi sta accelerando tutto questo. Anzi, per paradossale che possa suonare, lo sta favorendo. Nel senso che quando tutto va bene e la pubblicità macina ricavi è più difficile concentrare risorse per pensare e sviluppare modelli di business diversi. Quando invece, come ora, il calo dei ricavi è così sensibile, la ricerca di nuove strategie diventa più urgente".

Repubblica - Affari & FInanza, 22 Giugno 2009
Murdoch-Berlusconi Feud Plays Out in the Media
When Rupert Murdoch and Silvio Berlusconi clash, it is no surprise that the dispute plays out across multiple platforms.
[...] In the 1990s, between Mr. Berlusconi’s first and second terms as prime minister — he is currently in his third term — he was widely reported to have discussed the sale of Mediaset to Mr. Murdoch, but the two could not agree on a price. The creation of Sky Italia, through the merger of two satellite companies, occurred during Mr. Berlusconi’s second term.

NYTimes.com, 15 June 2009
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Ma non è la Bbc (che già lancia la tv mobile)
Un nuovo modello comunicativo alla base del successo dell'emittente britannica

La Rai sul web promette bene, anche per il futuro prossimo.
[...] Nonostante tutto pero, la Rai non è la Bbc. E il confronto è presto fatto.
[...] "Questione di domanda - spiega il direttore di ITMedia Consulting Augusto Preta -. In Italia solo ora il consumo si sta spostando dalla TV tradizionale a quella tematica, mentre nel Regno Unito questa fase è già superata e oggi si sta affermando la TV su Web. Questo perché Internet, la banda larga e l'uso del pc sono molto più diffusi che da noi. Per non parlare dei diritti. Il broacaster inglese ha tutti i diritti sui suoi contenuti. La Rai no. Tutte queste ragioni insieme fanno sì che la Bbc non abbia nessuna preclusione sul tipo di piattaforma su cui investire" spiega ancora Preta.
[...] "La Rai sembra spingersi negli investimenti online più perché lo prevede il Contratto di servizio che per strategia aziendale - commenta Preta. Per questo motivo quello proposto dalla Bbc è un nuovo modello comunicativo e non solo un semplice trasferimento di programmi Tv su Web. Inoltre ai nuovi contenuti lavorano tutti i settori strategici dell'azienda e non soltanto quelli online".

Corriere Comunicazioni, 4 maggio 2009
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Il cinema che viene dal Web? In Italia è ancora in culla
Vedere i film sul computer (o su una tv collegata al pc), potendo scegliere tra cataloghi - library - immense, a prezzi ragionevoli in modo facile, legale... La strada sembra ancora lunga.
[...] In realtà la tecnologia è pronta e l'interesse dei consumatori è alto (vedi You-Tube). Secondo ITMedia Consulting oltre 2 milioni di persone in Europa Occidentale hanno utilizzato servizi legali di download a pagamento di contenuti professionali nel 2007 e 4 milioni di utenti hanno scaricato contenuti gratuiti finanziati dalla pubblicità, per ricavi totali di 116 milioni di euro.
[...] Secondo Augusto Preta, fondatore e direttore di ITMedia Consulting, "il mercato del cinema su web è ancora agli albori in Italia. Restano i grossi scogli di un'offerta inadeguata e a prezzi non concorrenziali con quelli di dvd e home video". Innovativa la scelta dello streaming, perché consente la visione multi-piattaforma, in particolare su telefono cellulare. "Il film su web o telefonino sostituirà un giorno quello al cinema, ma solo parzialmente", conclude Preta.

Corriere Comunicazioni, 23 marzo 2009

Mediaset and Murdoch square up
The simmering conflict between Rupert Murdoch and Silvio Berlusconi is threatening to heat up and spill over into other European markets in addition to Italy where relations are already strained.
[...] Last week, Berlusconi's Mediaset group said that it might take the fight beyond Italy and seek to compete with Murdoch in other European countries.
[...] An even bigger deal could be on home territory. Over the last few weeks the Italian press has reported that both Mediaset and Sky Italia/News Corporation are considering taking control of Telecom Italia by buying out main shareholder Telefonica.
[...] Augusto Preta, chief executive of Rome-based ITMedia Consulting said: "At the moment it is all rumors and it needs Telefonica to get out of Telecom Italia and nobody knows if that will happen."

New Media Markets, 6 marzo 2009
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Mediaset vs Murdoch - La guerriglia sulla pay-tv
Augusto Preta, direttore generale di ITMedia Consulting, ha calcolato che nel 2012, a switch off avvenuto, quando cioè non ci saranno più i vecchi canali analogici, la tv terrestre vedrà scendere la sua presa sul mercato pubblicitario al 64%, mentre il satellite sarà salito al 28% e la Iptv, la tv su Internet ne avrà conquistato l'8%.
C'è però un altro dato che gira tra gli addetti ai lavori: in Italia la penetrazione della pay-tv è al 26%, mentre nel resto d'Europa è al 60%. Ci sono perciò forti possibilità di crescita. Il problema è che con il solo il digitale terrestre è difficile riuscire ad intercettare in pieno queste potenzialità: le piattaforme migliori, da questo punto di vista, restano il satellite e Internet. Ma finché in Italia la banda larga sarà oggetto più di dibattiti che di iniziative la seconda non andrà molto veloce. Resta il satellite. Ossia il regno di Sky.

Repubblica - Affari & Finanza, 2 Febbraio 2009
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Sky-Mediaset, nuovo duopolio della tv digitale
Le recenti polemiche sull'aumento dell'IVA sono state solo il primo atto di una contesa destinata ad aumentare di intensità nei prossimi anni.

La guerra scoppiata lo scorso dicembre tra Mediaset e Sky ha messo a nudo tre problemi tutti italiani nel settore delle telecomunicazioni: il conflitto di interessi del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, molto “vicino”, per usare una formula soft, a Mediaset; i monopoli nati e cresciuti nel settore televisivo privato senza interventi legislativi che garantissero una reale concorrenza a più soggetti; il lento declino della Rai, la Tv di Stato finanziata dal canone. Tutto questo a soli tre anni dal 12/12/2012: la notte del passaggio al “tutto digitale” e dell'abbandono delle vecchie frequenze televisive analogiche.
[...] Perché Sky si lamenta, allora? I dati indicano che sarà leader nel settore tv nei prossimi anni: gli uomini di Murdoch, però, hanno capito che abbassare la guardia non conviene, anche se gli analisti prospettano un futuro di sicuro successo. Lo indicano studi pubblicati da ITMedia Consulting nel secondo rapporto “2008-2010: il sorpasso di Sky”. A fine 2008 il mercato televisivo italiano ha raggiunto il valore di 8,7 miliardi di euro. Con una crescita superiore al 5% annuo varrà, a fine 2010, 9,6 miliardi. A trainare la crescita sarà la televisione a pagamento, favorita dalla sempre maggiore concorrenza tra piattaforme. In termini di risorse continuerà a prevalere la pubblicità, pur crescendo meno rispetto alla pay-tv. La pubblicità è destinata a divenire la risorsa prevalente della televisione digitale terrestre, forte di un'offerta che sarà sempre più in chiaro, il satellite continuerà a sostenersi prevalentemente con gli abbonamenti alla pay-tv. Sky diventerà, nei calcoli degli esperti, il primo operatore nazionale, spartendosi la torta televisiva con Mediaset e Rai, mentre resterà poco spazio agli altri operatori. Mediaset continuerà a essere leader della raccolta pubblicitaria, pur perdendo alcuni punti percentuali, mentre Sky sarà leader nel campo della pay-tv, ma ridurrà la propria quota di mercato.
Nel 2010 la torta televisiva sarà così spartita: Sky Italia sarà il principale attore televisivo con il 32% di quota di mercato, seguiranno Mediaset e Rai con quote di mercato del 31% ciascuno. Nei prossimi tre anni ITMedia Consulting prevede per Mediaset una crescita annua del 3%, dovuta principalmente ai maggiori introiti da pay-per-view e ai nuovi pacchetti a pagamento proposti a partire dai mesi scorsi. Questa crescita compenserà in parte lo stagnante andamento della pubblicità, che continuerà comunque a essere la principale fonte di entrate. In altre parole, crescerà la componente pay, ma non raggiungerà il 10% del totale delle risorse Mediaset. Rai sarà l'operatore meno favorito nel mercato televisivo dei prossimi anni. La Tv pubblica, infatti, subirà variazioni minime in termini di ricavi, di poco superiori all'1%: la crescita sarà limitata sia dal punto di vista del canone che della raccolta pubblicitaria. La situazione stagnante è dovuta al fatto che non si prevede l'ingresso nel mercato della pay-tv, cioè nel mercato delle risorse che presentano il tasso di crescita maggiore. [...]

www.ilsole24ore.com, 28 Gennaio 2009
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L'era della banda larga mobile
Nei prossimi anni il motore degli investimenti in Ict sarà il broadband in mobilità. Gli operatori del settore dovranno saper cogliere le nuove chance di mercato

In un paese come l'Italia la grande diffusione della telefonia cellulare può rappresentare un punto di forza che pochi osservatori e analisti hanno finora messo in evidenza. A Colmare questa lacuna arriva il recente studio di ITMedia Consulting (Broadband, Media e Advertising: il futuro è mobile), secondo cui il Broadband Mobile sarà il motore degli investimenti di ICT e Media nei prossimi anni. I diversi operatori - fornitori di contenuti, broadcaster, media e internet company, piattaforme broadband e operatori telefonici - saranno coinvolti in questo cambiamento e dovranno essere pronti a cogliere tutte le potenzialità offerte dallo sviluppo del mercato.
[...] Alla fine del 2008 saranno quasi 24 milioni gli utenti che in Europa Occidentale accederanno a Internet attraverso un telefono cellulare, generando €5 miliardi di ricavi, e queste cifre aumenteranno nei prossimi quattro anni, raggiungendo 51 milioni di persone e generando €13 miliardi di ricavi. Nel 2012, insomma, i ricavi da accesso rappresenteranno il 12% dei ricavi degli operatori mobili. [...]


Corriere Comunicazioni, 19 gennaio 2009
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La televisión italiana de pago alcanza el 40% del territorio

La televisión italiana de pago alcanza el 40% del territorio

La plataforma vía satélite Sky Italia es la operadora líder del país con más de cuatro millones de abonados superando al grupo Mediaset de Berlusconi en suscripciones y publicidad Las previsiones para el próximo año es que Sky Italia se convierta en el mayor organismo de radiodifusión con 2,7 billones de euros en ingresos por suscripciones y publicidad, pero debido a la recuperación de la industria de la publicidad en 2011 volverá a ser superado por Mediaset.

www.satcesc.com,3 December 2009

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2008
TV all'ultima sfida. Via Web
Si chiama Iptv: sul televisore tradizionale la nuova possibilità di scelte «interattive»

C'è una nuova battaglia televisiva all'orizzonte: riguarda la televisione via Internet. L'Iptv — in Italia offerta da Telecom (Alice), Fastweb e Wind— è la tivù che passa attraverso i cavi telefonici, si vede sul televisore e offre al pubblico nuove modalità interattive come la possibilità di registrare i programmi già trasmessi o quelli che andranno in onda nei giorni successivi. I numeri degli abbonati sono tutti in crescita, anche se ancora piccoli rispetto all'etere e al satellite. La Francia, che in questo campo è il Paese leader, chiude il 2008 con quasi 3 milioni di abbonati. Ma anche l'Italia — secondo stime di Augusto Preta di ItMedia Consulting — raddoppia i numeri e alla fine dell'anno dovrebbe contare 600 mila abbonati. Molto forte poi la crescita prevista nel medio-lungo termine a livello globale. Secondo la società inglese Informa, le case raggiunte dall'Iptv dovrebbero essere 57 milioni nel 2013, il triplo delle attuali. I presupposti di una nuova battaglia mediatica italiana ci sono tutti. «Per le telecom — dice Preta — l'Iptv (Internet protocol television, ndr) rappresenta un nuovo, potenziale generatore di ricavi, dal momento che quelli derivanti dalle telefonate sono inesorabilmente in calo. Per Sky è un canale aggiuntivo molto importante: non a caso in Inghilterra, dove ha 9 milioni di abbonati al satellite, dopo aver comprato Easynet Murdoch sta trattando l'acquisto di Tiscali UK per poter disporre di una piattaforma distributiva in più».

Al momento Tiscali Italia non sembra rientrare nel perimetro della trattativa. Da parte sua Mediaset, che sente sempre di più la concorrenza del tycoon australiano, ha un interesse speculare. «La società — dice Preta — sta investendo nella pay-tv, il mercato che cresce di più. E in questo mercato è destinata a competere a tutto campo con Sky». L'interesse di Mediaset si è visto anche recentemente in occasione della consultazione pubblica sugli impegni presi da Telecom Italia, in cui l'azienda del Biscione ha rivendicato la possibilità di offrire questo servizio come gli altri. Per identiche ragioni la società non è insensibile neppure all'ipotesi di scorporo della rete di proprietà dell' ex monopolista. Tale ipotesi oggi non va per la maggiore. Ma se, più realisticamente, si dovesse costituire una nuova società dedicata alla rete di nuova generazione (Ngn), magari con un ruolo della Cassa Depositi e Prestiti, è più che probabile che Mediaset voglia entrarci e non da spettatrice. L'Iptv, infatti, sarebbe un'arma in più — insieme al digitale terrestre — per fronteggiare il carro armato Murdoch. Il quale, va ricordato, dopo il 2011 potrà offrire il digitale terrestre e invadere a sua volta il campo Mediaset. La Sardegna — prima regione italiana e maggiore europea dove la tivù è soltanto digitale — è stata il primo teatro di questa nuova battaglia mediatica. Che rivela come i gusti televisivi del pubblico stiano cambiando. Pur senza mettere in discussione il predominio della tivù «maggiore», la redistribuzione degli ascolti premia i canali di nicchia, come avviene del resto anche negli altri Paesi europei. In particolare cresce la diffusione satellitare di Sky, che, secondo gli esperti, nel 2010 dovrebbe diventare la prima azienda televisiva per fatturato davanti a Rai e Mediaset.

I 600 mila abbonati all'Iptv italiana al momento sono in pratica divisi a metà tra Telecom Italia e Fastweb, con una piccola quota per Wind. L'offerta degli operatori telefonici è grosso modo simile: sia nelle modalità (la possibilità di registrare avanti o indietro) e sia nei contenuti (i canali in chiaro del digitale terrestre inclusi Rai, Mediaset e i canali Sky), con differenze che riguardano soprattutto il video on demand e la pay-per-view. La Rai sta rinegoziando l'accordo in esclusiva con Fastweb per il servizio Rai Click. E Telecom Italia sta trattando con Mediaset per offrire, a partire da gennaio, anche i canali premium a pagamento Mediaset: Joy, Mya, Steel, il calcio e il canale per bambini. Mentre Fastweb offre, tra l'altro, il calcio in pay-per-view de La 7. Tra gli ex monopolisti europei non c'è una formula univoca. France Telecom, per esempio, investe in contenuti e si trova a competere direttamente con le televisioni. «Noi — dice Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia — seguiamo una strada diversa. Non intendiamo competere con i broadcaster. E usare l'Iptv per replicare la televisione tradizionale ci sembra faccia torto alle potenzialità del mezzo. L'Iptv può distribuire contenuti televisivi classici, come stiamo facendo mediante accordi con le aziende televisive, ma deve soprattutto replicare i contenuti e la navigabilità di Internet con la fruibilità e la semplicità televisiva. Introducendo contenuti prodotti dagli utenti, servizi della pubblica amministrazione, canali didattici». In altre parole una tivù ibrida, che porti sullo schermo televisivo usi e costumi della web tv, la televisione via Internet che si guarda sul personal computer, ma più facile da usare.

In questa direzione sta andando anche la Rai, che, pur cercando di valorizzare le sue specificità (vedi il successo della Rai 4 di Carlo Freccero in Sardegna), tiene d'occhio quello che da un po' di tempo è il modello di tutte le emittenti pubbliche d'Europa, cioè l'iPlayer della Bbc. Che cos'ha fatto la televisione di Sua Maestà? Per adeguare la propria offerta ai cambiamenti del pubblico ha messo i suoi contenuti su tutte le piattaforme digitali, da Internet ai telefonini. «A fine gennaio — dice Piero Gaffuri, responsabile dei Nuovi Media — lanceremo il restyling dei nostri portali maggiori, ampliando l'offerta e semplificando l'accesso. L'esperienza in corso, con il successo di siti come Televideo, 14 milioni di pagine viste al mese, è molto incoraggiante. L'azienda deve prendere una decisione sulle Teche, personalmente sono per trasformare quei contenuti formidabili in un materiale commercialmente vivo». Insomma non siamo ancora a Bbc iPlayer, ma i contenuti Rai distribuiti via Internet sono ormai una realtà importante. Certo, il salto alla dimensione iPlayer implica probabilmente una più chiara definizione dei compiti e della missione del servizio pubblico, oggi e in prospettiva. Matteo Maggiore, un manager italiano che rappresenta gli interessi della Bbc tra Londra e Bruxelles, racconta a questo proposito un aneddoto illuminante. «Un giorno — rivela — un importante manager della Rai mi chiede: scusa, ma, visto che vi finanziate solo con il canone e che non potete trasmettere pubblicità, perché avete fatto l'iPlayer? Io gli ho risposto con un'altra domanda: perché sennò che cosa ci sta a fare il servizio pubblico?». Dove si dimostra che la confusione dei ruoli, in Italia, regna ancora sovrana.

Edoardo Segantini
Focus - Corriere della Sera, 28 Dicembre 2008
Tivù digitale terrestre a pagamento: scendono in campo i big
Chi vincerà in Europa: l’emergente business della tivù a pagamento sul digitale terrestre? L’italiana Mediaset, Sky di Rupert Murdoch, France Télécom, Canal Plus o qualche altro nuovo entrante, come Airplus Tv? Attualmente la tivù digitale terrestre europea è finanziata soprattutto dalla pubblicità e prevalgono i broadcaster tradizionali, commerciali e pubblici, come Bbc e Tf1. Augusto Preta, direttore di ItMedia Consulting – una delle società di ricerca che curano per conto della Dgtvi (l’associazione degli operatori della tivù digitale italiana) lo studio annuale che verrà presentato a gennaio nella conferenza di Napoli sulla dtt – avverte che circa il 75% dei ricavi complessivi della tivù digitale terrestre europea proviene ancora dalla pubblicità. Ma in tutti i Paesi stanno entrando nuovi competitor nel mercato della tivù a pagamento, attratti dal bacino sempre più ampio di pubblico potenziale.

Prima Comunicazione, n. 390, dicembre 2008

“Ma le cessioni sono solo coriandoli”
Il giudizio degli esperti.Prosperetti, Frova e Preta d’accordo sui tagli. Dubbi sulla rete

Sul piano di Franco Bernabé per Telecom Italia il giudizio degli osservatori si spacca. “E’ una scelta più decisa di quanto si potesse immaginare – dice Augusto Preta, direttore generale di IT Media Consulting – Bernabé ha rivendicato una maggiore sobrietà nella gestione”.
“E’ estremamente realistico, non mi ha stupito – sostiene Luigi Prosperetti, ordinario di Politica economica alla Statale di Milano – In una situazione internazionale in cui i margini scendono, la soluzione è quella, ridurre i costi e arroccarsi dove si è forti. Ma attenzione, il mondo fra un paio d’anni sarà diverso e Telecom è troppo esposta sul mercato interno”.
“E’ un piano possibile, ma non probabile – nota invece Sandro Frova, docente di finanza aziendale alla Bicocca e co - fondatore di la-rete.net - . Mi sembra a rischio, perché considera in modo ottimistico variabili come ricavi, costi e prezzi. Basta che una di queste non tenga e tutto crolla. E’ un piano che procrastina, non pone le basi per lo sviluppo”.
Tutti e tre gli osservatori concordano però sulla necessità del taglio di costi e organici.
La considerazione di Preta é pragmatica: "C'é la necessità di mettere a posto i conti, chiaro che il primo intervento é sul personale".
Corriere Economia, 8 dicembre 2008

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Chi vuole bucare il pallone di Sky
Il raddoppio dell'Iva é solo il casus belli.
Fininvest-Mediaset e News Corp-Sky Italia si stanno giocando la supremazia sul mercato italiano; in campo ci sono i diritti per la serie A del campionato 2010-2011, la legge Melandri sulla cessione collettiva, il duello fra piattaforma satellitare e digitale terrestre sullo sfondo del switch-off, l’antitrust italiana e quella europea, la Lega calcio e le sue faide interne. Ma alla base c’è un club straniero che vuole lo scudetto.
I dati parlano chiaro. Sky Italia, dopo aver perso 1 miliardo di euro nella fase di lancio avviata nel 2003, è in utile da 2 anni. Nel 2007 ha ricavi consolidati per 2,5 miliardi, un tasso medio di crescita del fatturato del 20% e 4,7 milioni di abbonati che rendono oltre 550 euro l’uno ogni anno.
Mediaset ha ricavi consolidati 2007 per 4,1 miliardi, ma in Italia ne incassa 3. Il suo progetto Premium, la pay-per-view sul digitale terrestre, ha prodotto introiti per 148,2 milioni con 1,5 milioni di abbonati che rendono circa 100 euro l’uno all’anno. Con queste premesse il sorpasso di Rupert Murdoch, previsto dagli analisti di ITMedia Consulting nel 2010, è una certezza.
A meno che la squadra italiana non si aggiudichi i match decisivi. Il primo è quello sui diritti della serie A.

Corriere Economia, 8 dicembre 2008
Internet mobile verso il raddoppio.
C'é sempre più mobile nel futuro di Internet, dei media e della pubblicità. Almeno stando al nuovo Rapporto della società di ricerche ITMedia Consulting, che comunque non fa altro che raccogliere le tendenze già in atto per trasformarle in alcune stime economiche di qui a quattro anni.
Il rapporto stima che entro la fine del 2008 quasi 24 milioni di utenti in Europa Occidentale accederanno a Internet attraverso un telefono cellulare, generando 5 miliardi di euro di ricavi. Entro il 2012 queste cifre, pur considerando la crisi in atto, dovrebbero aumentare: 51 milioni di persone che navigano in mobilità e 13 miliardi di ricavi. Si parla in questo caso di introiti da accesso, che rappresenteranno il 12 % del fatturato degli operatori mobili a partire dal 5% attuale. Oltre all'accesso una voce importante nei fatturati sarà però quella del cosiddetto entertainment mobile. Tutto un segmento, quello dell'entertainment su cellulari &Co, che varrà 4,7 miliardi nel 2008 e dovrebbe arrivare a 9,6 miliardi entro quattro anni. Il tutto a scapito dei servizi voce il cui peso scenderà inevitabilmente. TV e soprattutto video, però, sono destinati a farsi largo. ITMedia stima che genereranno, in Europa Occidentale, 2 miliardi entro la fine del 2008. Questa cifra include ricavi pubblicitari e ricavi da servizi a pagamento.
Ma cos'é che spinge in questa direzione?

Italia Oggi, 3 dicembre 2008

TV satellitare. Un mercato asimmetrico

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Il caso Sky rappresenta una novità nella storia del nostro conflitto di interessi. Infatti esso viene di solito chiamato in causa a proposito di atti che il governo non deve compiere, perché avrebbero favorito gli interessi del capo del Governo, o quelli economici di padrone di Finivest, o quelli mediatici di leader della maggioranza. Era la versione “in negativo” del conflitto di interessi.
Invece con Sky, l’opposizione chiede a Berlusconi di recedere da un provvedimento contro cui non direbbe una parola se non vi vedesse un vantaggio per Mediaset, dato che è vantaggioso per l’economia nazionale, e che quindi il governo deve compiere. E’ la versione “in positivo” del conflitto di interessi.
La riduzione dell’IVA al 10% per gli abbonamenti al satellite fu decretata nel 1995 dal Governo Dini. Il Ministro Tremonti ha preso d’infilata l’opposizione, ricordando che Prodi si era impegnato con Bruxelles a eliminare questa “asimmetria”. Non è la sola: oggi l’IVA su canone RAI è il 4% e sulla pubblicità televisiva il 20%; per i DVD allegati ai periodici il 4% e per quelli venduti nei negozi il 20%; gli abbonamenti satellitari sono al 10% e per le forme più innovative - pay per view e video on demand - il 20%. Distorsioni di un mercato in evoluzione, eliminarle non può che essere di vantaggio. Sky inoltre è monopolista nella TV satellitare, ci sono ragioni per chiedersi se l’IVA ridotta non si configuri come aiuto di Stato.
I governi amano mostrarsi provvide levatrici o generose nutrici, e curarsi dell’alimentazione artificiale di iniziative purché siano di impatto sull’opinione pubblica, e portino facile consenso. Come è stato anche con i decoder gratuiti per il digitale terrestre. Cercano così di far dimenticare le “imprese non nate”, scoraggiate dall’eccessiva imposizione fiscale, o quelle che non riescono a crescere, strangolate da un’amministrazione invasiva e inefficiente.
Nei riguardi di Sky la fase dello svezzamento è passata da un pezzo: oggi ha 4,7 milioni di abbonati, la società di analisi ITMedia Consulting, titola il suo rapporto sul Mercato Televisivo in Italia 2008-2010 Il sorpasso di Sky, che alla fine del 2010 sarà diventato il primo operatore italiano. L’abbonamento a Sky costa circa il doppio di quello di Mediaset su digitale terrestre. Ma diremo che ha ragione Sky a protestare perché gli viene tolto un beneficio, e ha torto Mediaset a chiedere che venga eliminata la disparità solo perché è di proprietà del Cavaliere? Il maggior onere fiscale su Sky vale 400 mio l’anno. Il conflitto di interessi è un fatto di principio, ma dato che di soldi alla fine si tratta, sarebbe anche il caso di guardare di che si sta parlando: considerata l’elasticità al prezzo per l’utente Sky, il grado di sostituibilità delle due offerte, la marginalità della struttura di costi di Mediaset, non ho l’impressione che il vantaggio economico sia significativo.
Ha ragione Stefano Folli, il conflitto di interessi è “un drago che si risveglia di tanto in tanto”. Ma se si guarda ai danni subiti, il Cavaliere per aver proposto un provvedimento giusto ma che non gli reca benefici di rilievo, l’opposizione per averlo osteggiato ancorché vantaggioso e perfin dovuto, non so chi arrivi primo, andante ma non troppo, nella casella dell’eterno libretto di Carlo Maria Cipolla.

Il Sole 24 Ore, 3 dicembre 2008

Franco Debenedetti
Silvio e Rupert gli amici-nemici. Il duopolio tv diventa europeo
Il 3% preso da Fininvest in Premiere, la rete tedesca di Murdoch, e il raddoppio dell'Iva sulle pay tv indicano un aumento della tensione tra i due gruppi di media più dinamici del Vecchio Continente

Il 3% acquisito da Fininvest nella pay tv tedesca Premiere, dove Murdoch ha il 25%, non é necessariamente una dichiarazione di ostilità, mentre il raddoppio dell'Iva sulle pay tv decisa dal governo ha oggi tutta l'aria di un colpo basso a Sky. Insomma, al momento sembra che i due "imperi" si marchino stretti.
L'acquisizione di una quota in Premiere non costituisce, probabilmente, una mossa ostile da parte di Fininvest:una scalata anti Murdoch su Premiere non avrebbe senso.
Quel 3% dovrebbe essere solo un investimento finanziario: Fininvest ha comprato a valori bassissimi ed il titolo tedesco ha già recuperato il 32%.
Intanto Finivest acquista un posto in CDA, insieme al diritto di analizzare da vicino la pay tv, secondo il modello gestionale di Murdoch.
La concorrenza tra i due gruppi societari-che data da appena tre anni-non è certo destinata a diminuire. Anzi.
La pay tv é la componente che cresce di più, rilevava l'ultimo Rapporto di IT Media Consulting sugli scenari tv italiani. E in Italia la crescita della pay è fondamentalmente la crescita di Sky. Certo, anche i nuovi canali a pagamento di Mediaset sul digitale terrestre stanno andando abbastanza bene, ma anche Sky sta crescendo nei suoi fatturati pubblicitari, pescando direttamente sul mercato elettivo di Mediaset.
"Che il tasso di competizione tra i due gruppi si stia elevando lo si rileva anche dal comportamento delle major, che non sono più allineate in modo compatto dietro a News Corp. - rileva Augusto Preta, direttore di IT Media Consulting - Universal sembra avere un rapporto preferenziale con Mediaset, Disney e Time Warner stanno aprendo in modo progressivo i loro contenuti a Mediaset".

Affari & Finanza, la Repubblica, 1 Dicembre 2008

Modelli digitali francesi
C'è un tesoretto di frequenze che l'Europa si appresta a liberare e a farne i mattoni del futuro della banda larga. La Francia si è appena messa alla testa di questo movimento, mentre l'Italia ancora resta al palo. Sono le frequenze che dovrebbero liberarsi con lo switch off della tv analogica (entro il 2012): il cosidetto dividendo digitale.
Il 20 ottobre il Governo francese ha annunciato il piano France numérique 2012, facendo una scelta forte: a favore della neutralità tecnologica.
[...] Secondo una stima della Commissione dalle nuove frequenze si libererà un business da 165 miliardi di euro per il settore telefonico. In tutto questo dibattito "l'Italia finora ha evitato di prendere una posizione anche se sarebbe orientata a tutelare lo status quo dei broadcaster, come è emerso il 17 ottobre a Roma, all'incontro dell'International Institute of Communications" dice Augusto Preta, direttore generale di ITMedia Consulting, tra i più attenti osservatori di questo tema.
Pesano non solo scelte politiche, ma anche problemi oggettivi: "In Francia c'è un pugno di emittenti - continua - quindi è possibile accontentare tutti. Dare loro tutto lo spettro di cui hanno bisogno per i servizi aggiuntivi del digitale, l'interattività, l'alta definizione; e ne avanza anche per la banda larga. Da noi invece ci sono 500 emittenti locali".

Nova, 30 ottobre 2008
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TV ITALY Murdock's Sky Italia all set to be king of the market
The ability of Rupert Murdoch’s Sky Italia to dominate the sport rights market and the lack of competition in the pay-television sector have laid the foundations for Sky to become Italy's biggest broadcaster.
By 2010, it will have overtaken state broadcaster Rai and commercial broadcaster Mediaset in terms of turnover, according to research group ITMedia Consulting.
[...] In its latest report on the Italian television market, published this month, ITMedia predicts that by 2010 Sky will have a 32-per-cent share of the market, with Rai and Mediaset both on 31 per cent. At present Rai has 34 per cent, Mediaset 32 per cent and Sky 30 per cent. Sky has 4.56 million subscribers at end-June, up 366,00 over the year.

TV Sports Markets, 10 October 2008
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Meno parole, più notizie. Come cambia l'uso del telefonino

Il signore che parlava per strada con il telefonino all'orecchio cambiò il paesaggio visivo degli anni '90; ma si vedeva che aveva un cellulare in mano. Più avanti, con la diffusione degli auricolari, il signore sembrava parlasse da solo. Poi ci si fece l'abitudine. Oggi il telefonino non viene usato solo per conversare, ma sempre di più per trasmettere e ricevere dati.

Secondo una ricerca di ITMedia Consulting, i ricavi "non voce" in Europa passeranno dall'attuale 25% al 35% nel 2012.

"La banda larga mobile - dice Augusto Preta, direttore di ITMedia Consulting - è la prospettiva di sviluppo più interessante dei prossimi anni. Non solo per gli operatori di telefonia ma anche per le aziende televisive come Rai, Mediaset, Sky e più in generale i fornitori di contenuti video e musicali".

Due tipi di operatori che peraltro si trovano in posizioni molto diverse. Infatti mentre i telefonici non hanno niente da perdere, ma semmai tutto da guadagnare, i televisivi da un lato sono attratti dall'opportunità della televisione mobile ma dall'altro temono che possa recar danno al proprio business tradizionale. "Questo aspetto, collegato alla necessità di trovare un modello di business convincente - dice Preta - rappresenta il principale interrogativo da sciogliere, visto che non sono ancora chiare le strategie e la politica dei prezzi degli operatori telefonici".

Focus, Corriere della Sera, 11 ottobre 2008

 

I segreti della televisione alternativa
Reportage nel fortino inespugnabile di MediaFlo a San Diego, tempio dell'alta tecnologia: da qui comincia la caccia all'abbonato "planetario"
Parte dalla California il più grande assalto alla comunicazione per immagini
Già si resta colpiti entrando della hall, dominata da un'intera parete di cristallo che elenca i 7.200 brevetti di proprietà aziendale. Siamo in un tempio dell'alta tecnologia americana, la Qualcomm, produttrice dei chip che fanno funzionalre la televisione mobile.
Qui è nata MediaFlo, la versione americana della tivù sul telefonino: una scommessa costata finora 800 milioni di dollari.
Nessuno in realtà può garantire a priori che la scommessa della televisione mobile in futuro sarà vincente. I punti interrogativi sono molti. Uno è la copertura delle reti mobili, che determina la qualità del segnale. Un altro è la dimensione dello schermo, ancora troppo piccolo anche nei nuovi, scintillanti supertelefonini post-iPhone. Un altro ancora è la durata delle batterie.
Focus, Corriere della Sera, 11 ottobre 2008
Murdoch conquista l'Europa e Mediaset prova ad arginarlo Sky sul satellite non ha rivali e di fatto controlla anche l'Iptv
L'ultimo report di ITMedia Consulting analizza i punti di forza che stanno conducendo al sorpasso nel confronti del Biscione sul mercato italiano.

"E' Sky il soggetto che cresce più velocemente sul mercato italiano. E' così perché è la componente "pay" che cresce in questa fase più del ricavi pubblicitari. E perché è il soggetto più dinamico proprio all'interno della componente "pay": cresce cioè di più della Iptv, che peraltro di fatto controlla, fornendo la maggior parte dell'offerta degli operatori, e cresce anche di più dei contenuti a pagamento del digitale terrestre". Per Augusto Preta, direttore generale di ITMedia Consulting quest'anno la fotografia che rappresenta il mercato della tv digitale in Italia e le sue proiezioni di qui al 2010 non lascia spazio a grossi dubbi. C'è un solo vincitore, e si chiama Rupert Murdoch.
Un risultato a cui è dedicato gran parte dell'ultimo report di ITMedia, dedicato a "Il mercato televisivo in Italia 2008-2010" e direttamente titolato: "Il sorpasso di Sky" che viene reso pubblico oggi.

Repubblica, Affari & FInanza, 29 settembre 2008

Tv, Sky sarà il primo broadcaster Nel 2010 giro d'affari per 3,1 mld. Rai e Mediaset arretrano
In anteprima le previsioni del rapporto ITMedia Consulting sul mercato televisivo italiano

Il mercato della televisione italiana varrà nel 2010 9,6 miliardi di euro. E il primo operatore, a sorpresa, sarà Sky, che si accaparrerà circa un terzo (3,1 miliardi di euro) di tutto il giro d'affari. [...]
A delineare questo scenario è il rapporto "Il mercato televisivo in Italia: 2008-2010" stilato da ITMedia Consulting, società di consulenza specializzata nel settore dell'economia digitale.

Italia Oggi, 25 settembre 2008
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Sky nel 2010 sarà il primo operatore
TV. Previsti 10 milioni di abbonamenti
Nel 2010 Sky diverrà il primo operatore televisivo in Italia per introiti complessivi. Lo prevede ITMedia Consulting nel suo studio "Il mercato televisivo in Italia 2008-2010". La tv a pagamento diverrà una realtà per oltre 10 milioni di famiglie italiane, rispetto ai 13 milioni di famiglie che continueranno a ricevere solo i canali gratuiti in chiaro delle diverse piattaforme.

Il Sole24Ore, 25 settembre 2008
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Wallenberg-Mediaset, sfida in tv

L'emittente scandinava "Air P Tv" è arrivata a pari merito con Walt Disney per l'ultimo posto utile nei canali pay. La scelta difficile di Calabrò.

La famiglia svedese vuole entrare del digitale terrestre. Deciderà l'Authority.
Entreranno nuovi operatori - quasi tutti giganti esteri - nella televisione digitale terrestre, molti dei quali già partner di Mediaset [...].
Augusto Preta, che ha partecipato al panel di esperti formato per selezionare i pretendenti ai multiplex, spiega che sono state privilegiate le società in grado di offrire canali gratuiti oltre che solidi piani industriali.

Corriere Economia, 8 settembre 2008
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Free-to-air channels lead Italian DTT tender
Free-to-air channels are among the leading contenders to be awarded capacity in the latest tender for digital- terrestrial capacity in Italy.
Agcom, the communication regulator, is tendering 40 per cent of the digital-terrestrial multiplex capacity now operated by Mediaset, Rai and Telecom Italia Media to allow new entrants onto the platform.
"We looked for proposals that had a solid economic base and [companies that] knew how to run channel effectively", said Augusto Preta, ITMedia consultant and a member of the panel that assessed the bids.
[Applications for three Disney channels] ranked joint ninth with the cannels proposed by AirPlus, the Scandinavian group that invests in digital-terrestrial television.
Preta said Agcom would decide whether to choose a mixture of Disney and AirPlus channels.
"If Agcom wants both companies than they will have to choose the channels", said Preta. The regulator should announce a decision at the end of August.

New Media Markets, 8 agosto 2008
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"Pubblicità italiana? Non guarda avanti"
L'intervista. Preta, ITMedia Consulting: advertising ancora impreparata al digitale

Televisione e Internet: sono questi i due media che daranno forma al futuro della comunicazione e si porranno uno di fronte all'altro sempre più come alleati e sempre meno come rivali. E' l'opinione di Augusto Preta, direttore generale di ITMedia Consulting. La società ha presentato il report "Turning Digital. A changing TV world" da cui emerge come nel 2007 le nuove tecnologie televisive, a livello europeo, si siano rafforzate [...]

Corriere Comunicazioni, 14-27 luglio 2008
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European Commission reviews merger constraints on Sky Italia
The European Commission is considering the relaxation of conditions placed on Sky Italia when it was created through the 2003 pay-television merger of Stream and Telepiù - a prospect that is strongly resisted by rival broadcasters.
[...] Augusto Preta, consultant with ITMedia, said: "The Commission wants to know if there's competition in acquiring rights, but the point is even if there is competition in the acquisition process, the company that acquires the rights currently has to license them to Sky anyway."
Preta added that the rights tender for matches from 2010 could be finalised before the Commission reported back on its investigation. [...]

New Media Markets, 11 luglio 2008
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TV digitale, puzzle all'italiana
Innovazione a più velocità anche in altri paesi d'Europa
Si fa presto a dire TV del futuro. La digitalizzazione delle abitazioni televisive in Europa guadagna terreno, ma lo sviluppo delle diverse piattaforme nei mercati chiave si differenzia in maniera significativa. La TV terrestre é ancora padrona: gioca da attaccante in Spagna e Italia, dove più del 75% delle televisioni riceve trasmissioni in modalità terrestre. Mentre l'86% del totale delle abitazioni britanniche guarda già la TV digitale, gli altri paesi hanno ancora molta strada da fare [...] E' uno dei risultati della prima ricerca sul mercato televisivo europeo di Emca, European Media Consulting Association, quasi neonato [nasce nel 2007] network internazionale di soicetà di ocnsulenza - il socio italiano é ITMedia Consulting, diretto da Augusto Preta - che punta a fornire una piattaforma di raccolta e scambio di informaizoni sulle tenendenze nei settori dei media, entertainment e TLC.

Correre delle Comunicazioni, 5-18 maggio 2008

Video su internet, perde chi non c'è
Mercato da 116 mln pronto a decuplicare. Ma la TV non ci rimette
Le stime vengono dall'ultimo rapporto di ITMedia Consulting sui contenuti online in Europa [...] "Ciò che viene fuori dal rapporto", commenta Augusto Preta, direttore generale della società di consulenza, "è una sostanziale differenza del download di contenuti dall'Iptv: l'Iptv oggi è più in competizione con la televisione tradizionale, mentre con il download da internet il broadcaster ha una visione maggiore per le proprie serie e per i film. E' vero, c'è un po' di ascolto che si sottrae alla TV, ma viene ampiamente recuperato dal tempo che i navigatori dedicano ai video su internet".
In pratica, se un contenuto, mettiamo un programma televisivo o una serie, viene offerto online anche gratis [ma con la pubblicità], i broadcaster hanno poco da perdere dal tanto sbandierato cambiamento delle abitudini degli utenti telespettatori.


Italia Oggi, 1 aprile 2008


Sembrava facile
La questione sta in tre numeri: Italia 270mila, Spagna 600mila, Francia 2 milioni 500mila. Tre cifre che raccontano una disillusione e smontano un piccolo mito italiano: quello dell'avvento della iptv, ovvero la televisione distribuita attraverso il protocollo internet. Una tivù potenzialmente delle meraviglie [...] In Italia, dove la iptv é partita prima di tutti gli altri Pease europei (Fastweb é stato il pioniere nel 2000) gli abbonati sono meno della metà della Spagna [...]
"La iptv italiana rinuncia di fatto a proporsi come piattaforma concorrente e/o complementare a quelle esistenti, come satellite e terrestre, diventando sotanzialmente il redistributore dell'operatore pay dominante, cioé Sky", commenta Augusto Preta, amministratore delegato di ITMedia Consulting, centro specializzato nel monitoraggio dell'innovazione nei sistemi dei media europei. "Questo fattore, che caratterizza il modello italiano rispetto a quello francese, dove non a caso l'iptv gode di ottima salute, riduce evidentemente le capacità di attrattiva dell'offerta. In Italia l'iptv si sta adeguando, nella sostanza, a diventare una modalità distributiva ancillare a quella satellitare di Sky. In pratica gli operatori di iptv si sono trasformati in agenti di Sky, che gestisce il rapporto diretto con l'utenza, rinunciando a offrire servizi alternativi da parte di altri operatori a pagamento".

Prima, febbraio 2008
Telecom senza rete la tentazione del Cavaliere
...Però c'è un'altra ragione, questa volta più interna alle cose di Telecom Italia, a spingere ancora per una separazione societaria della rete. Ed è una ragione legata alla struttura dei costie dei ricavi del gruppo. telefonico.
"Il ritorno di un investimento sulle reti di nuova generaizone non è affidato ai maggiori ricavi che genererebbe - spiga Franco Morganti, presidente dell'Advisory Board di ITMedia Consulting - perchè l'ARPU continuerebbe a diminuire anche con 100 Mega, compensato parzialmente dal crescere del numero dei nuovi utenti, che salirebbe più lentamente a causa della scarsa alfabetizzazione informatica degli italiani. A beneficiar eil ocnto economico sarebbero invece, e da subito, i minori costi di gestione di una rete tutta in fibra ottica. Ma perchè una rete in fibra ottica sviluppi questi risparmi, bisogna portare la fibra vicino all'utente. Allora il risparmio deriverebbe dal fatto che una parte delle circa 10mila centrali di Telecom Italia diventerebbero inutili, potrebbero essere dismesse e la manutenzione si farebbe da remoto. Si è calcolato un risparmio di costi per 8-900 milioni l'anno. Ma questo vuol dire che non ha senso allora scorporare la sola rete in rame dell'ultimo miglio"

Repubblica Affari & Finanza, 11 febbraio 2008
2007
Italian telcos must reshape Internet TV or lose ground

Italian telecoms operators must rethink their approach to Internet TV (IPTV) or risk losing business to satellite and other competitors.
Telecoms see IPTV as the solution to offset the decline of the traditional fixed-line business, boost revenue and retain customers but in Italy their IPTV offerings so far are considered to be based on an outmoded low-cost standard.[...] "Italian operators have all adopted an old-fashioned business model, which aims at reducing risk to the bare minimum. Consequently it doesn't deliver big numbers," said Augusto Preta, general manager of research firm ITMedia Consulting. [...] "At present all the operators are just replicating Sky's offer on all the different platforms. Any of these offers has a distinctive feature that can convince users to favor it against another," Preta said.
ITMedia Consulting's Preta agreed that 'video on demand' will be a winning feature, expected to surpass the classic pay-TV model and deliver 46% of IPTV revenue in 2010.
"But it will face the competition of social networks, like YouTube and MySpace, successful in term of growth and popularity. These sites will be increasingly financed by advertising, with user-generated content expected to attract 18% oftheEuropean Internet ads market, topping EUR2 billion in 2010," he said. Missing the IPTV opportunity would mean Italian operators lagging European rivals in a fast-growing market set to be worth about EUR2.6 billion by 2010 in western Europe, according to ITMedia Consulting forecasts.

The Wall Street Journal, 14 dicembre 2007

TV digitale, il duopolio rallenta la crescita italiana

In Europa la TV digitale cresce veloce: "Nell'ultimo anno c'é stato un balzo - sottolinea Augusto Preta - che ne ha portato il tasso di penetrazione dal 33 a quasi il 50%. Una crescita trainata dallo sviluppo del digitale terrestre in Gran Bretagna in primo luogo, ma poi anche in Francia e in Spagna, che hanno sostituito l'Italia come mercati promotori della digitalizzazione" [...]
In questo scenario, un fattore di sviluppo costantemente presente é stato la ricchezza dell'offerta. "Ed é proprio il fattore che é mancato in Italia: troppo pochi i nuovi canali disponibili solo in digitale", chiosa Preta.

 

Repubblica&Finanza, 17 dicembre 2007.

TV di qualità: la rincorsa è già iniziata


"C'é sicuramente in atto un fenomeno di riorientamento dei consumi verso modelli non tradizionali - spiega Augusto Preta, presidente di ITMedia Consulting. In questo senso i giovani rappresentano un caso a parte: o non guardano più la TV, o, se la guardano, preferiscono scegliere prodotti specifici. Per loro non contano più i contenitori, ma i contenuti". Sui contenuti ormai si parla di consumo cross mediale, intendendo con questa espressione la capacità di unire piattaforme diverse: si naviga su internet, si scaricano contenuti dai cellulari di nuova generazione e si guardano programmi tematici in TV. "E' un fenomeno che c'é sempre stato, ma che adesso ha margini di sviluppo interessanti - aggiunge Preta - se si considera che la TV generalista rappresenta un mercato maturo, mentre satellite e digitale terrestre possono crescere, soprattutto dal punto di vista dei contenuti".

Avvenire, 11 dicembre 2007

Soccer deals casts shadow on DTT model
The two pay-television services on Italy's digital terrestrial platform are set to fight for rights to the country's top football division after its club decided to move to collective selling [...]

A key question is wether the change to collective selling will be accompanied by a move to sell exclusive rights to a single platform, which could create a bidding war that could benefit the clubs.
Under current deals, which started in August and run until 2010, each club sold rights to home matches to either Mediaset's DTT service Mediaset Premium or the rival Cartapiù LA7 from Telecom Italia Media.
In addition they signed separate deals with Sky Italia for live satellite rights.[...]
Sarah Simon, managing director of investment bank Morgan Stanley, said that collective selling by the Lega Calcio league made sense, because it was how football rights were allocated in most other European countries. But she warned that the company that failed to secure the rights could "disappear".
"The question for the pay DTT platform is who gets the rights and who disappears" she said.
Mediaset, which at present has most of the top clubs, would be favourite, Simon added:"Mediaset knows football is what its pay TV business hangs on".
Augusto Preta, general manager of ITMedia Consulting, said that football was the only reason consumers watched the DTT platform in Italy.
About 4.5 million Italian homes have digital terrestrial television, of which around three million take pay-per-view games from Mediaset and Telecom Italia Media. Sky Italia has 4.2 million subscribers
[...]

New Media Markets, 9 novembre 2007

TV su internet, l'Italia parte troppo piano
Rispetto alla Francia e alla Gran Bretagna l'offerta é troppo poco differenziata. Tutti gli operatori sono partiti dall'accordo con Sky e investono poco in nuovi contenuti. Adesso sarebbe in corso un'accelerazione sui nuovi utenti, ma cifre ufficiali non se ne fanno
"Il mercato di gran lunga più dinamico in questa fase é senza dubbio quello francese - argomenta Augusto Preta, direttore di ITMedia Consulting - E questo perché in Francia, caso unico in Europa, si ha un vero mercato aperto, con tre operatori, Orange, Neuf e Free, che si contendono gli utenti con offerte competitive sia in termini di contenuti che di prezzo".
"In Francia stanno investendo in modo consistente - spiega Preta - mentre in Italia, invece, tutta l'offerta si concentra in sostanza nella uguale rivendita dei pacchetti Sky da parte di tutti lgi operatori. Rispetto a questi due mercati, l'italiano e il francese, una via diversa é seguita da quello britannico. qui la concorrenza tra piattaforme c'é, ma é Sky che si occupa di competere direttamente con gli operatori a banda larga: il suo servizio broaband ha già raccolto un milione di utenti"

Repubblica Affari & Finanza, 19 novembre 2007
TV: Alice, non è ancora il paese delle meraviglie

La tivù generalista è in crisi: «Perde credibilità e ascolti (oltre un milione di contatti in meno nella media quotidiana)», dice Francesco Siliato, autore del libro “Televisione digitale” e consulente del ministro Gentiloni. Ma l'offerta alternativa proposta dagli operatori telefonici con la televisione via Internet (l'Iptv Alice di Telecom o la tivù di Fastweb) non ha ancora superato l'esame-finestra del pubblico. «L'Iptv - aggiunge un altro esperto, Augusto Preta - non dà contenuti o servizi realmente nuovi e non sviluppa il video on demand, che ha le potenzialità maggiori di successo».

Corriere Economia, 15 ottobre 2007
Sky, risposta via satellite a Fastweb mentre studia le mosse di Mediaset
Entro Natale sarà pronto il nuovo set top box con hard disk, che avrà anche una porta Ethernet e una Usb. Senza una funzione, per ora. Il Biscione deve decidere come usare i diritti acquisiti dalle major.

"Questo vuol dire che si lascia la strada aperta su tre diverse opzioni - spiega Augusto Preta, direttore generale di ITMedia Consulting - Può ipotizzare di offrire direttamente questi contenuti in pay tv sul digitale terrestre, in modalità Premium pay per view, come fa già oggi con il calcio e con alcuni titoli di fiction, a cui aggiungere un pacchetto di quattro-cinque canali basic o mini-pay in cui si potrebbe immaginare un canale dedicato ai serial tv, uno ai reality, grazie anche al supporto di Endemol, uno ai bambini e così via. E’ una ipotesi che trova due limiti nella sua realizzazione, nel numero limitato di canali del digitale terrestre rispetto al satellite e nei limiti regolamentari, con il tetto del 20% del totale dei canali a un solo operatore (a cui vanno aggiunti quelli in pay-per-view secondo il DDL Gentiloni). La seconda ipotesi è che Mediaset tenga per se i diritti in chiaro e pochi titoli da trasmettere in pay-per-view e rivenda il resto a Sky, come già fa con il calcio, realizzando un immediato vantaggio in termini finanziari e evitando di impegnarsi direttamente nella competizione tcon Sky. C'è infine una terza ipotesi, di concorrenza diretta con Sky, ma qui allora la piattaforma terrestre non è più sufficiente e dovrebbe seriamente valutare l'ipotesi di sviluppare un'offerta alternativa a Sky direttamente sul satellite. Al momento, visti anche i limiti normativi della prima ipotesi, la seconda sembra la più probabile, anche perché - conclude Preta - Mediaset potrebbe non avere eccessivo interesse a premere troppo sulla diversificazione dell’offerta tra satellite e digitale terrestre: accelerare troppo sulla frammentazione dell’offerta, alla fine, potrebbe portare soprattutto un vantaggio al terzo incomodo, la Iptv, piattaforma nella quale la stessa Mediaset al momento non sembra disposta a scommettere".

Repubblica Affari & Finanza, 24 settembre 2007
Entro un paio di anni il sorpasso dei ricavi da pay tv sulle pubblicità

«Il mercato della pay tv continua a crescere, al punto che si può immaginare che entro due o tre anni al massimo assisteremo al sorpasso: i ricavi della tv a pagamento, tra abbonamenti e acquisti di singoli contenuti porteranno al sistema televisivo europeo nel suo complesso una quota di ricavi superiore a quella assicurata dalla pubblicità». Augusto Preta, direttore di ITMedia Consulting non lo dice espressamente, ma i numeri contenuti nell’ultimo rapporto del suo centro studi, ‘Turning Digital Horizontal Markets and New Business Models’ (esce direttamente in inglese perché si rivolge ad un pubblico di decision maker europei) lasciano intendere che tutto il settore potrebbe essere alla soglia di una accelerazione dei cambiamenti in atto. Probabilmente perché il primo argine del vecchio modello organizzativo, l’organizzazione rigidamente verticale del settore, è già saltata. «Ormai non si parla più di tv in chiaro di contro al satellite a pagamento, come fino a poco tempo fa. Tutto il settore si sta riposizionando: chi faceva solo tv free ora fa la pay, come, in Italia, Mediaset e La7. Chi è nato per fare solo tv a pagamento, come i fornitori di accessi Internet a banda larga che stanno lanciano le loro Iptv, si appoggia ai canali in chiaro del digitale terrestre con i settopbox ibridi. Insomma, tutti fanno tutto. E chi ha i contenuti cerca di proporli sul maggior numero di piattaforme possibile», chiosa Preta.

Repubblica Affari e Finanza, 2 luglio 2007
Boom europeo per la pay tv
Il mercato a pagamento cresce del 12.7%

La pay TV "traina" la crescita del mercato televisivo. Il 41% delle famiglie, inoltre, riceve la TV diigtale. E' quanto rivela il quinto rapporto annuale di ITMedia Consulting.
Il mercato televisivo in Europa occidentale (la UE senza i nuovi paesi dell'est, più la Svizzera e la Norvegia) é cresciuto del 6.2%, in leggera frenata rispetto al +7.4% del 2005 e vale quasi 80 miliardi di euro. Il mercato marica a due velocità: la pubblicità é cresciuta del 3.4%, la tv a pagamento del 12.7% annuo. La prima vale 36.3 miliardi di euro, la seconda é arrivata quasi a 30 miliardi (29.5). Nel 2001 il rapporto era 31 a 17. Alla fine del 2006, secondo il rapporto di ITMedia Consulting, il 30% delle abitazioni europee era abbonata a un servizio premium a pagamento, come il Calcio o il Cinema di Sky.
Il Sole 24 Ore, 21 giugno 2007
Endemol, la murdochizzazione di Berlusconi

Il vero senso dell'acquisto: trasfomare Mediaset in un conglomerato di contenuti. Tipo NewsCorp

La grande mutazione in corso é stata letta e interpretata senza i paraocchi di uno sguardo ristretto al cortile di cosa da Augusto Preta, l'attento fondatore di ITMedia Consulting, autore di un volume dedicato all' "Economia dei Contenuti" [Vita e Pensiero], presentato a Milano la scorsa settimana e domani a Roma [alla Federazione della Stampa].
Se un tempo il guru Marshall McLuhan scrisse che «il medium é il messaggio», ad indicare la centralità e la rilevanza sociale dei moderni mezzi di comunicazione di massa, oggi potremmo quasi invertire i termini e affermare che
«il contenuto é il mezzo». E' quanto rileva Preta nell'osservare che l'attuale trasformazione dei media ruota attorno a un presupposto cruciale: "L'affrancamento del contenuto dal suo contenitore: é il contenuto che, liberato dalla costrizione del supporto fisico (del singolo medium) acquisisce una propria autonomia, diventando il vero driver della convergenza, in grado di favorire la diffusione delle nuove reti e piattaforme distributive".

Corriere Economia, 4 giugno 2007

Murdoch-Branson, nella guerra tra i big per ora vince Tiscali
La Gran Bretagna è il primo mercato al mondo in cui si stanno sperimentando gli effetti dei nuovi scenari della convergenza multimediale. «E’ il mercato in cui l’audience tv è più segmentata, in cui la tv digitale sta crescendo più rapidamente spiega Augusto Preta, direttore generale di ITMedia Consulting e che a questi temi ha dedicato un libro, "Economia dei contenuti L’industria dei media e la rivoluzione digitale", che sarà presentato a Roma il prossimo 5 giugno. A questo si aggiunge che il mercato del satellite, in Gran Bretagna, sembra vicino alla saturazione, che il digitale terrestre l’ha ormai raggiunto e che nuovi protagonisti stanno entrando nel settore della pay tv. E’ insomma il primo mercato i cui operatori stanno ormai ragionando sempre più in un’ottica orizzontale, che significa la possibilità di sfruttare al meglio la titolarità dei contenuti in modalità differenti, multipiattaforma».
Murdoch [...] Solo un anno fa era il signore incontrastato della paytv britannica. Ora tutto è cambiato: non c’è solo Branson ma anche il digitale terrestre che cresce rapidamente. «FreeView, il digitale terrestre, a fine 2006 seguiva da vicino il satellite per numero di utenti, ma già ora è diventata la prima piattaforma spiega ancora Preta Ma c’è di più: finora il digitale terrestre è stato tutto in chiaro. Ora però sta arrivando anche qui un’offerta di paytv: e andrà a fare concorrenza diretta a BSkyB».

Repubblica Affari e Finanza, 28 maggio 2007
Italian DTT operators prepare new pay services

The two leading pay-television broadcasters on ITaly's digital terrestrial platform are moving away from a reliance on football to other sports and entertainment in a bid to drive customer and revenue growth [...] Mediaset is reportedly planning to launch up to eight thematic pay channels to broaden its appeal and to compete with satellite-television broadcaster Sky Italia, which reported 4.17 m customers [...] From July, Cartapiù will offer educational programmes for children [...]
The digital terrestrial pay television market is worth around €45 million per year, with "between 80% and 90% derived from football", according to Augusto Preta, general manager of ITMedia Consulting. [...] Cartapiù launched a €19 per month subscription service in November 2006, providing full access to its service. [...] Mediaset is now considering the introduction of a similar subscription service.


New Media Markets, May 18 2007

Mediaset: più Piersilvio, meno Publitalia
[...] L’attuale struttura di ricavi del gruppo sta mostrando la corda. Troppa Italia e poco estero. Troppa tv tradizionale e pochi nuovi media.Sull’estero, tolta la Spagna c’è quasi nulla [...]
Quanto ai nuovi media Mediaset è presente solo nel digitale terrestre, dove la sua pay tv con le schede prepagate va benino [...]
Ma su Internet Mediaset è indietro. Si vocifera da mesi di un accordo con Telecom Italia per far distribuire un suo pacchetto di contenuti sulla piattaforma Iptv di Rosso Alice. Ma non se ne è ancora fatto nulla. «Eppure - chiosa Augusto Preta - sarebbe questo un settore che non andrebbe in conflitto con la raccolta pubblicitaria della tv tradizionale. Un conflitto che invece potrebbe emergere se Mediaset andasse da sola sul Web, optando per soluzioni aperte di Web tv, un portale video, tipo YouTube che ha una struttura di ricavi basata appunto sulla pubblicità».

Repubblica Affari & Finanza, 14 maggio 2007

MHP: not dead yet but future hopes are limited
Italian experience: Just over five million digital terrestrial receivers had been sold in Italy by the end of February, according to market researches Gfk.
Augusto Preta, general manager of consultancy ITMedia Consulting, said that government subsidy was the main reason behind MHP's wide penetration.[...]
Preta said that only 10 per cent of people with MHP boxes used them regularly to watch digital television. Most viewers use them to access pay-per-view services and then switch back to analogue television. Italy's highly regionalised television market, home to around 400 analogue channels, is one likely reason

New Media Markets, April 27 2007
Otto canali a pagamento, strategia anti Sky
... Certo, il momento non é favorevole alla tv generalista, che perde audience a vantaggio del satellite e di Internet. Mediaset, però, soffre più della Rai. Secondo un recente studio di ITMedia Consulting, se fra il 12003 e il 2006 la Rai ha ceduto l'1.3% di share, la tv del biscione é scesadel 3.6%, mentre Sky, la pay tv satellitare di Rupert Murdoch, é cresciuta del 4.4%

Corriere della Sera, 3 marzo 2007
La tv su Internet cerca il suo futuro tra ‘payperview’ e pubblicità

«La vera novità di questi ultimi mesi è che questo universo dei contenuti autoprodotti sta ormai uscendo dal suo ambito originario di fenomeno sociale, quasi poco più che di costume, e sta cominciando ad assumere i connotati di un mercato vero e proprio», spiega Augusto Preta, direttore generale di ItMedia Consulting che proprio oggi pubblica un rapporto dal significativo titolo ‘The Creative Industry: Iptv, User Generated Content and Social Networks’. Uno studio che mette assieme i risultati economici raggiunti sul mercato europeo dalle due diverse modalità della ‘broadband tv’ la tv che arriva nelle case degli utenti grazie ai nuovi collegamenti Internet a banda larga: la Iptv e la Web Tv. «Di fatto la banda larga può essere il prossimo ‘mezzo’ di distribuzione dei contenuti video e il crescente interesse degli investitori pubblicitari lo dimostra continua Preta Noi prevediamo che gli investimenti pubblicitari sul Web del mercato dell’Europa Occidentale passeranno dai 5,9 miliardi di euro del 2006 agli 11,4 del 2010. All’interno di questi valori generali, abbiamo stimato che nel 2006 gli investimenti pubblicitari legati alla Web tv, ossia i portali di distribuzione di contenuti video autoprodotti, tipicamente YouTube, MySpace e gli altri, hanno generato ricavi per 180 milioni di euro, il 3% del totale del mercato Internet. Ma la loro crescita sarà molto più rapida nei prossimi anni. E ci attendiamo che nel 2010 arriveranno a rappresentare ben il 18% del mercato, per un valore stimabile sui 2 miliardi di euro».
Repubblica Affari&Finanza, 26 febbraio 2007

Rapporto ITMedia Consulting: la tv su Internet crescerà, ma solo con nuovi modelli

Quanto vale in termini di mercato la tv su larga banda?
A questa domanda vuole rispondere il rapporto ITMedia Consulting The creative industry: Iptv, user generated content and social networks che misura la crescita da qui al 2010 per Iptv e web tv.
«Iptv e web tv sono due modelli contrapposti», sottolinea Augusto Preta, direttore generale di ITMedia Consulting «il primo modello ha dimensioni maggiori rispetto al secondo, ma nel 2010 potremmo arrivare a livelli simili. «Il mercato Iptv finisce per ricalcare il modello della tv tradizionale e la tv a pagamento - dice Preta - si affida in particolare alla ritrasmissione di ciò che è fruibile sui propri canali con scarsa capacità di innovazione: questo rende più difficile l'affermazione generalizzata del modello. Rispetto all'Iptv, dunque, quello che si sviluppa meno è il modello più vicino all'idea di Internet, cioè l'interattività e tutti i servizi di video on demand. E la parte video on demand resta quella che si è diffusa meno in questi due-tre anni, da quando i primi servizi sono stati lanciati».

Il Sole 24 ore.com, 23 febbraio 2007

Mediaset stretta tra Rai e satellite

Secondo un'indagine dello Studio Frasi, basato sui dati Auditel [...]  Mediaset è scesa (nel giorno medio) dal 43,91% del 2003 al 40,47% del 2006. Del tutto opposto il diagramma di Sty, la pay tv satellitare monopolista in Italia: 2,43% nel 2003, 4,14% nel 2004, 5,63% nel 2005, 6,66% nel 2006.
Alle stesse conclusioni arriva anche il più recente rapporto di ITMedia Consulting, secondo il quale fra il 2003 e il 2006 a una perdita di share della Rai pari all'1,3%, Mediaset ha risposto cedendo il 3,6%, mentre Sky è cresciuta del 4,4%. L'effetto sulle risorse disponibili è evidente. «La principale resta la pubblicità, valutata oltre 4 miliardi di euro nel 2006 - scrivono gli analisti di ITMedia -. Ma i ricavi da pay tv, che erano pari a 2,150 miliardi l'anno scorso, sono destinati a raggiungere i 2,850 miliardi già nel 2008».
Per l'anno prossimo, in altri termini, Mediaset e Sky saranno vicine alla pareggio: il volume di ricavi del Biscione, oggi pari al 35% dell'intero mercato televisivo, si attesteranno al 33%, mentre la tv satellitare controllata da Rupert Murdoch passerà dall'attuale 27% al 30%. [...]
Ma a modificare ulteriormente gli equilibri fra gli operatori ci penseranno proprio le nuove forme televisive basate su protocollo internet. «Per ora il loro effetto appare limitato
- ammette Augusto Preta, fondatore e leader di ITMedia - Solo Fastweb ha una certa consistenza, mentre il servizio Alice di Telecom Italia è appena partito. Non c'è dubbio, però, che se ragioniamo da qui al 2012, quando l'interno mercato sarà digitale, i nuovi media avranno un impatto consistente sull'industria del settore». Lo stesso concetto di broadcasting televisivo rischia di apparire anacronistico nell'era della comunicazione «partecipata» e interattiva, dei programmi on demand, dei Blog e degli scambi di file digitali fra singole persone. «Pur rimanendo rilevante nell'utilizzo del tempo libero degli italiani - concede Preta - appare chiaro che la tv stia via via perdendo quella centralità che ha segnato 50 anni di storia del Paese».

Corriere Economia, 12 febbraio 2007

Il Caimano di sinistra

La riforma Gentiloni ignora che in Italia c’è già un terzo polo, Murdoch[…]
Un’analisi pubblicata dal New York Times e fatta da IT Media prevede che, con la riforma, Mediaset perderà circa 103 milioni di euro in un anno. E Sky? Guadagnerà 28 milioni di euro. Una bella notizia, per un’azienda che peraltro è già il terzo polo italiano, con quasi un terzo dell’intera torta (pubblicità, canone, abbonamenti, pay) dei ricavi del mercato tv, e per di più quasi monopolista in un settore, quello via satellite e pay.
Il Foglio, 27 gennaio 2007
Sky Italia isolated over idTV subsidy terms
Sky Italia is at odds with Italy's other main television players over how the government's new subsidy scheme for integrated digital television sets [idTVs] should operate.
Italy's association for the development of digital terrestrial television, DGTVi, wants the subsidy to be available only for idTVs that contain interactive television software and include upgradeable common interface slots.[...]
Sky Italia would not comment directly on the issue, but said:"Sky Italia is against a subsidy that encourages one kind of technology instead of another. That's why it is so important that the subsidy should be platform neutral
Augusto Preta, general manager at Rome-based consultancy ITMedia Consulting, said that the subsidy would not necessarily apply only to digital terrestrial id TVs.
He pointed out that Telecom Italia was intersted in adopting the DGTVi model for cable idTVs, as was broadband operator Fastweb for IPTV. "If they see that cable or IPTV can take advantage of this subsidy, they could approve this measure", he said.
"Cable and DTT are opern platforms, while Sky is a closed platform. So it's Sky's problem, not that of the other platforms"
New Media Markets, January 12, 2007
IPTV: BT sfida Murdoch e Branson. La posta in gioco é la pubblicità online
Questa vicenda vede BT incrociare le armi con i due concorrenti non tradizionali per una telecom, come rupert Murdoch e Richard Branson. Ma come tutte le storie che di questi tempi toccano Internet, non si può non partire, anche stavolta, da Google.
Il perché il mercato britannico dell'IPTV sia oggi il più dinamico é nei numeri, non degli abbonati agli accessi superveloci, ma di quelli del mercato della pubblicità online.
"Le ultime stime dicono che sul solo mercato britannico Google ha raccolto nel 2006 pubblicità online per 900 milioni di sterline, oltre 1.4 miliardi di euro - enumera Augusto Preta, direttore generale del centro studi di ITMedia Consulting - Vuol dire che raccoglie più pubblicità di un canale TV tradizionale, come Channel 4, e che il suo fatturato pubblicitario in Gran Bretagna é comparabile, da solo, al fatturato della pubblicità online di tutto il esto d'Europa".

Repubblica Affari e Finanza, 8 gennaio 2007
2006
Mediaset needs a new script, analysts say
Focus is too broad as market position in Italy deteriorates [...] A recent analysis by Rome-based research firm ITMedia said that News Corp's subsidiary Sky Italia is positioned to benefit most from the new law and that it could receive additional earnings of more than $36 million as a result.

The Wall Street Journal, December, 11, 2006
Italian regulator moves to curb DTT players
AGCOM, the Italian Communications Regulator, is proposing radical new measures aimed at curbing the influence of three of the country's dominant DTT players. [...] Under the current  system, network operators were selling capacity to "smaller competitors" with thematic or specialist channels that would not threaten their audiences. Augusto Preta, general manager at ITMedia Consulting, said: "If they don't want a big company on their network, then they won't give it capacity, which could be anti-competitive".

New Media Markets, December 1, 2006
Berlusconi Murdoch, sfida tra ex amici
Per Mediaset il satellite potrebbe non essere solo uno strumento ma una strategia vera e propria.
«Anche in Italia, come in molti altri paesi europei, e per ultima, adesso la Francia spiega Augusto Preta, direttore generale di It Media ci si sta orientando verso il ‘free sat’. Vuol dire che si utilizza il satellite per completare la copertura digitale di un territorio per la tv in chiaro». Il satellite da piattaforma per antonomasia della tv a pagamento a tecnologia chiave per la «vecchia» tv gratuita. Una svolta sia per le strategie di un gruppo come Eutelsat che per le polemiche sulla potenzialità del digitale terrestre. Un’accelerazione di cui Preta e It Media hanno già iniziato a tener conto abbassando, nell’ultima revisione, di settembre, le stime sulla crescita della tv via cavo, che in Italia è ovviamente solo Iptv.

Repubblica Affari e Finanza, 4 dicembre 2006

Murdoch makes gains in Italian media markets
"Last month, the government floated ... the new media law, which would put a 45 percent ceiling on advertising for any one broadcaster. The media law would also force the state-run broadcaster, RAI, and Mediaset, the media division of Fininvest, to transfer one of their analog channels to digital within fifteen months, freeing up two channels for new investors. A recent analysis by IT Media predicted that Sky Italia was positioned to benefit most by the new law. The report said Sky could earn an additional 28 million euros ($37 million) a year from its implementation. Mediaset, meanwhile, could lose up to 103 million euros ($135 million) a year in earnings, the report said.

The New York Times, November 26, 2006

Mediaset, 103 milioni a rischio
Calcolo ITMedia sui minori introiti per il gruppo dalla riforma

Il Sole 24 Ore - 3 novembre 2006
Giro di boa per la TV nel 2007: il digitale supererà l'analogico.

Augusto Preta, Direttore Generale di ITMedia Consulting: " è un risultato importante perchè permette di abbattere una grossa barriera all'ingresso di nuovi operatori sul mercato"

«La lunga rincorsa è ormai finita: il prossimo anno, il 2007, sarà l’anno del sorpasso. Le case degli italiani dotate di televisione digitale avranno finalmente superato quelle in cui i contenuti media arrivano attraverso la sola vecchia tv analogica». Augusto Preta, uno dei più attenti analizzatori degli scenari dei media digitali sta chiudendo l’ultimo rapporto realizzato da IT Media, il centro studi che dirige, su “Mercato televisivo in Italia 2006-2008” e i dati che ha raccolto, analizzato ed elaborato danno questo responso definitivo: la tv italiana ha ormai girato la boa, il digitale si è affermato, ma ora si tratta di capire che tipo di mercato gli operatori protagonisti stanno puntando a costruire attorno alle nuove potenzialità offerte da questa svolta tecnologica.

Repubblica Affari e Finanza, 18 settembre 2006

La TV diventa multichannel
Cambiano i sistemi di fruizione degli utenti e i modelli di business delle imprese.
Quali sono gli effetti della rivoluzione digitale che trasforma il modo di fare la televisione, di trasmetterla e di fruirla da parte degli spettatori? Il quarto rapporto annuale di ITMedia Consulting, la società di consulenza e ricerca sull'economia digitale fondata e diretta da Augusto Preta, fa il punto sugli effetti che queste trasformazioni provocano nel mercato televisivo...

Prima, maggio 2006

Pay TV, Internet e TV mobile, un triplice attacco al duopolio
Nel 2005 i ricavi pubblicitari di Mediaset sono cresciuti poco sotto il 3%. Tolta l'inflazione soo stati praticamente fermi. Fermo del tutto é rimasto l'atro pilastro del sistema duopolistico, il canone. Ma il resto del sistema televisivo, invece, fermo non é restato e ha anzi registrato il boom della pay TV. Tra abbonamenti e pay per view, questa trerza voce del sistema dei ricavi del settore TV é esplosa in una crescita a doppia cifra: intorno al 20% nella media europea, ma in Italia la crescita é stata del 25%.
Lo certificano i numeri raccolti da ITMedia Consulting, che sta finendo di elaborarli in vista dell'appuntamento del prossimo 30 maggio, quando presenterà il suo quarto Rapporto Annuale Turning Digital sullo stato della competizione tra piattaforme nello scenario europeo delle televisioni alle prese con la transizione al digitale.

Repubblica Affari e Finanza, 1 maggio 2006
Satellite: più utenti e conti in crescita
Dunque il 2005 é stato un anno di svolta nel panorama della TV europea. Mentre il totale delle risorse cresceva del 7.6%, la pubblicità ha registrato appena un più 2.7% e il settore delle "pay" é aumentato di quasi il 20%, come ha rilevato ITMedia Consulting.

Repubblica Affari e Finanza, 1 maggio 2006

Valgono 6 miliardi le frequenze TV
Per la prima volta quantificato il mercato potenziale dell’etere. La stima è di ITMedia.

“Quanto vale il mercato nazionale delle frequenze televisive? Circa 6 miliardi di euro. È questo il valore teorico, se tutte fossero messe sul mercato. Lo ha stimato per la prima volta ITMedia Consulting, società di ricerca e consulenza. E le frequenze TV varranno sempre di più: perché sono destinate a veicolare nuovi e profittevoli serviz di telecomunicazione … “Fino a pochi anni fa le reti di broadcasting erano soltanto un centro di costo per le televisioni – dice Augusto Preta, direttore generale di ITmedia – Ma con la convergenza digitale, il trading delle frequenze e la concorrenza sta cambiando tutto.

Corriere Economia, 13 febbraio 2006

Lo spot segna il passo

Uno studio di ITMedia rileva anche che Sky crescerà del 18% l’anno
“..un’anteprima di uno studio realizzato da ITMedia Consulting, la nuova società internazionale di consulenza che verrà presentata tra due settimane. “Le elaborazioni ipotizzano i ricavi stimati di Mediaset di qui al 2008 escludendo i ricavi da rivendita di diritti multipiattaforma con cessione wholesale degli stessi contenuti e da creazione di nuovi canali – spiega Augusto Preta, direttore generale di ITMedia. - Si prevede che i ricavi pubblicitari rimangano fermi, anzi evidenziano una flessione, minima ma che potrebbe prefigurare un’inversione di tendenza. Sono i ricavi delle attività legate alle altre piattaforme a sostenere una crescita che, nei prossimi tre esercizi, è stimabile in una media annua del 5%”

Repubblica Affari & Finanza, 27 febbraio 2006